Assoluto, consapevolezza e civiltà

Assoluto, consapevolezza e civiltà

La consapevolezza di sé ha reso possibile la civiltà, che per divenire Umana deve aumentare la consapevolezza sui Sé Origine e Beatitudine e integrarla nella materialità. L’aumento della qualità dell’espressione sé esige la maturazione del rapporto Sé – sé, in modo che il sé individuo trascenda la propria meccanicità in favore di un’espressività sempre più consapevole. Non possiamo veramente edificarci senza conoscere la Base Originale (Assoluto) ed esperienziale (Beatitudine), non possiamo generare vero radicamento senza materializzare consapevolmente: il Radicamento esige unione Cielo-Terra. Ignorando la Base siamo una casa non poggiante veramente sulle propria fondamenta, situazione piuttosto assurda rappresentante però ordinarietà, non Normalità.

Nutrita dall’ignoranza esistenziale, la consapevolezza di sé produce l’identità immaginata, immaginazione di “sé”, spesso non immaginando nemmeno lontanamente i Sé. Per Umanizzarsi la consapevolezza di sé deve voltare pagina, liberarsi dall’ignoranza maturando la conoscenza sui Sé Beatitudine ed Origine, esprimendola quotidianamente senza smarrirsi nella spiritualità astratta, più precisamente “astrattizzando” la spiritualità. La spiritualità non può essere astratta, lo Spirito è il Fondamento dell’universo, astratto è casomai la percezione chiamata universo.

Il riconoscimento di pensieri, emozioni e percezioni, dovrebbe essere nobilitato dalla consapevolezza che tutto ciò che sperimentiamo, Beatitudine inclusa, sono espressioni dell’Origine Sé Realtà. Siamo anche idee, emozioni, percezione e Beatitudine, ma soprattutto, prima di tutto il resto, siamo l’Assoluto, Origine della manifestazione; non in quanto individui, chiaramente.

Ci nutriamo di ciò che produciamo e creare identificazione con le esperienze parziali: pensieri, emozioni e corpo, limita la vita, impedendo l’Esistenza Umana (Estinzione – Essere Beatitudine – quotidianità Beata) . Non esprimere qualitativamente il Potenziale Infinito (Origine, Assoluto) contribuisce in modo determinante a formare la frustrazione primaria, derivante dal sentirsi limitati, pertanto non Liberi. L’uomo tende alla libertà soprattutto perché l’esperienza primaria Beatitudine è Libertà esperienziale. Conoscersi come corpo, emozioni e pensieri fa parte del processo evolutivo, ma non deve limitare.

La conoscenza di sé come corpo, emozioni e pensieri andrebbe usata in funzione di Estinzione, Essere Beatitudine e quotidianità Beata, non come carburante per la sofferenza. Il corpo è limitato, è un esperienza parziale di sé, ed è limitante quando produce sofferenza, mentre generando quotidianità Beata è uno strumento di Libertà. Chi afferma di essere troppo spirituale per sopportare il peso del corpo, farebbe bene a considerare che la pesantezza deriva dalla sofferenza, che è lontananza esperienziale dallo Spirito Beatitudine. Il problema non risiede nella gravità del corpo, ma nel fatto che non si è abbastanza spirituali, non sufficientemente consapevoli per generare quotidianità Beata.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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