Chi sono? e Chi sono in Realtà? (2007)

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Chi sono? e Chi sono in Realtà? 
(2007)

La domanda Chi sono io? è accompagnata da una specie di insidia spirituale. Essendo la conoscenza di esserci Io sono relativa all’individuo (l’esperienza di esserci è sempre dell’individuo, anche quando si tratta della Beatitudine), c’è il rischio che la ricerca della risposta a Chi sono io? si limiti all’individuo, mentre la Reale Identità Assoluto Sussiste “di là” dell’individuo. Espresso diversamente: scaturendo dall’esperienza di esistere, la domanda Chi sono io? può ostacolare l’emersione della conoscenza riguardo a Se Stessi Dio (Assoluto), anche perché è la mente a porla e può quindi sembrare che Chi sono io? significhi Cos’è la mente?

Pur essendo potenzialmente uno strumento qualitativo, per stimolare un processo virtuoso come la Ricerca della Reale Identità, la domanda Chi sono io? è anche virtualmente viziata dalla sua stessa causa, cioè dalla conoscenza Io Sono, inscindibile dall’esperienza di esserci. Questo potenziale vizio di forma può essere, diciamo così, utilizzato maliziosamente dai processi mentali che temono la consapevolizzazione, per raggirare quelli propensi alla maturazione della consapevolezza, in modo da limitare la ricerca all’ambito dell’individuo, impedendogli di consapevolizzare la sua Origine, che è “oltre” le sue massime potenzialità conoscitive: la Reale Identità non è individuale.

Il rischio che l’individuo eviti di indagare su Ciò che lo Precede è spesso molto grande, poiché investigare in modo qualitativo sulla Reale Identità mette in bilico ogni suo “equilibrio” e ogni “certezza” e,  denudando il suo abbaglio di essere Reale, lo porta a confrontarsi con la verità che Dio Sussiste unica Realtà, mentre l’individuo esiste soltanto come illusione.

L’attaccamento all’esperienza di esserci è uno degli ostacoli più sottili per Scoprire il Sé Reale: può essere uno degli ultimi baluardi dell’individuo che cerca di mantenere il proprio abbaglio di essere reale e di non “arrendersi” alla Realtà Reale Identità, Assoluto. Il convincimento errato che la Consapevolezza integrale, quindi anche l’Amore (Beatitudine), è Reale, è un fraintendimento che può impedire l’Alternarsi tra la stessa Consapevolezza integrale e l’Estinzione. Concetti come: la Consapevolezza integrale è tuttol’Amore è la tappa ultima del percorso spiritualel’Amore è lo stato supremo…, possono facilmente sviare e impedire di scoprire che anche la Consapevolezza integrale è un aspetto dell’esprimersi dello “Stato” Supremo, che è la Reale Identità.

Per diminuire questi rischi, invece della formulazione Chi sono io? l’intelletto può utilizzare le formulazioni: Chi sono in Realtà? oppure Qual è la Reale Identità? Per diminuire il rischio di nuocersi, l’individuo deve inoltre tenere ben presente che è lui a chiedere Chi sono in Realtà?, ma la domanda riguarda Dio – l’Io, non lui – l’io.

Ribadendo:

La domanda primaria Chi sono io? scaturisce dalla constatazione primaria Io sono, che riguarda l’esistenza individuale; il puro Io Sono è la pura esperienza di Essere, senza emozioni, pensieri, percezioni, ma è prodotta comunque dall’individuo – l’Assoluto è senza esperienza. La risposta riguardo alla Reale Identità Sussisto Assoluto concerne invece l’Assoluto. 

Qual è la Reale Identità?


Sussisto Assoluto.


Affinché la vita possa essere veritiera deve basarsi su concetti veritieri e non su menzogne, soprattutto per ciò che riguarda i concetti relativi l’identità. Se l’individuo vuole Realizzarsi è bene che operi affinché il concetto: l’Assoluto è la Reale Identità (in Realtà Sussisto Assoluto), diventi la sua prima pietra concettuale sui cui poggiare l’edificazione di ulteriori concetti. Questo anche:

– per un più facile trascendimento dell’esperienza di esserci io sono, attraverso l’Estinzione, che è, appunto, cessazione temporanea di ogni esperienza;

-perché la convinzione fuorviante che l’individuo (o suoi segmenti: corpo, emozioni, pensieri…) è il sé reale, fa sì che anche molti altri concetti siano inevitabilmente contaminati, falsati.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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