La mente è inquieta? Le emozioni negative dominano? Strumento per favorire la soluzione di problemi, il miglioramento psicofisico e la maturazione spirituale.

Strumento per favorire la soluzione di problemi, il miglioramento psicofisico e la maturazione spirituale.
La lettura consapevole di questo testo (tratto dal mio libro Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto – http://www.amazon.it), può essere di grande aiuto per il lettore e per altri, grazie al suo influsso consapevole.
Si può leggere spesso, soprattutto quando c’è bisogno di quietarsi, favorire la guarigione propria e altrui, risolvere un problema, favorire l’energia e di verità spirituali.
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Il seguente elenco di alcune delle funzioni del metodo Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto, andrebbe letto con la massima attenzione possibile, senza cadere nel tranello della lettura meccanica.
Leggere giustamente le indicazioni che seguono è di per sé un potente esercizio meditativo purificante, trasformante, risolutivo, illuminante.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
moltiplica guarigioni.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
propaga soluzioni.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
attiva Illuminazioni.
Tutto è già Illuminato Risolto Guarito per Tutto
è una miniera di iniziazioni.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
Materializza lo Spirito.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
Spiritualizza la Materia.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è Radicamento Elevante.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è Elevazione Radicante.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
potenzia proprio ciò che deve essere potenziato.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
matura capacità meditative.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
realizza lo Spazio meditativo.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è il messaggero del Vuoto mentale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
matura l’interazione con i campi meditativi.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è sintesi di mantra.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
crea combinazioni con campi di preghiera.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
sincronizza gli emisferi cerebrali.
Tutto è già Illuminato -Risolto – Guarito per Tutto
aumenta la plasticità cerebrale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
moltiplica le funzioni cerebrali.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
realizza il cervello multidimensionale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
sviluppa le intelligenze multiple.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
eleva e sintetizza le tre intelligenze: emotiva, intellettiva e spirituale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
ottimizza il funzionamento di DNA e RNA.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
favorisce la rigenerazione degli organi.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
prolunga la vita.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta a ScoprirSi Eternità.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è collaborazione cosmica.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
sintonizza sempre sul Meglio.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è automaticamente miglioramento.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta a focalizzarsi sulla soluzione, non sul problema.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
guida verso ciò che è veramente positivo.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera da fuorvianti proiezioni.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
serve a trascendere il preoccuparsi in favore dell’occuparsi.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta a superare le paure.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è ansiolitico Divino, senza controindicazione alcuna.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera da pesantezza propria e altrui.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
serve a prevenire ostacoli.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta a superare ostacoli.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta a ConoscerSi senza ostacolo alcuno.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
eleva il campo professionale.
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migliora la situazione economica.
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è sintesi di insegnamenti passati.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è soglia di insegnamenti futuri.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
serve per divenire allievi migliori di un miglior se stessi.
Tutto è già Illuminato – Risolto -Guarito per Tutto
purifica profondamente.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
armonizza altamente.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
consapevolizza potentemente.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera da blocchi mentali, emotivi, fisici.
Tutto è già Illuminato -Risolto – Guarito per Tutto
potenzia energie positive.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
previene conflitti.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
risolve cicatrici emotive.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
neutralizza scontri interiori ed esteriori.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
fa superare l’emozionalità per Essere Amore e Beatitudine.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
risolve ingiustizie.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è risarcimento Divino.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
migliora le dinamiche familiari.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta la coppia.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
eleva la sessualità.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
matura la capacità di testimoniare l’inferiore, sempre più Superiormente.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
ci trasforma da microcosmo in Macrocosmo.
Tutto è Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta a migliorarsi.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
dissolve gli attaccamenti.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è superamento della reattività.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è Attività Consapevole.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
migliora il rapporto con “se stessi”.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
migliora il “se stessi”.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera dal “se stessi”.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
eleva qualità e potenza vibrazionale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta l’ottenimento massimo con lo sforzo minimo.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera dal culto della sofferenza.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
affranca dal culto della malattia.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
dissuade dal culto del sacrificio.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
Aiuta il Vero Sacrificio:
aiuta a rendersi sacri.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
protegge dal delirio collettivo.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
matura la Sensibilità Invulnerabile.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
serve a toccare veramente il mondo senza esserne veramente toccati.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
porta dall’apparenza all’essenza.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera dall’impotenza esistenziale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
matura il Potere Illuminante.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera da abbagli.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
neutralizza la distruttività.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
stimola creatività.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera dalla spiritualità limitante.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
orienta verso la Missione Spirituale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
fruisce della quantità in nome della Qualità.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
porta a trascendere elucubrazioni.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta a conoscere direttamente.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
aiuta la mente a non mentire.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
migliora la qualità concettuale.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è un pensiero veramente positivo: perché evolutivo.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera dalla schiavitù del recriminare.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è Ringraziamento.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è Grazia.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è laboratorio di Virtù.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera dal culto dello sforzo inconsapevole.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
guarisce dal culto delle forzature.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
protegge da influssi negativi, interiori ed esteriori.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è attivazione di processi giusti, non autosuggestione.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto, favorisce il VederSi,cessando di immaginarsi.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è via verso la Spontaneità.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
libera dall’inferiore in favore del Superiore.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
sincronizza Maschile e Femminile.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
indica di là della dualità.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
fa scoprire l’Unità.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
porta a riconoscerSi Uno.
Tutto è già Illuminato – Risolto – Guarito per Tutto
è equazione dello Zero.

