Di chi è la mente? Domande sulla mente (2007)

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Di chi è la mente? Domande sulla mente 
(2007)

La mente è potenzialmente uno strumento di verità, ma quella poco consapevole è un vero e proprio opificio di abbagli, anche perché ignora se stessa, i suoi elementi fondamentali e la sostanza del modo in cui funziona. Per esempio, la mente sufficientemente matura è consapevole che il tempo e lo spazio sono suoi processi, mentre quella poco consapevole di norma ignora ciò, oppure dispone di questa informazione, ma non ha esperienza diretta di questa verità. Mi sto riferendo alla mente intesa non solo come intelletto, ma come totalità dei processi dal concepimento alla morte, cioè come vita. Utilizzato in questo modo, il concetto di mente è sinonimo di individuo, divenire individuale.

Consapevolizzando che il tempo e lo spazio sono suoi processi, la mente diviene, tra l’altro, consapevole che tutto ciò che sperimenta (dalla vibrazione più “sottile”, al corpo fisico, all’intero universo percepito) avviene in lei e smette di fantasticare la divisione del mondo in interiore ed esteriore; questo migliora profondamente la prospettiva esistenziale, avvicinandola all’Amare.

Porsi domande illuminanti riguardo a sé è uno dei modi della mente di trasformarsi da strumento velante a opportunità disvelante. I quesiti illuminanti sulla mente possono essere classificati in:

– generici su lei nel suo complesso: Cos’è la mente?, È l’intelletto oppure questi è un suo aspetto?, Dove inizia e sino a dove arriva, la mente?, È il cervello oppure questi è un suo segmento?, Qual è l’Origine della mente?, Cos’è la mente vuota, il vuoto mentale?, Può veramente essere vuota, come e perché?, Il suo vuoto è assoluto, può esserlo?, La mente soltanto mente, oppure può essere anche molto veritiera?, Ci può essere menzogna senza mente? E ci può essere verità?, Qual è la funzione sostanziale della mente?, Chi sta leggendo queste domande, la mente o qualcun altro?, Dove appare questo testo, a chi?, Alla mente?, Di chi? La mente è di qualcuno? Se sì, di chi? Se no, perché no?…


– specifici sui suoi elementi principali:

– sull’esperienza di esserci: Cos’è l’esperienza di esserci?, Come si forma?, Esiste a prescindere dalla percezione sensoriale?, Chi fa esperienza dell’esperienza di esserci?, Qual è la forma pura dell’esperienza di esserci?, Necessità del tempo e dello spazio?;

¬l’attività percettiva: Come funziona la percezione?Dove avviene?, Chi percepisce (e) cosa?, Chi percepisce è separato dal percepito?, Quello che è percepito come conoscitore, è il vero conoscitore oppure fa parte della conoscenza di essere?; Quello che è generalmente definito mondo esteriore è veramente tale?Esteriore per chi e a cosa?, Esiste la percezione del corpo e dell’universo e del corpo, oppure si tratta di percezioni definite universo è corpo?;  

¬l’attività emotiva: Cosa sono le emozioni?, Dove e come si formano, avvengono?, Chi le prova?Perché si formano quelle nocive e cosa sono?Le emozioni altrui possono essere sperimentate?, Perché sì, oppure, perché no?, L’Amore è un’emozione?; 

¬l’attività intellettiva: Che cosa sono i pensieri?Perché e come si costituiscono?Chi è il pensatore?È Reale?Chi pensa veramente?, Chi pensa di pensare?Chi pensa é veramente chi pensa di pensare? Qual è il pensiero primario?
;

– specifici su singoli processi mentali: Cos’è il tempo?, Quando è iniziato?, È iniziato veramente? Se sì: quando e come?, Cosa c’era prima del tempo?, C’è stato un prima del tempo, in che senso, da quale prospettiva?, Può esserci il prima del tempo?, Esiste una prospettiva atemporale, oppure prospettiva atemporale è soltanto un concetto espresso dalla prospettiva temporale?, Dove termina il tempo?, Termina veramente?, Cosa ci sarà dopo?, Può esserci il dopo il tempo?, Cos’è la vita?Dove e a chi avviene?, Chi la vive?, C’è veramente qualcuno che la vive?, Il corpo c’è quando non è percepito?, Sì?!, in quale forma?, Che aspetto ha l’universo non percepito?, C’è?…

