Amore, rapporto di coppia, gelosia (testo del 2011)

    L’Amore non conosce gelosia

   L’idea che la gelosia sia un sintomo d’Amore è una delle “false verità” più fuorvianti per il rapporto di coppia. La gelosia non riguarda un sentimento di  Amore (anche perché l’Amore non è un sentimento), la gelosia impedisce l’Amore. Se la gelosia fosse veramente un modo di Amare, molte coppie sarebbero sulla via della Felicità, mentre, in genere, sono sulla croce della sofferenza.

  Se la gelosia fosse Amore, Amare immensamente significherebbe essere immensamente gelosi, e in questo caso anche il delitto passionale sarebbe da considerare un gesto di Amore.

    La gelosia è collegata all’Amore, non nel senso che è un segno d’Amore, ma perché come ogni esperienza deriva dall’Amore esperienza primaria. La gelosia è sofferenza, espressione distorta dell’Amore, pertanto, il rapporto caratterizzato dalla gelosia non può che essere distorto, falsato. La gelosia allontana dall’Amore: più le emozioni sono distruttive, maggiore è la “scissione” tra “amante” e “amato”; quando si Ama, l’amato e l’amante compaiono nell’Uno Amore, senza separazione, senza differenziazione esperienziale.

  La gelosia fa parte dell’abisso della reattività emotiva, nel regno dell’inconsapevolezza, in cui molti schiavi della mente distruttiva, inconsapevoli della loro meccanicità, pensano di essere re, magari perché illusi di essere speciali per via della loro caratterialità.

    La gelosia può essere comprensibile, ma è comunque inappropriata. La negatività non può produrre soluzioni saldamente positive: la gelosia favorisce un complesso meccanismo di emozioni e idee distruttive, che impedisce l’Umanizzazione del singolo e del rapporto. Come ci si dovrebbe comportare? In modo da Amare!

    Molto probabilmente, chi non vuole, o meglio non può, iniziare a guarire dalla gelosia la giustificherà e non condividerà questi concetti, anche perché è molto più facile giustificare un fenomeno negativo (soprattutto se schiavi del pensiero bianco-nero si evita la strada delle argomentazioni), che agire in modo da liberarsene. In verità, la gelosia non è mai veramente giustificabile, positiva.

    La gelosia è una patologia

  Per liberarsi dalla gelosia bisogna vederla come patologia, come ostacolo per l’Amore: credendo che sia un sentimento di Amore non possiamo nemmeno iniziare a liberarci da questa carceriera, scambiata per alleata. Come può essere positivo un fenomeno che nella sua espressione più esasperata può portare a togliere la vita?! Un elemento positivo non può realizzare un delitto passionale. La gelosia è un’emozione non soltanto distruttiva, è un’emozione potenzialmente assassina; peggio di così…!

Interpretati nel modo giusto gli avvenimenti possono esserci d’insegnamento: la sofferenza che caratterizza la vita della stragrande maggioranza dell’umanità dovrebbe significarci che le lezioni della vita sono colte in modo perlopiù sbagliato. L’insegnamento che dovremmo trarre dalla gelosia è: siamo posseduti da una malattia, dobbiamo liberarcene il prima possibile, definitivamente.

La gelosia è spesso suddivisa in normale e patologica, classificazione lecita da un certo punto di vista, per differenziare il grado di gelosia e dalle devianze che ne conseguono, ma fuorviante se osservata dalla prospettiva della Salute esperienziale (Amore), anche perché può favorire l’abbaglio che la gelosia possa essere sana e, pertanto, andrebbe accettata come naturale. La gelosia è naturale (tutto ciò che accade fa parte della natura), ma non Naturale: la Naturalezza esige l’Amore. Gli standard di salute emotiva andrebbero basati sull’Amore, Salute esperienziale e unica esperienza Naturale. Basandoli su fenomeni insani, come la gelosia, si creano standard malati da seguire come indicazioni per la salute.

    Piccole dosi di gelosia non andrebbero viste come elemento sano del rapporto di coppia, come pensano alcuni, anche se in un rapporto patologico la malattia può sembrare benefica; quantità minime del veleno gelosia non lo rendono antidoto. La gelosia può produrre sensazioni seducenti, ma rappresenta un approccio negativo all’eros. In un rapporto ordinario la gelosia può sembrare far bene, perché può equilibrare un quadro clinico malato. La gelosia può rendere particolare l’equilibrismo, non favorire l’Equilibrio, possibile solo con l’Amore. L’antidoto più potente per la gelosia non si trova nel mondo del duale, né negli opposti né nei simili: il vero antidoto è l’Amore, il non duale.