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L’eternità è senza contraddizioni, il tempo-divenire sono solo modalità di sperimentazione parziale d Ciò che è Eterno: Noi Stessi.

Non esiste contraddizione ultima, perché la Totalità non può mai essere contraddittoria. Se lo fosse sarebbe una falsa totalità. pertanto non sarebbe la totalità, ma qualcosa che soltanto si immagina essere Totalità. Più la scienza sarà vicina a conoscere la Totalità, meno saranno le sue risposte contradditorie. Le mancanze della scienza sono determinate dalle mancanze dall’uomo, mancante di Se Stesso, perché determinato dai limiti e non ispirato dall’Infinito.   L’uomo può essere visto come equazione che deve risolversi per Scoprirsi Tutto Zero, che non è, nulla: il nulla non esiste, se non come idea di nulla.

La Totalità è senza contraddizioni, mentre la parzialità autocosciente deve risolvere se stessa come apparente contraddizione. L’esperienza di separazione “contraddice” la verità che non può esserci separazione, ma serve a realizzare esperienzialità non duali specifiche, uniche.  Le contraddizioni non esistono veramente, nel senso che appaiono tali soltanto perché l’osservazione è parziale, perciò parzializzante. La Totalità è imparziale, o meglio, può essere definita: Imparzialità. Le contraddizioni sono funzioni evolutive, passaggi da maggior ignoranza a minor ignoranza, per giungere, attraverso un percorso unico chiamato individuo, alla conoscenza vera e propria, cioè alla conoscenza certa, cioè senza ignoranza, senza falsità.

La vita dell’uomo non sufficientemente consapevole è di per sé contraddizione: vuole la felicità, ma ignorando la via verso la felicità, favorisce l’attualizzazione della sofferenza degenerativa. Tale approccio viene chiamato vivere razionalmente. Non è però certamente razionalità considerando i risultati di tale vivere. Malattie, guerre, terrorismo, manipolazione interiore ed esteriore, ingiustizia sociale, sono prove molto concrete, a chi è capace di vederle, dell’irrazionalità scambiata per razionalità .

 Tutto ciò è comunque congruo a un contesto più ampio: l’evoluzione umana. L’uomo deve imparare, divenendo sempre miglior insegnamento a se stesso. Considerando che l’evoluzione umana è essenzialmente maturazione della consapevolezza, l’uomo deve nobilitare l’opportunità capacità di essere consapevole di sé soggetto, utilizzando i gradi inferiori della struttura identitaria per passare a livelli esistenziali superiori, fino a Essere Verità Esistenziale, esistente a prescindere da ogni concetto, pertanto da ogni errore concettuale.

Gli errori favoriscono esperienze spiacevoli, ma può essere enorme errore anche ciò che produce grande piacere: drogarsi non è certamente la via diretta verso maggior consapevolezza. Il parametro è il grado di maturazione della consapevolezza. Dipendere dalla droga è una dipendenza negativa, cioè attaccamento, come lo è il subire l’ignoranza: molto meglio dipendere dalla conoscenza. Tutto questo, anche per esprimere che la dipendenza non è necessariamente negativa, anzi. Dipendere da qualcosa che ci aiuta è sicuramente positivo: per leggere dipendiamo dalla capacità di leggere, che è sicuramente una soluzione migliore dell’analfabetismo. Leggere è una capacità che possiamo esprimere, utilizzare. L’analfabetismo è qualcosa che si subisce, perché incapaci di governare gli strumenti lettura e scrittura.  

Gli errori fanno parte del percorso crescita: la crescita della consapevolezza è il percorso vero e proprio, il resto è smarrimento in rotatorie pseudo esistenziali, facenti comunque inevitabilmente parte della Totalità, pertanto non errori veri e propri. L’idea che non esistono errori veri e propri, è comunque esatta soltanto nell’ambito dell’Insieme, perché sono produzioni dell’evoluzione umana. L’uomo non emerso come Se Stesso è però un essere parziale, perlomeno quelle parti di lui che vivono di parzialità; l’uomo di cui parti vivono di parzialità è comunque parzialità.  

È però un errore pensare che non ci sono errori: pensare ciò significherebbe che non essendoci attività errate, non ci possono essere nemmeno attività giuste. Liberarsi dai demoni interiori e certamente ben diverso dal liberare i demoni interiori. Liberare per così dire, perché dei demoni si è schiavi e il prigioniero non può certo liberare il carceriere, la vittima non è il carnefice, anche se il vittimismo rende carnefici.  

Non sarebbe certo saggio applicare a un malato, regole di vita valide per un uomo sano. Per l’uomo parziale, esistono gradi di erroneità: più un fattore favorisce la maturazione della consapevolezza maggiore è la sua qualità evolutiva. Il fattore fondamentale siamo comunque noi stessi: siamo noi stessi il campo più a portata di mano su cui seminare semi di consapevolezza. Dobbiamo divenire fattore sempre più integrale, in modo da essere sempre più determinanti evolutivamente.