Interrogandosi in modo qualitativo riguardo a sé la mente consapevolizza, tra l’altro:

– di essere anche lo strumento che rende possibile l’esperienza di esserci, quindi ogni esperienza, iniziando dall’Amore, Beatitudine;

– che l’Amore è il Vero Io, l’Identità esperienziale;

– che costantemente crea, mantiene e trasforma il proprio universo individuale, incidendo così anche sulla qualità dell’universo che si costituisce singolarmente in altre menti;

– che l’universo sperimentato si forma come conseguenza dell’esperienza di esistere, senza la mente l’universo esiste soltanto come potenziale nell’ambito dell’Origine (Assoluto);

– che tutto ciò che sperimenta fa parte di lei e questo può aiutare a così dissolvere la percezione che il conoscitore è diviso dal conosciuto;

– che non può sperimentare né altre menti, né l’Origine (Assoluto);

– che le varie strutture energetiche individuali (corpi sottili, Aura, corpo illuminato, chakra, energia Kundalini…) sono suoi processi;

– i processi emotivi, così può trasformare il voler male in voler bene, il voler bene in Amare e l’Amare in Essere Amore;

– l’attività intellettiva, il che riduce il numero di pensieri, ne aumenta la qualità e matura la capacità di produrre il Vuoto mentale anche durante le attività quotidiane;

– che la percezione corpo fisico avviene in lei, è un suo segmento;

– che è iniziata con il concepimento e terminerà con la morte; non esiste alcuna esistenza individuale, cioè con consapevolezza di sé, prima del concepimento e dopo la morte;

– che l’individuo “attuale” che lei stessa è, non ha vissuto alcuna vita passata e non vivrà alcuna vita futura;

– che non si può uscire dal corpo, anche perché:

  1. a) in Realtà non Si “è” nel corpo, ma si Sussiste come Origine di ogni corpo, e
  2. b) il corpo appare nella mente. Ciò che è spesso definito come uscita dal corpo fisico è un cambiamento dello stato mentale; si tratta della mente che sperimenta se stessa in modo “particolare”, interpretando ciò come uscita dal corpo;

– il tempo e lo spazio sono inscindibili da lei e appaiono in ogni singola mente “separatamente”. Collettivi, in comune a molte menti, sono i modi di misurare il tempo e lo spazio, mentre in comune a tutte le menti sono i  processi della Coscienza Originale, relativi al principio che permette il formarsi del tempo e dello spazio, come processi mentali. La comprensione che senza mente non c’è spaziotempo, apre alla stessa mente la possibilità di comprendere: che non esiste la continuità integrale del tempo e dello spazio, perché, appunto, non c’è uno spaziotempo in comune a tutti: con la comparsa (concepimento) e la scomparsa (morte) della singola mente, inizia e termina il suo tempo – spazio;

***

Di chi è la mente?

Di, giusto per citare un nome, Giovanni.

Di Giovanni? Chi è Giovanni?

Giusto, chi è Giovanni?!

Il nome Giovanni è un concetto con il quale la mente identifica un insieme di concetti, prodotti dalla mente stessa e relativi, appunto, a ciò che definisce come Giovanni. Giovanni è questo e quello: è il corpo, è padre di quattro figli, è un avvocato, è un ottimo sciatore, è scontroso, è nato a… Tolti i concetti relativi all’identità concettuale Giovanni, “Giovanni” non è più definibile e quindi la mente non può essere di Giovanni.

Di chi è la mente, allora?

In ambito stretto, la mente è di se stessa, più precisamente è se stessa, è semplicemente la totalità dei processi dal concepimento alla morte, senza possessore alcuno. Relativamente a un ambito più ampio, invece, è corretto affermare che poiché ogni mente trova origine nella Reale Identità (Assoluto), perché tutte le menti sono Sue espressioni, ogni mente “è della Reale Identità”, che comunque è sempre senza mente, individuo.

 

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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