La mente mente?

 

La mente mente?

Alcuni caratterizzano la mente come elemento negativo a priori, perché comunque fonte di falsità. Dire che la mente mente a prescindere significa mentire. L’idea che la mente mente, senza specificare quando, contiene la propria negazione. Esprimendola, la stessa mente nega la veridicità della sua credenza che la mente mente: l’affermazione che la mente, soltanto, mente è una bugia.

Pensare che la mente (è la stessa mente a pensarlo) sia unicamente produttrice di falsità significa che la stessa mente non ha compreso bene che ogni definizione è sua. La mente può essere più o meno veritiera, menzognera. La mente affermante che la mente soltanto mente nega la propria capacità di esprimere concetti veritieri, pur immaginando di esporre la, secondo lei, grande verità che la mente mente.

Consapevolizzandosi, la mente scopre se stessa come strumento di Felicità e sofferenza, verità e menzogna. Le grandi verità spirituali sono tutte della mente, intesa come intelletto, senza il quale non ci può essere concetto, né verità né falsità. L’idea che la mente mente rende nemico ciò che dovrebbe essere un preziosissimo alleato, è comunque la mente che diventa nemica di sé, è sempre la mente che se la racconta. I vari segmenti della mente dovrebbero allearsi per favorire la maturazione della stessa mente, in modo da produrre consapevolezza di sempre maggior qualità. Senza mente non ci sarebbe nemmeno spiritualità, che esige idee. Le indicazioni su come illuminarsi, le spiegazioni di tecniche meditative, la domanda Chi sono?, l’affermazione Io Sono, sono inscindibili dalla mente.

Considerando poi la mente intesa non soltanto come intelletto, ogni esperienza fa parte della mente, senza mente non c’è esperienza, che è consapevolezza, senza mente non ci può essere nemmeno Beatitudine. Tutto ciò che sperimentiamo fa parte della mente, più precisamente è la mente che sperimenta se stessa (non c’è un io che ha la mente, l’ “io” è un prodotto della mente, che è l’io individuo): si tratta dell’esperienza mente che sperimenta le esperienze (Beatitudine, emozioni, pensieri, corpo, mondo, visioni interiori, sogni) che lei stessa produce, in se stessa[1], chiaramente.

Per liberarsi da idee limitanti sulla mente, la stessa mente farebbe bene a mettere un punto interrogativo alla fine dell’espressione: la mente mente, trasformandola in domanda potenzialmente molto illuminante: la mente mente? Quando?

[1] In quanto esperienza primaria, la Beatitudine non è comunque nella mente, perché nella parte della mente dove c’è Beatitudine, cioè alla base della mente stessa, la mente è tutta Beatitudine, quindi senza un fuori e un dentro, che esige diversificazione.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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