Inteso rigidamente, il concetto di errore può essere molto fuorviante, perché (dis)orientante a pensare in bianco e nero: il trascendimento della dualità passa anche attraverso la colorazione consapevole della vita. Tra l’altro, per il ricercatore spirituale, la gioia non è affatto un optional.  

Gli errori sono esperienze, dettate dall’inesperienza (che può anche essere risultato di esperienze fatte, ma non integrate.),  in funzione della ricerca dell’esperienza Prima e Ultima: Beatitudine Immanifesta.  Alla “fine” la Qualità prevarrà sulla quantità, anche perché la quantità è un’espressione della Qualità, intenta a meglio determinarsi. Il piano realizzativo è destinato a compiersi, prima o dopo siamo destinati a Illuminarci, cioè a realizzarci come Stato Assoluto, esistente a prescindere dalla Manifestazione. Tendere ad Amare per Essere Amore e Beatitudine, è perciò di fondamentale importanza. Aumentare la qualità del sentire è un elemento fondamentale della maturazione della consapevolezza. Tra l’altro, per sentire i pensieri più sottili, con maggior potenzialità evolutive, quello più vicini alla Verità, è necessario essere sottilissimo Sentire.  

Il prima o dopo implica la quantità: la soluzione è tendere alla qualità, che non può essere che esistenziale, dato che l’Esistenza è Tutto. Siamo evoluzione, siamo qualitativi nella misura in evoluiamo, Eleviamo, anche integrando le esperienze prodotte. Il prima e dopo riguardano il divenire, modalità specifica di sperimentare i contenuti eterni in modalità sequenziale. Il divenire è quantità, la Qualità è il Puro Essere: focalizziamoci su Se Stessi Essere.  Per Essere veramente senza contraddizione dobbiamo realizzarci come Elemento per cui vale il principio di non contraddizione totale, essere cioè la Totalità, elevandoci a Stato Assoluto, cioè realizzando l’Illuminazione, la coscienza non duale.  

Anche gli errori più grandi possono essere ragione di enormi insegnamenti. Fondamentale è la qualità della polarizzazione del passato, che essenzialmente dipende dalla qualità della consapevolezza in un dato momento e in generale.  Fondamentale è cioè essere Presente della massima qualità possibile. Maggiore è il grado di consapevolezza meno subiamo il metodo del bastone e più possiamo usare lo strumento carota.

Il metodo bastone si basa sull’imparare a tentoni: dall’ignoranza, dalla sofferenza degenerativa, dall’oscurità, dalle emozioni distruttive, dai pensieri negativi. Fruire dello strumento carota significa, invece, fruire della conoscenza, divenendo conoscenza sempre maggiore; significa aprirsi alla Luce del Superiore, trascendendo sempre meglio i vari gradi di inferiorità; vuole dire aprirsi alla gioia per trascenderla ed Essere Amore e Beatitudine.

Così come è logico accendere la luce in una stanza non illuminata, durante l’entrarvi, così è logico accendere la luce nella vita, divenendo luce sempre migliore per se stessi e altri: passando dall’essere luce (auto)abbagliante all’Essere Luce Illuminante. Riflettere consapevolmente su queste parole può essere di grande aiuto a dissipare dubbi relativi alla domanda: perché dovrei Illuminarmi?  L’Illuminazione spirituale viene troppe volte visto come qualcosa di “esotico”, invece è la riposta più logica al quesito esistenza.  Chi Sono Io? Illuminarsi significa anche SaperSi, ottenendo così anche la carta d’identità cosmica e quella assoluta.   

Il passaggio fondamentale dal metodo del bastone allo strumento carota è passare dall’essere catturati dal divenire, al focalizzarci sempre meglio e più a lungo sull’Essere. Ci sperimentiamo e interpretiamo come entità divenienti “soltanto” perché inconsapevoli della Proprio Essere Eternità: l’eternità è senza contraddizioni, il tempo-divenire sono solo modalità di sperimentazione parziale d Ciò che è Eterno: Noi Stessi.   

  

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Essere e avere: in verità non possiamo avere nulla. Il Soggetto è uno è non può aversi. L’Essere non può essere l’avere.

In verità non possiamo avere, possedere, nulla, per il semplice motivo che non possiamo avere noi stessi. Il soggetto non può possedere se stesso, può soltanto essere se stesso, cioè essere.

Tutto ciò che sperimentiamo sono aspetti di noi stessi e non possiamo avere aspetti di noi stessi, perché siamo anche aspetti di noi stessi. La Verità è (anche) con forme, ma senza oggetti, nel senso che la Verità è Soggetto senza oggetto.  Il grado di Coscienza indicabile con il concetto di Sono Tutto, che alcuni lettori di questo libro conoscono, esclude la possibilità di avere qualcosa. Non possiamo avere ciò che siamo e la consapevolezza di essere la Totalità significa che non vi è alcunché che non siamo.  

La consapevolezza di essere la Totalità, cioè la totalità della coscienza, non è questione di meri concetti: Sono Tutto, Sono la Totalità. Si tratta, invece dello stato in cui la verità Sono Tutto è constatata direttamente, in quanto si è tale stato coscienziale-esistenziale. Non possiamo avere qualcosa, quando siamo tutto. L’idea di poter veramente avere qualcosa, deriva dalla non consapevolezza di Essere Tutto.   Come argomentato in altre parti di questo libro, la Totalità è il Soggetto, cioè il Soggetto è sempre la Totalità, a prescindere da ciò che si intende come Totalità: Essere Originario, oppure Essere Originario con espressione primaria, e via dicendo. La Totalità non può mai essere oggetto di Se Stessa e non potendoci non essere soggetto, la Totalità è inevitabilmente Soggetto senza oggetto.

