Salute Beatitudine e patologia sofferenza

La diffusione pandemica della sofferenza permette di non notare l’ovvietà, riferita al campo dell’afflizione, che essere malati non è sano. Per sapere che è così è necessario disporre almeno dell’informazione che l’inFelicità è la malattia esperienziale. Per essere veramente consapevoli di questa verità dobbiamo però conoscere la Felicità, riconoscendo la Beatitudine, sperimentandola, producendola temporaneamente come unica esperienza, Essendo Beatitudine. Soltanto così possiamo comprendere veramente che la Felicità, Beatitudine, è lo standard primario per la salute esperienziale.

Schiavizzata dal patimento, gran parte dell’umanità immagina che questo carceriere sia lo stato naturale, non una malattia. In effetti, la sofferenza è naturale, tutto ciò che fa parte della natura può essere considerato naturale, ma non tutto è Naturale, Sano. La società odierna può essere reputata sana solo usando standard molto lontani dalle verità essenziali e dalla Salute quotidianità Beata.

La Beatitudine è l’esperienza Sana, Naturale. Sana perché senza sofferenza, Naturale perché esperienza primaria, grazie alla quale può apparire anche la percezione definita natura, l’intero spettro percettivo, sensoriale. La Beatitudine dovrebbe pertanto essere il parametro per definire la qualità di tutte le esperienze, così come la qualità dell’acqua “pura” dovrebbe essere considerata il parametro per definire il grado di “purezza” di tutte le altre acque. La Beatitudine è l’esperienza puramente Divina, Paradisiaca, mentre la sofferenza fa parte delle esperienze purgatoriali e infernali.

Non considerare l’afflizione come malattia esperienziale è una delle ragioni della stessa. Dovremmo consapevolizzare la verità che l’afflizione è un’esperienza falsata, perché l’esperienza Vera è la Beatitudine. Scoprire la falsità della sofferenza, definirla come patologia, aiuta a maturare il discernimento di ciò che Siamo veramente, Sé esperienziale-Beatitudine, da ciò che siamo solo falsamente, afflizione. Patire è sapersi in modo sbagliato, la Beatitudine è pura Conoscenza in essere.

La confusione nella nostra vita deriva primariamente dalla nostra confusione, siamo noi vita confusa: portiamo sempre ogni nostra esperienza in noi stessi. L’ignoranza produce disordine, la conoscenza porta ordine, la sofferenza produce disordine, la Beatitudine è l’Ordine Potenziale di tutto il possibile ordine. Il vero sapere esistenziale non può prescindere dalla Conoscenza Beatitudine, per essere veramente sostanziali le indicazioni devono trarre ispirazione dalla Beatitudine, che è sempre senza pensiero, pertanto senza minima possibilità di disordine.

Conoscere nozioni ci fa considerare conoscenti, non disporne, ignoranti, ma acquisire idee sbagliate aumenta il conoscere ignorante, ci rende più ignoranti di chi sa poco, ma veramente: meglio non sapere falsità se le crediamo verità. Dovremmo produrre idee che ci rendano strumento di verità, capace di discernere il vero dal falso e la Realtà Origine dall’irRealtà Manifestazione. Leggere permette l’acquisizione di nuove nozioni, non necessariamente, anzi, la liberazione dall’ignoranza. Per svilupparci come conoscenza in divenire dobbiamo imparare a leggerci, saper fruire del libro uomo le cui pagine sono storia cosmica. L’universo è umano, siamo il modello primario dell’esprimersi dell’Origine, siamo la forma più completa. In questo senso siamo il macro e non il microcosmo. Inteso come universo percepito, cioè come percezione chiamata universo, il macrocosmo è l’effettivo microcosmo! Per quanto immensa possa apparire l’esperienza universo, ha bisogno di qualcuno per manifestarlo, noi individui che collassiamo in forma universo il potenziale universo senza forma insito nell’Origine. Dobbiamo riconoscere la percezione universo come nostra proiezione, anche per donare giustezza al rapporto macro-microcosmo.

La ricerca spirituale è ricerca di verità illuminanti, della Verità Beatitudine e della Realtà Origine. Il cercatore dovrebbe pertanto orientarsi a trovare Veritiere fonti di verità, per scoprire la Realtà. Veritiere nel senso di Maestri Consapevoli concettualmente capaci. Le verità scritte sono sicuramente utili, usate con qualità. Ben vengano, pertanto, testi spirituali e, soprattutto, benvenuta lettura consapevolizzante: i testi sacri dovrebbero essere oggetto di studio illuminante, non mezzi su cui sfogare la meccanicità in forma di lettura. Il ricercatore dovrebbe, però, soprattutto, tendere a cercare verità vive, vivificate dalla Verità, ispirate direttamente dalla Beatitudine, attraverso l’Essere Beatitudine. La Verità Beatitudine è parte di noi e le verità più profonde possono aiutarci a scoprirLa, ma finché non La scopriamo non sono veramente vive: per vivificarle dobbiamo Essere Verità, liberandoci da ogni esperienza diversa dalla Verità Beatitudine, perlomeno per un soltanto. Non possiamo divenire la Verità di per Sé, già La Siamo in quanto Beatitudine libera dal divenire, ma per scoprirCi dobbiamo produrci senza sofferenza, perlomeno brevemente. Il ricercatore farebbe bene ad apprendere direttamente da un Maestro Autentico, le cui vive verità aiutano il ricercatore a vivificare le proprie, anche ConoscendoSi come Beatitudine, Verità esperienziale e Soglia per la Scoperta della Realtà, Origine della Verità e di tutte le verità.

La ricerca spirituale profonda è destinata agli eroi che si avventurano nell’ignoto, consapevoli che per divenire Spontaneità Divina, intesa anche come quotidianità Beata, è necessario liberarsi dalle false certezze offerte dalla superficialità dalla meccanicità dell’uomo ordinario. Il ricercatore spirituale vero è il vero eroe di questo universo e non sono ricercatori veri coloro che si occupano della spiritualità in modo meccanico, più precisamente che sono sopraffatti dalla spiritualità meccanica, che è soltanto un modo di dire: la spiritualità non può mai essere meccanica, ciò che è meccanico non è spirituale. La spiritualità è anche il percorso che porta dalla meccanicità comportamentale, emotiva e concettuale, verso la Spontaneità Divina Beatitudine.

 

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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Una risposta a Salute Beatitudine e patologia sofferenza

  1. ludabluna ha detto:

    Lijepi pozdrav, ima li i hoće li biti prijevod na neki od slavenskih jezika? Hvala!

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