Salvatori e Salvazione (2008)

Salvatori e Salvazione (2008)

              Il Maestro non è venuto al mondo per rispondere alle esigenze evolutive dell’umanità, Dio non manda il Maestro a salvare l’uomo come asseriscono alcuni. L’individuo maturato in Maestro non c’era prima del concepimento. La possibilità di (presunta) scelta e di pianificazione esige il pensiero e quindi il tempospazio, mentre Dio Immanifesto è senza tempo, spazio e pensiero.

Nessuno è mandato al mondo: “in” Ciò che precede il mondo non c’è nessuno che possa inviare o essere inviato: tutto si manifesta spontaneamente, senza alcuna decisione, diciamo così, dall’alto. Così pure nessuno decide di venire al mondo, ma come conseguenza di flussi globali avviene un concepimento con il quale inizia a esistere un nuovo microcosmo individuale, anzi macrocosmo individuale perché l’intero universo percepibile è una proiezione del principio uomo .

Non esiste un piano Divino o un piano superiore all’uomo, che è il principio massimo e l’espressione primaria e più completa del manifestarsi di Dio Immanifesto, nella quale appare anche l’universo. Semplicemente, i processi onnicomprensivi scaturiscono in nuovi individui. Tra questi processi ci sono le intenzioni e preghiere di Salvazione da parte degli uomini, le quali favoriscono processi positivi per il manifestarsi di individui che diverranno Maestri.

L’idea che ci sono dei messaggeri Divini che hanno il compito di salvare il mondo, deriva anche dalla convinzione che c’è un’idea alla base della Creazione, un progetto di Dio riguardo al mondo, ma ogni pensiero esige il tempospazio, mentre le cause del mondo sono atemporali, dunque impensabili. Le idee su queste cause sono soltanto concetti riguardo a un ambito che non conosce misurazione, definizione. Se Dio mandasse veramente qualcuno a migliorare il mondo significherebbe che è insoddisfatto del mondo, mentre Dio (inteso sia come Assoluto sia come Amore) è immune da soddisfazione e insoddisfazione. Considerando il basso numero di Salvatori (Divenuti del tutto) esistiti sinora, se Dio mandasse intenzionalmente qualcuno a salvare il mondo sarebbe molto avaro nell’elargire il Bene.

C’è un unico Salvatore, l’Amore in ognuno di noi, che essendo senza pensiero non ha alcuno scopo e quindi nemmeno quello di salvare qualcuno: la Salvazione inizia dal pensiero, non dall’Amore. La Salvazione è il processo di consapevolizzazione e comporta anche processi non intellettivi, ma è inscindibile dal pensiero, senza il quale ci può essere l’idea di Salvazione. La Salvezza è in noi, La Siamo noi stessi come Amore: per liberarci dalla sofferenza dobbiamo volgerci verso l’Amore che Siamo.

La Salvazione non andrebbe vista in senso morale religioso, nel senso che si salverà chi avrà eseguito la cosiddetta volontà Divina intesa come insieme di precetti sul comportamento che alcuni ritengono voluto da Dio. È comunque vero che salva se stesso chi utilizza le indicazioni Divine, cioè la guida del Maestro, che indicano la strada della Salvazione, Illuminazione.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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