Dato che i principi superiori determinano quelli inferiori, per comprendere meglio le dinamiche della Totalità, è bene basarsi sui due elementi fondamentali della Totalità: l’Essere Originario (Indifferenziato) e il Suo esprimersi (Differenziazione). Tra l’altro, verità da non sottovalutare: il Soggetto è Uno, l’Esistenza è Una. Semplicemente perché: primo, inizialmente, più precisamente: Basilarmente, non ci possono essere due Esistenze;  secondo perché alcunché può divenire altro da Sé. L’Unica Esistenza è un’ineluttabilità.

Per comprendere veramente perché non possiamo possedere, avere, alcunché, dobbiamo risponderci giustamente al quesito: Chi sono? Senza sapere chi siamo veramente, ovvero in Realtà, ogni argomentazione basata sull’io, è inficiata dall’ignoranza esistenziale, cioè sull’ignorare il soggetto che si è, il che significa immaginarsi, più precisamente essere succubi dell’immaginare l’identità, cioè l’identità immaginata.

Certo, esistono diversi segmenti dello spettro identitario, sia in verticale sia in orizzontale. Ma elevandosi, che significa la scomparsa di gradi coscienziali inferiori, ci si avvicina alla scoperta dell’Identità Reale, che nel senso stretto del termine, è l’Essere Originario, Ciò che esiste a prescindere da tutto il resto, che è, comunque una sua espressione. Va considerato che il grado coscienziale non va associato alle forme che appaiono. La coscienza è questione in primis di qualità, poi di quantità . Durante la consapevolezza integrale possono apparire le “stesse forme” di quelle che appaiono allo stato di veglia, diversa è però la qualità esperienziale.  

Il Soggetto è uno è non può aversi. L’Essere non può essere l’avere. Basilarmente, c’è l’Essere Originario che è senza differenziazione. Dall’Essere Originario avviene l’espressione dello stesso Essere Originario, cioè la differenziazione dall’Essere Originario (non dell’Essere Originario), ma anche differenziazione nell’ambito della stessa espressione. Potremmo definire queste due espressioni come differenziazione in verticale e in orizzontale.

L’esprimersi dell’Essere Originario non è un suo possesso, è l’esprimersi del Potenziale dato dall’Essere Originario Stesso. Andrebbe considerato che, inteso nel senso giusto del termine, l’esprimersi è un offrire, non un ottenere qualcosa. Esprimersi con lo scopo di ottenere qualcosa a scapito di altro, è manipolare, che implica il reprimersi, perché non esprimenti valori autentici.

L’esprimersi dell’Essere Originario non è altro dall’Essere Originario, è un suo modo di essere esprimendosi. Per essere veramene altro dall’Essere Originario, il resto non dovrebbe derivare dall’Essere Originario, il che è impossibile. Questo principio è un Principio Basilare, che significa che alcunché è veramente di qualcuno in particolare, perché ogni cosa è un aspetto dell’Esprimersi dell’Essere Originario. Ogni elemento del tutto fa parte del Tutto, che però non possiede Se Stesso, ma nemmeno ciò che fa parte di lui stesso. Avere, possedere, è un concetto umano, non un Principio Cosmico. Semplicemente il Tutto è Tutto, non ha Tutto, perché non può avere Se Stesso.

 Il significato dell’affermazione: Tutto è Tutto, è autoevidente. Mentre il fatto che qualcosa sia di qualcuno andrebbe dimostrato. In verità, l’avere è una parvenza, in verità esiste unicamente l’Essere. Chi si è conosciuto come stato di Coscienza Originale, è testimone diretto a se stesso, che Quello stato esistenziale può essere espresso con la constatazione: Sono Tutto, non certo: Ho Tutto!

Osservando cosmicamente, non possiamo possedere nulla. Certamente, a livello legislativo possiamo possedere la nostra auto, ma anche questo è una limitazione data dai nostri limiti, ovvero dai limiti dell’umanità. In una società più evoluta, perlomeno tecnologicamente, ci saranno mezzi di trasporto, che non saranno di qualcuno in particolare, ma che potranno essere usate di volta in volta da altri. Fino al momento in cui non ci sarà bisogno di mezzi di trasporto, perché ognuno sarà, anche, mezzo di trasporto di per sé.           

Potremmo credere che l’esprimersi dell’Essere Originario sia una sua creazione. In verità, non è nemmeno la Sua Creazione, ma una derivazione di Lui Stesso da Lui Stesso. In verità nulla è stato veramente creato. La differenziazione non è una creazione dell’Indifferenziato, inteso come Essere Originario, Base di ogni differenziazione. L’espressione dell’Essere Originario, è l’attualizzazione Istantanea di ciò che “prima” era implicito nell’Essere Originario, che autodetermina, in quanto Determinatore primario, tutte le modalità del proprio esprimersi.

