Liberarsi dalla sensazione di aver sbagliato (2008)

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Liberarsi dalla sensazione di aver sbagliato (2008)

I concetti sulla perfezione sono molti, ma la perfezione oggettuale e comportamentale non esiste. In una certa misura si sbaglia sempre, se proprio si vuole ragionare in termini di giusto e sbagliato. L’Amore è la perfezione relativa, la perfezione del puro esserci, mentre la Perfezione Assoluta è Dio, la Reale Identità: le azioni sono destinate a rimanere imperfette.

Provare senso di colpa perché abbiamo “sbagliato”, è sicuramente un buon modo per diminuire la qualità delle proprie azioni. Provarlo significa continuare a sbagliare, nel senso che nuoce al potenziale espressivo. È molto meglio mettersi il cuore in pace, accettare pienamente ciò che si è prodotto, per dedicarsi al proprio miglioramento, inteso primariamente come maturazione della consapevolezza, non come tendere alla “perfezione”, che è una corsa praticamente senza fine terminante comunque in un vicolo cieco. Accettarsi semplicemente per quello che si è, né giusti né sbagliati, non è un modo di giustificarsi, ma un buon contributo per migliorarsi.

Andrebbe, inoltre, considerato che ciò che è definito come sbaglio, non è un errore intenzionale, ma la risultante inevitabile dei molteplici condizionamenti che hanno influito sulla presunta scelta. Per esempio, sbagliare “intenzionalmente” per trarre vantaggio economico da una situazione, manipolando, non è una scelta, ma una conseguenza di necessità schiavizzanti dettate da avidità, attaccamento al potere, paure e altri condizionamenti negativi. Il concetto di libero arbitrio è di per sé molto velleitario, molto spesso, lo diventa ancor di più, se possibile, per coloro che immaginano di disporne in abbondanza.

Sappiamo veramente cos’è giusto e cos’è sbagliato? In base a quali principi? Ci sono molti modi per definire il bene e il male. Il modo più veritiero è dato dalla prospettiva integrale dell’Amore, che è Verità esperienziale libera da ogni definizione. Più siamo vicino ad Amare, più l’intelletto può esprimersi libero dall’ordinaria confusione concettuale-emozionale. Più la collettività sarà vicina al Naturale, perché vicina ad Amare, più sarà uno specchio lucido nel quale il singolo potrà specchiarsi giustamente e discernere meglio il giusto, ciò che fa emergere l’Amare, da ciò che è sbagliato, perché Lo ostacola.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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