Beatitudine, Trasformazione, Liberazione

 

Beatitudine, Trasformazione, Liberazione

In quanto Libertà esperienziale, la Beatitudine è il Potenziale liberante dalla meccanicità.

La Beatitudine è Potentemente Trasformante, altrimenti non ci sarebbe praticamente possibilità di liberazione dall’inconsapevolezza; consideriamo l’ignoranza ereditata dalla collettività e prodotta da noi stessi, anche immaginandoci sapienti.

La Beatitudine è pura consapevolezza, Medicina per la sofferenza, che nel suo complesso è generalmente inconsapevolezza: possiamo sapere moltissime cose di noi e del mondo, finché soffriamo siamo però sostanzialmente inconsapevoli.

La Beatitudine è Spontaneità che trasforma positivamente le cause minori caratterizzate dalla meccanicità, ma perché ciò accada deve crearsi un’interruzione della ripetitività inconsapevole: comportamentale, emozionale e concettuale. In questi casi possiamo definirLa anche Grazia Divina.

Pur potendo essere estremamente precisa, la meccanicità è imperfetta, vulnerabile. Un momento di apertura alla Beatitudine, volgendosi verso l’interno, interrompendo il flusso concettuale ed emotivo ordinario, può trasformare potentemente la vita, soprattutto se ci riconosciamo come Beatitudine stessa, Sé esperienziale. La meccanicità esistenziale può essere molto ordinata, ma è sofferenza[1], disordine esperienziale. La Beatitudine è l’Ordine di cui fruire per liberarsi dal disordine afflizione. La via è aumentare la consapevolezza riguardo alla Beatitudine e all’Origine, per favorire quotidianità Beata, Essere Beatitudine ed Estinzione.

La Beatitudine è Spontaneità rispetto a ogni programma concettuale, emozionale e comportamentale. Li precede. Trasformare la struttura psicofisica (emozioni, pensieri, corpo) da ostacolo per la Spontaneità, in strumento in funzione della Spontaneità, è uno dei processi fondamentali dell’Umanizzazione, che esige l’abbinamento Spontaneità Beatitudine-programmi psicofisici capaci di esprimerne i Significati: Amore, Giustizia, Potere, Verità, Creazione, Pace, Conoscenza, Uguaglianza.

La Potenza trasformante della Beatitudine è la più che speranza da cui attingere per affrancarci dalle leggi della meccanicità, sofferenza, ignoranza: tre nomi per definire l’inconsapevolezza. Con la meccanicità possiamo cambiare modello meccanico, non liberarcene. Così, la mera ricerca analitica delle problematiche emotive e concettuali, priva della necessaria dose di consapevolizzazione, porta raramente a soluzioni sostanziali. La consapevolizzazione non è soltanto il riconoscimento di un contenuto limitante, è soprattutto la sua trasformazione positiva, in sostanza l’aumento della sua qualità energetica. Per liberarsi dal patimento è necessario liberarsi dalla schiavitù della causa-effetto meccanica, facendo sì che la legge di causa-conseguenza sia la Beatitudine, anche se in forma di quotidianità Beata; questo implica anche la liberazione dal circolo vizioso delle domande superflue sui perché, sui perché dei perché superflui. Si dovrebbero cercare i perché sostanziali, per esempio le ragioni per cui è bene Illuminarsi, più profondamente ancora: Umanizzarsi.

[1] La sofferenza non va confusa con il dolore. La prima concerne l’attività emotiva e intellettiva, mentre il secondo riguarda il corpo fisico. Il dolore è naturale, la sofferenza è una patologia esperienziale, tranne che nella misura in cui è causata dal dolore.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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