In verità, la Totalità è questione di Istantaneità, inespressa ed espressa. L’uomo insufficientemente consapevole crede però che le cose divengano, cioè che vi sia divenire. Lo crede perché in quanto non è Consapevolezza Integrale, oppure, perché pur EssendoLa, interpreta malamente lo stato delle cose, soprattutto perché abituato alla modalità divenire. C’è l’Istante che nella sua modalità espressa è composto da tutte le possibili istantanee, cioè da tutti i possibili modi di interazione dell’Essere. Ci sono poi due modalità di sperimentazione. La modalità divenire e la modalità essere. Semplificando, possiamo scrivere che sperimentando le istantanee in modo sequenziale, quindi la freccia temporale, si è in modalità divenire, più precisamente si è la modalità divenire. Sperimentando, invece le varie istantanee come “sovrapposte” una sopra l’altra, “contemporanee”, si è la modalità Essere; ma perché sia veramente Così deve esserci la coscienza subitanea, senza mediazione, esprimibile dall’espressione Sono Tutto; questa è Vera non dualità, prova diretta del non possesso di alcunché.  

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Il mito dell’io è il mito fondamentale da trascendere, per non essere più esseri mitologici, perché credenti in sé, perché immaginanti sé, perché ignoranti Sé.

Il mito dell’io è il mito fondamentale da trascendere, per non essere più esseri mitologici, perché credenti in sé, perché immaginanti sé, perché ignoranti Sé.

Considerando il pandemico maluso del concetto: io, questo termine può essere considerato  l’espressione generalizzata e generalizzante primaria. Generalizzando l’identità, o presunta tale, la generalizzazione della vita è fisiologica: non possiamo conoscere ignorando. Non conoscendoci possiamo soltanto immaginarci e immaginandoci non possiamo veramente conoscere gli altri, i rapporti, il mondo.  

Generalizzata, anche perché l’uomo non sufficientemente consapevole pensa: io, meccanicamente, senza quasi mai riflettere sul suo significato. Generalizzante, anche perché la sistematicità dell’utilizzo di questo concetto concorre a celare le verità su noi stessi e la Verità Se Stessi. L’Io Reale è Luce illuminante, l’io immaginato è luce abbagliante.

Conoscersi sempre meglio, maturando la consapevolezza integrale, è il modo per trascendere il proprio essere un essere mitologico, basante l’idea di identità sulle credenze e non, come dovrebbe essere, sull’identità vera e propria. Unicamente conoscendoci veramente possiamo esprimere idee su Sé, altrimenti possiamo esprimere soltanto credenze, più o meno veritiere, basate sulle idee sé e Sé. La consapevolezza integrale è anche conoscenza veritiera di Sé. Più la conoscenza di Sé e lontana dalla consapevolezza integrale, più l’io è questione di credenza, immaginazione. In questo senso, possiamo dire di identità immaginata.

L’individuo insufficientemente consapevole utilizza il concetto di io, per definire un qualcosa che conosce soltanto molto parzialmente. In questo senso più che usarlo ne viene usato, manipolato. Chiaramente i segmenti identitari superiori non possono essere manipolati dall’identità immaginata, ma questa ne impedisce la presenza diretta, cioè la continuità esistenziale su piani superiori.

Il concetto di io, è uno dei concetti potenzialmente più fuorvianti, forse quello dal potenziale più deviante. D’altro canto, utilizzato in modo illuminante  diventa un’indicazione molto utile per generare maggior qualità di conoscenza di sé.

Quante volte ho riflettuto profondamente su cosa significa io?

A chi o cosa mi riferisco utilizzando la parola io?

Chi sono in Realtà?

Qual è Reale Identità?

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Non dualità – come trascendere l’aspetto mitologico degli insegnamenti non duali? Finché non conosciamo direttamente, siamo noi stessi esseri mitologici.

Essenzialmente, gli insegnamenti non duali sono spiegazioni indicanti che Uno è tutto. L’insegnamento non duale è cioè l’insegnamento dell’Uno senza secondo. L’ultima frase significa anche che l’insegnamento non duale, rappresenta pure l’esporsi dell’Uno in forma di concetti sulla non dualità. Colui che scrive è un esprimersi dell’Uno che racconta di Sé. Tra l’altro, gli stessi concetti sono inevitabilmente aspetti dell’Uno senza secondo. Inevitabilmente per ciò che concerne la prospettiva dell’insegnamento non duale, nel senso che secondo tale insegnamento esiste un’unica esistenza e tutto ne fa, chiaramente, parte. Chiaramente, l’insegnamento può essere più o meno qualitativo, sia dal punto di vista concettuale, sia per ciò che concerne la qualità dei processi non verbali correlati ad esso. Questo libro rappresenta anche l’ambizione, intesa come fenomeno positivo, a realizzare una filosofia sulla non dualità. Filosofia intesa come superamento del mito, che per quanto veritiero possa essere è sempre una credenza, cioè una specifica forma di ignoranza. Affinché un insegnamento non sia mitologico, perché filosofico deve offrire concetti incontrovertibili. Nel caso dell’insegnamento non duale, deve cioè, tra l’altro, esporre risposte incontrovertibili alle domande: Cos’è l’Assoluto?, ovvero Perché l’Assoluto è l’Assoluto?, ma soprattutto: Perché soltanto Uno è?, e, Cosa significa che Soltanto Uno è? Intese nel senso giusto, queste domande sono modi diversi di chiedersi la stessa cosa, ma la loro diversità favorisce una maggior complessità verbale, che dovrebbe, comunque, fungere come base per una sintesi concettuale ed esperienziale. I miti possono essere anche molto utili, ma soltanto usandoli come aiuto per il superamento degli stessi possiamo liberarci dall’epiteto di fedele, credente: perché conosciamo direttamente ciò in cui prima soltanto credevamo, per sentito dire, per averlo letto. Affinché lo studioso superi il confine della mitologia, deve fruire dei miti in modo da spiegarseli in modo incontrovertibile, sia dal punto di vista esperienziale sia per ciò che concerne la comprensione concettuale. Finché non comprendiamo a fondo, cioè finché soltanto crediamo, siamo noi stessi esseri mitologici. Per ciò che concerne gli insegnamenti spirituali il superamento della mitologia non riguarda soltanto la comprensione concettuale incontrovertibile, che implica la capacità di dimostrare in modo incontrovertibile la verità a cui ci si riferisce, ma implica anche il passaggio a gradi coscienziali-esistenziali superiori, in modo da sperimentarsi come Ciò che la verità concettuale indica.