    Giocare con la gelosia significa giocare con la negatività, non possiamo poi lamentarci se la vita ci presenta il conto di un rapporto di coppia insoddisfacente, in deficit. Provocando gelosia la invitiamo nella nostra vita. Il partner abituato a essere stimolato da nostri atteggiamenti di gelosia potrà, per esempio, cercare di ingelosirci per riprovare lo stato a cui si è piacevolmente abituato; per rendere più intenso il gioco potrebbe anche “tradire”. Le impressioni che creiamo in noi si aggregano per similitudine fino a diventare delle entità interiori che, in determinate condizioni, salgono alla ribalta possedendoci, creando circostanze idonee alla loro nutrizione: producendo gelosia ci imprigioniamo nella parte oscura del rapporto. La gelosia produce costrizione, l’Amore è Libertà.

    Chi ha bisogno della gelosia per ravvivare un rapporto, per essere più seducente, per accendere la vita sessuale, farebbe bene a chiedersi perché è arrivato al punto di manipolare, usando un’emozione negativa, per ovviare a una situazione negativa. Dovrebbe, inoltre, cercare soluzioni positive: maturando la sessualità, migliorando la comunicazione, sviluppando i propri principi maschili e femminili, evolvendo l’attrazione di coppia (senza l’uso della gelosia o di altri fenomeni negativi)… Giocare con la gelosia e subirne il fascino ha comunque un aspetto positivo, è un’indicazione chiara che bisogna intraprendere un percorso di guarigione dal proprio disordine emotivo.  

Provare gelosia può essere visto come dimostrazione di attenzione verso il partner, del fatto che ci teniamo al rapporto. L’attenzione sana è però un’espressione di elementi positivi, non può includere elementi insani. La gelosia è definita anche reazione alla paura di perdere l’amato, ma perché ci sia qualcuno da Amare, ci deve essere qualcuno che Ama: senza Amare non possiamo, appunto, Amare, e l’Amore è senza paura: è possibile Amare ciò che abbiamo paura di perdere?

   Forme di gelosia ufficialmente patologiche

  Dalla prospettiva dell’Amore, la gelosia è sempre patologica, mentre dal punto di vista medico lo è nei casi di gelosia ossessiva, di sindrome di Mairet e di Otello.

    La gelosia ossessiva si ha in presenza di idee ossessionanti sui tradimenti del partner. La persona gelosa in modo ossessivo controlla assiduamente il partner e lo interroga per scoprire la verità o presunta tale. Si rende spesso conto che i suoi sospetti sull’infedeltà sono infondati,  senza però riuscire liberarsi dal proprio tormento.

  La sindrome di Mairet si ha quando il vissuto della persona è intriso di idee sulla gelosia, tanto che la gelosia diventa una vera e propria necessità di vita, anche nel senso che il campo delle esperienze è condizionato dalla gelosia come emozione di fondo.

    La persona affetta dalla sindrome di Otello è certo dell’infedeltà del partner, a prescindere dalla verità. Trova, non solo cerca, costantemente prove di infedeltà. Per ottenere conferma dei suoi indizi-prova, cerca di estorcere al partner confessioni in tal senso. Se le circostanze economiche lo permettono, può anche assoldare investigatori per produrre ulteriori indizi e prove dell’infedeltà del partner. Per ottenere i suoi scopi può usare il ricatto, l’intimidazione e arrivare alla violenza fisica. La conferma da parte del partner, anche per un tradimento non commesso, diventa per l’inquirente ossessionato una specie di medicina che lo libera, ma anche un ulteriore fondamento di future persecuzioni.

    In tutti i tre i casi, con gravità diverse, la malattia di uno è anche la patologia dell’altro: sono complici nel perpetuare un meccanismo malato. Il partner che subisce la gelosia altrui (e questo non solo nel caso di forme patologiche di gelosia) dovrebbe interrompere il circolo vizioso, aiutando l’altro a guarire, senza però subirlo. Per questo è importante che superi eventuali sensi di colpa e si liberi del ruolo di vittima. Deve perciò guarire se stesso, soprattutto consapevolizzandosi e liberandosi dai meccanismi e dalle condizioni che lo obbligano a sopportare la persecuzione.

    In alcuni casi, l’unica soluzione possibile è la fine del rapporto, una vita sana è certo meglio di un rapporto malato. Interrompere il rapporto a causa di una patologia del genere non è una questione di egoismo, ma di rispetto della vita e del bisogno di individualizzazione: è assurdo farsi macellare da chi si sta rovinando senza fare nulla di concreto per guarire.