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È veramente possibile non credere a nulla? Cosa significa credere in se stessi?

È veramente possibile non credere a nulla?

Non credere a nulla significa credere in qualcosa. L’idea di non credere a nulla è cioè una menzogna. Generalmente, chi è ricco di certezze è povero di dubbi, insensibile al tesoro del dubitare consapevolmente. 

L’idea di non credere a nulla, significa anche che si sta credendo a se stessi come soggetto che afferma di non credere a nulla. Specificando, in generale,  l’idea di non credere significa implicitamente che si sta credendo nella credenza se stessi, cioè in ciò che si pensa, nel senso di credere, di essere.

Per pensare giustamente riguardo se stessi è necessaria enorme consapevolezza. Per chi non si Conosce Veramente e per chi sa di non sapere veramente chi è, la parola io è soltanto apparente  certezza, vale a dire un’incertezza di cui  ignora l’esistenza, proprio perché è certo di sé. Apparente certezza è però soltanto un modo di dire, non ci sono certezze apparenti, che sono incertezze, perché manca la conoscenza necessaria, affinché vi sia certezza. 

Tralasciamo pure le domande: Perché io?, Perché sono?, Perché l’io?, Perché io sono io?, Sono veramente io?, che sono state comunque esposte per favorire dubbiosità da affrontare consapevolmente.     

Limitiamoci ai questi: Chi sono io?, Cos’è l’io?, più che sufficienti all’indagatore onesto  per sapere di aver affermato innumerevoli volte: io, senza veramente sapere chi o cosa è l’io, coè a chi si riferiva quando dice(va): io. A chi mi riferisco, riferivo, con la parola: io? Io chi? Chi utilizza(va) la parola io? Dire: io, senza conoscerSi, significa affermare qualcosa credendo di sapere ciò che in verità non si sa, conosce, cioè se stessi, o meglio ancora: Se Stessi.    

Torniamo ora ad affrontare in modo direttola questione: non credere a nulla. Non credere a nulla è impossibile. Affermare: non credo a nulla, è simile all’asserire: non cammino verso qualcosa. L’unico modo per non credere è conoscere. Non possiamo credere in ciò che conosciamo, non soltanto pensiamo di conoscere. La conoscenza può essere definita come cognizione senza minima credenza. 

È impossibile non credere proprio a nulla. L’idea di non credere a nulla, significa soltanto credere di non credere a nulla, anche perché,  in verità, si crede nell’idea di non credere a nulla; ovvero si è posseduti dall’idea credenza: non credo a nulla. In questo caso, il cosiddetto nulla è comunque un qualcosa. Non credo a nulla, significa: credo a qualcosa che definisco con il concetto di nulla. Il pensiero: non credo a nulla, è pertanto una specifica forma di ignoranza. L’idea di non credere a nulla, indica, infatti, che si sta ignorando di ignorare di star credendo in qualcosa, che soltanto si indica con il concetto di nulla. Non credere a nulla è soltanto un modo di pensare, immaginare, di non credere a nulla.

Affermare: non credo a nulla, può per esempio, significare: non credo in Dio, non credo nella soluzione del problema, che significa anche credere che il problema è irrisolvibile; il che è la negazione dell’idea di non credere a nulla.

Non credere in Dio significa: non credo nell’esistenza di ciò che intendo, viene inteso, come Dio. Credere in Dio, significa, invece, credo in ciò che intendo, viene inteso, come Dio. In ambedue i casi si tratta di ignoranza. Nel primo caso, se veramente si conosce, in modo da poter escludere in modo incontrovertibile, l’esistenza di ciò che è definito Dio, si dovrebbe affermare: posso dimostrare in modo incontrovertibile che non esiste ciò che viene definito come Dio. Altra soluzione potrebbe essere: conosco direttamente, in modo incontrovertibile, ciò che viene indicato dal concetto di Dio, ma non credo, oppure escludo in modo incontrovertibile, che esso possa fare ciò che gli viene attributo. Chiaramente il concetto di Dio ha moltissimi significati, pertanto si dovrebbe spiegare cosa si intende con il concetto di Dio.  

Un caso estremo del concetto di: non credo a nulla, è l’espressione generalizzante: non credo nel futuro. Consideriamo il fatto che tale pensiero inizia nel presente e si svolge in ciò che è futuro rispetto al momento in cui il pensiero è iniziato, si sviluppa cioè grazie a ciò in cui si afferma di non credere. Diverso è affermare: non credo possano esserci miglioramenti in futuro. Essendo il futuro inevitabile, affermare di non credere nel futuro, significa negare l’evidenza dei fatti, ì negando il passato e il presente.  

La credenza è comunque una forma di conoscenza, senza conoscenza non potrebbe esserci nessuna credenza, come potremmo credere in qualcosa essendo senza alcuna conoscenza? Possiamo credere durante il sonno profondo? Certo, indagando sul sonno profondo, ovvero sul concetto di sonno profondo, potremmo, forse, arrivare ad affermare lecitamente che il sonno profondo, ovvero il concetto di sonno profondo, è lecitamente associabile alla credenza, al concetto di credenza, al fatto che anche durante il sonno profondo ci sia la possibilità di credenza.

 Riflettere sul rapporto tra credenza e sonno profondo, può comunque aiutare a riflettere sul fatto che, in verità, anche l’ordinario stato di veglia è sonno profondo, liberando così dalla credenza che per essere svegli basta aprire gli occhi. La stessa espressione, intesa nel senso ordinario del termine: aprire gli occhi, come anche l’dea di chiudere gli occhi, è comunque credenza. In verità, ciò che si intende è: abbassare e alzare le palpebre, anche su pure queste definizioni non sono propriamente esatte, ma più veritiere rispetto al chiudere e aprire gli occhi,  che sono maggiormente associabili a un’operazione chirurgica.

La soluzione è essere senza credenza, perché si è conoscenza. ConoscerSi è l’unico modo per non credere in se stessi. Per quanto positiva possa essere, in alcuni casi, l’attitudine a credere in se stessi, esprime comunque ignoranza esistenziale. Essenzialmente: credere in se stessi, significa: ignorarsi.

Pur essendo una carenza rispetto la conoscenza, la credenza può però essere una risorsa, come nel caso quando si crede in qualcosa di positivo, per esempio quando si crede nella forza della preghiera, soprattutto quando si crede che la forza della preghiera può essere aumentata. Credendo in ciò, ci si può applicare seguendo tale credenza e maturare così la capacità di pregare. In questo caso, la credenza è comunque destinata a scomparire, perché migliorando la qualità del proprio pregare, si diventa prova a se stessi, ma anche ad altri che hanno la possibilità di comprendere le nostre aumentate capacità, che le capacità di preghiera possono essere aumentate investendo sforzo qualitativo, anche per far emergere lo stato senza sforzo.

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Non dualità – Coscienza Integrale e identità tra coscienza ed esistenza

Non dualità – Coscienza Integrale e identità tra coscienza ed esistenza

Questo è uno degli argomenti trattati durante i miei corsi online, per maggiori informazioni potete scrivermi a andreapangos@gmail.com

La Coscienza Integrale è caratterizzata dall’Essere Tutto. La Coscienza Integrale non esclude nulla, nemmeno l’Essere Tutto altrui, perché in Verità si Conosce Tutto come Se Stessi. La Coscienza Integrale è il Soggetto senza oggetto, perché la Coscienza Integrale non sperimenta le forme come altro da Sé. La Coscienza Integrale è caratterizzata dalla piena coscienza che esiste un’unica Coscienza e che tutte le forme sono Sue forme. Affermare che la Coscienza Integrale è caratterizzata dalla piena coscienza che…, significa quindi asserire che la Coscienza Integrale è anche… (ciò). 

La Coscienza Integrale è caratterizzata dalla piena coscienza che basilarmente identità e coscienza sono lo stesso, cioè che l’Esistenza Originale è la Coscienza Originale. Si tratta di due modi diversi di definire lo stesso Elemento: Esistenza Originale – Coscienza Originale, che è l’Elemento irriducibile.  

La Coscienza Integrale ha due aspetti che sono, chiaro, aspetti dell’unica Coscienza, cioè Esistenza. Il primo è l’aspetto Coscienza dell’Esistenza, il secondo è l’aspetto Esistenza della Coscienza. Ciò si può esprimere anche nel modo seguente: il primo è l’aspetto Coscienza della Coscienza, il secondo è l’aspetto Esistenza dell’Esistenza. Perché allora definire con due nomi diversi lo stesso elemento? Probabilmente perché si è abituati a pensare separatamente esistenza e coscienza, che è la base del materialismo, inteso come corrente di pensiero che ritiene la coscienza un epifenomeno dell’esistenza, intesa, in questo caso, come organizzazione della complessità necessaria per produrre coscienza. Indagando però profondamente sulla coscienza, cioè sull’esistenza, elevandosi cioè sempre più in profondità verso l’irriducibile Coscienza – Esistenza Originale, si scopre che la distinzione in coscienza – esistenza si fa sempre più flebile. 

La distinzione in coscienza ed esistenza è una forma di dualità. In verità esistenza è coscienza, cioè coscienza è esistenza, soltanto che per realizzare veramente ciò bisogna elevarsi, profondersi, fino da “agguantare” l’Irriducibile Esistenza – Coscienza Originale, e poi constatare concettualmente l’Identità tra Esistenza Originale e Coscienza Originale, più precisamente che si tratta di due modi diversi di definire l’Indifferenziato. 