    Alcuni addirittura si vantano di essere gelosi, sono orgogliosi della propria gelosia, la credono atto di Amore oppure segno di maschilità, femminilità. Farebbero bene a consapevolizzare che maturare i principi maschili e femminili implica la maturazione della consapevolezza, pertanto la liberazione da tutte le emozioni negative. La gelosia è per molti l’afrodisiaco ideale per l’autoinnamoramento nel proprio immaginarsi, una sostanza necessaria per tenere in piedi il loro dramma vitale. Abbagliati dall’idea di essere gelosi, non possono scorgere che sono possessi dalla gelosia: non sono loro ad avere la gelosia, è la gelosia ad avere loro. Essere gelosi significa subire la gelosia, anche quando la si usa per ravvivare il rapporto si è succubi del bisogno di elementi negativi per ottenere ill risultato desiderato. Chi è orgoglioso di essere geloso o che il partner sia geloso, è fiero di subire e fomentare un fenomeno negativo. Sarebbe sano essere orgogliosi di aver subito dieci reti, o peggio ancora, di aver provocato dieci autoreti?!

       Gelosia, morale ed etica

  La gelosia può essere morale, oltre che mortale, ma mai etica. Può essere accettata dal costume collettivo, perché si incastra bene nel basso grado di qualità esperienziale collettiva, una specie di mal comune che fa mezzo gaudio; osservando sinceramente, il mal comune è sempre un mal comune, che può essere gaudio in caso di masochismo.

  Considerando la morale come come consuetudine di norme comportamentali accettate dalla collettività, la gelosia può essere considerata morale. La questione è che la collettività è ben lontana da processi comportamentali sani, favorenti individualizzazioni di qualità.  In questo senso, i principi etici sono lontani parenti delle norme etiche.

    A differenza della morale, l’etica non definisce ciò che si può fare, ma cosa si dovrebbe fare per favorire il bene, pertanto l’autoRealizzazione, scopo sostanziale di ogni essere umano. Come ogni emozione negativa, la gelosia è un impedimento per l’autoRealizzazione, anche perché correlata con tutta una serie di emozioni negative: paure, invidia, ansia,  rabbia, frustrazione, odio, senso di vendetta, senso di colpa (perché siamo gelosi o abbiamo provocato la gelosia altrui)…

    Guarire dalla gelosia

  Il rapporto di coppia può produrre le condizioni affinché la gelosia si esprima o meno, ma finché non ce ne liberiamo, la gelosia esiste in noi; è proprio il nucleo della gelosia insita nei due partner a muoversi per produrre eventi che le permettono di darsi forma esteriore. Il lavoro di liberazione dalla gelosia non è tanto un processo di coppia,  è soprattutto un lavoro interiore, un segmento del processo di autoRealizzazione. La gelosia è una nostra proiezione insana che andrebbe curata, trasformandola in Amore, per far apparire il partner e  il rapporto di coppia in un ambito di Amore.

    Il rapporto di coppia che percepiamo è sempre un nostro fatto interiore: ciò che sperimentiamo come rapporto di coppia e partner, non è il rapporto di coppia o il partner, ma sono forme prodotte dalla nostra percezione, nostre proiezioni, elementi interiori. Riflettere consapevolmente su questo può aiutare a comprendere più a fondo l’importanza del lavoro interiore, che consiste sostanzialmente nella liberazione da ciò che non siamo (in sostanza dalla sofferenza), nella consapevolizzazione di ciò che siamo (in sostanza Amore e Origine dell’Amore), nella maturazione di ciò che possiamo essere (realizzazione dei nostri potenziali).

    Il connubio tra gelosia e mancanza di autostima è un altro elemento che può essere usato per rimarcare l’importanza di maturare la consapevolezza: la mancanza di autostima è un aspetto della mancanza di consapevolezza e, pertanto, di autoRealizzazione. Valorizzarsi veramente è importante per liberarci dalla gelosia e la vera valorizzazione implica la maturazione della consapevolezza, soltanto consapevolizzandoci possiamo veramente liberarci dall’immaginarci, che impedisce valutazioni veritiere. L’aumento dell’autostima non basata sulla maturazione dell’essere porta a una falsa autostima, perché ci immaginiamo migliori, senza però necessariamente esserlo. Finché ci immaginiamo non possiamo veramente valutarci, e nemmeno valutare altri, perché succubi del proiettare il nostro immaginarci. Per valutarci a fondo dobbiamo ConoscerCi e per ConoscerCi dobbiamo Amare, pertanto AmarCi: in sostanza siamo Amore. Per non cadere nei tranelli concettuali del: valgo, quanto valgo, quanto vale lui/lei?, è utile tenete presente che in un rapporto autentico, l’autostima e la stima reciproca tra i due partner sono comunque fenomeni secondari. Non è tanto questione di stimarsi, quanto di Essere: il rapporto autentico è possibile solo tra due partner Essenti, che Sono, perché Amano consapevoli di essere l’Amore stesso.

Perché subisco la gelosia?

Perché non Amo.

Perché non Amo?

Perché non sono abbastanza consapevole.

Perché non sono abbastanza consapevole?

Cosa devo fare per maturare la consapevolezza?

L’Amore è Salute:

la Salute è Medicina.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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