La coscienza è esistenza e l’esistenza è coscienza su ogni livello esistenziale, ma sono senza differenziazione soltanto sul piano Indifferenziato, cioè sulla Base da cui scaturisce ogni differenziazione. Più precisamente, la coscienza è sempre esistenza, cioè l’esistenza è sempre coscienza, ma possono essere intese come qualcosa di diverso, nel senso che la formazione di entità, elementi, scaturiti dall’Indifferenziato, può far pensare che queste forme (entità, elementi) siano l’esistenza, mentre la coscienza è qualcos’altro. 

Tra l’altro, le forme basilari, sono nell’ambito dell’Assoluto, che non è rilevabile dalla prospettiva della Manifestazione. Per rilevare l’Assoluto bisogna essere l’Assoluto stesso, cioè essere continuità di coscienza “oltre” l’esistenza della Natura.

La Natura è l’elemento che emerge quando l’interazione tra le forze (che nell’ambito dell’Assoluto era pienamente sincronizzata), non ha più il grado di sincronia necessario per rendere possibile lo stato Assoluto, cioè la Dinamicità Assoluta, che osservata dall’esterno può sembrare Assolutamente statica. Per comprendere meglio ciò, possiamo fare l’esempio dell’arco, che apparentemente è statico, ma rappresenta comunque tre forze in equilibrio. Equilibrio reso possibile dalla corda che collega i due estremi del “bastone piegato”, che rappresenta l’altra parte dell’arco. L’arco sembra un elemento statico, ma in verità è dinamicità equilibrata. Ciò vale per tutte le forme di staticità tranne la Staticità Assoluta, che è una caratteristica della Coscienza-Esistenza Originale; Staticità Assoluta che è senza inerzia.  In questo contesto la Natura può essere associata al concetto di Natura Naturans, soltanto che la Natura non trae la propria realtà da se stessa, in due sensi. Primo, essa deriva dallo stato Assoluto. Secondo, la formazione delle forme manifeste, cioè l’organizzazione della Natura, esige l’intervento dello Spirito. Si tratta del Padre Spirito che feconda la Madre Natura, per far nascere il Figlio Cosmo Naturale.      

Intesa nella sua natura essenziale, cioè non organizzata, la Natura è talvolta intesa come nulla, che a sua volta è identificato come elemento primo e ultimo, dal quale, semplificando, per così dire, le cose emergono per essere e ritornano quando cessano di essere. Va comunque considerato che qualcosa non può diventare altro da sé, pertanto: ciò che non è non può diventare cioè che è e ciò che è non può diventare ciò che non è. La trasformazione non riguarda mai il singolo elemento, ma sempre l’ambiente che contiene l’elemento in questione ed altri elementi; ambiente che è a sua volta un elemento intrasformabile. Il divenire è questione di organizzazione dei potenziali del “nulla”, non il nulla che diventa qualcosa e poi ritorna a essere “nulla”. Tra l’altro, il nulla non esiste. Affermare che c’è il nulla, significa affermare che è qualcosa; l’inesistenza non esiste, l’esistenza dell’esistenza sarebbe comunque esistenza. Comprendere che il nulla, cioè la natura non ancora organizzata, non è il fondamento ultimo, bensì deriva dallo stato Assoluto, uò aiutare a trascendere i concetti nichilistici indicanti, semplificando, che tutto ciò che è è destinato a essere nulla. Il divenire, cioè il sorgere dall’apparente nulla,  andrebbe invece inteso come strumento di sincronizzazione, grazie al quale l’ìnterazione delle forze può riequilibrarsi in modo che l’entità che esse formano, possa emanciparsi dalla caducità, riottenendo lo stato Assoluto: si tratta dell’essenza di ciò che è chiamato percorso di Illuminazione. 

      Utilizzando tutti i concetti formulati sinora possiamo concludere che Esistenza e Coscienza sembrano due elementi diversi, perché si è abituati a ponderare in modo viziato, cioè dall’esperienza di separazione tra soggetto e oggetto, perché il proprio ponderare si basa sulla distinzione in Spirito – Natura. La Verità è, invece, lo Stato Assoluto, senza distinzione in Spirito Natura. Tra l’altro, lo Spirito e la Natura rappresentano il rapporto basilare soggetto – oggetto, a livello di Manifestazione, intesa come stato non Assoluto, cioè non caratterizzato dalla Dinamicità Assoluto, pertanto dall’assenza di inerzia.  

Trascendendo elementi inferiori di noi stessi, possiamo essere continuità di coscienza-esistenza, cioè coscienza-esistenza continuata, su piani sempre più elevati, fino a riconoscerci Assoluto senza distinzione in Spirito – Natura, senza distinzione in soggetto e oggetto, fino a “agguantare” l’Indifferenziato, che è anche Evidenza Assoluta che non ci può essere differenza vera tra esistenza e coscienza.  

Tutto ciò è anche un modo per descrivere l’importanza della domanda Chi Sono?, o meglio ancora: Chi Sono in Realtà?  

Questo è uno degli argomenti trattati durante i miei corsi online, per maggiori informazioni potete scrivermi a andreapangos@gmail.com

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