La ricerca diretta della Reale Identità (articolo del 2010)

La Reale Identità non si può sperimentare, ma si può divenirne consapevoli. Tale certezza, illuminata dalla Beatitudine, matura con l’immergersi in sé, con il ritrarsi del conosciuto nel “conoscitore”, consapevolizzando la loro unità e maturando la loro eguaglianza, per produrre soltanto pura conoscenza in essere esente da pensieri e rendere possibile l’Estinzione, quando scompare anche la pura conoscenza di essere.

Essendo uno stato senza esperienza, durante l’Estinzione non è possibile constatare alcunché, ma una volta ritornata l’esperienza di esserci può emergere l’osservazione: poco fa non c’era esperienza di esserci, ma c’era comunque Qualcosa che non posso né definire né sperimentare, ma so che si tratta di Ciò che rimane quando ogni esperienza scompare: l’Immanifesto, la Reale Identità. Così, quello che poteva essere definito il Mistero dei Misteri, cessa di esserlo, definitivamente. Grazie all’Estinzione può maturare la certezza riguardo a ciò che non si è Realmente: il corpo, le emozioni, i pensieri, l’esperienza di esserci, l’individuo, e la Beatitudine, sono illusorie espressioni di Se Stessi Assoluto, Reale Identità. Dopo aver consapevolizzato a fondo l’Estinzione si può negare per accertamento avvenuto ciò che prima si poteva negare solo indicativamente: in Realtà non sono il corpo, le emozioni, i pensieri, l’individuo, la Beatitudine….

Per ottenere ciò è necessario:

– passare dal proiettare il mondo al ritrarlo in sé, che è la vera apertura al mondo, anche perché permette di scoprire il mondo in se stessi individuo, scaturente da Se Stessi Assoluto;

– passare dall’identificazione fossilizzata con il corpo fisico (io sono il corpo o il corpo è il sé Reale) o con l’individuo (l’individuo è il sé reale), all’indagine illuminante sulla Reale Identità, anche con la domanda: Qual è la Reale Identità?, affinché possa emergere spontanea la risposta: Dio, l’Assoluto. La domanda potenzialmente illuminante: Qual è la Reale Identità?, non deve essere lo spunto per un’analisi dell’identità, anche perché la Reale Identità non è analizzabile. Deve, invece, servire a svuotarsi dai pensieri superflui e dalle esperienze diverse dalla Beatitudine, per favorire l’Estinzione.

Per riconoscere la Reale Identità bisogna essere Amore (Beatitudine) e lasciarsi andare all’Estinzione. Riconosco l’Amore unica Verità e Dio unica Realtà. Dio è Realtà, non Verità: la Verità non è la Realtà. La Realtà Assoluto è l’Origine della Verità esperienziale Amore e delle verità concettuali, tra le quali c’è il concetto Dio è la Reale Identità.

Dio è l’unica Realtà, questa è l’irReale verità sulla Realtà. Ricercare il Realtà (Reale Identità) è ben diverso dal cercare solo la Verità (Amore), Sua espressione. I pensieri sto cercando il Vero e Sono un ricercatore della Verità, possono creare ostacoli per la Scoperta del Reale, focalizzano la mente sull’esperienza primaria e non sull’Origine.

La ricerca spirituale non va confusa con l’indagine psicologica. Avvengono ambedue nel tempo, ma la ricerca spirituale tende a scoprire il Senzatempo, anche attraverso la dissoluzione illuminante del pensare. Generalizzando, l’indagine psicologica tende a definire il sé immaginario, la ricerca spirituale porta a liberarsene. Analizzando dualisticamente, l’individuo si segmenta, allontanandosi dalla Comprensione-Verità chiamata Amore. I pensieri sono risposte parzialil’Amore è la Conoscenza globale, che può essere nobilitata anche dallo spontaneo costituirsi di constatazioni veritiere scaturenti da una visione globale, ben più ampia e obiettiva di quella satura di pensieri. Per maturare è fondamentale focalizzarsi sull’Amore e sulla Sua Origine, per scoprirSi Amore e Origine (Assoluto, Reale Identità). Le capacità trasformative della preghiera e della meditazione qualitativa e soprattutto dell’Amore e dell’Estinzione, sono immensamente maggiori di quelle dell’analisi dello stato concettualemotivo, che spesso solo potenzia i circuiti emotivi e intellettivi viziosi rendendo possibile soltanto la diversificazione della confusione, quasi mai la liberazione. La qualità sostanziale dell’utilizzo dei pensieri è determinata da quanto sono in funzione dell’Amore, che è Conoscenza senza concetti. Il convincimento di non essere pronti alla ricerca diretta della Reale Identità e di aver bisogno di un approccio più psicologico, può essere veritiero, ma può essere un modo di nascondersi l’incapacità della personalità di aprirsi all’Amore, di lasciar andare, consapevolmente, il passato e di affrancarsi dall’attaccamento a se stessa. L’analisi superflua può essere vista anche come segno dell’incapacità di arrestare il flusso di pensieri, mentre ritenere fondamentale l’analisi psicologica può essere visto come alibi per non consapevolizzarsi, che esige la maturazione della capacità di permanere anche Amore senza riflessione, Puro Riflesso esperienziale del Potenziale Reale Identità (Assoluto, Origine).

Il concetto per eliminare l’ego (o il “sé”) bisogna prima averlo abbastanza sviluppato, è un ostacolo per la ricerca della Reale Identità. Generalizzando, la necessità di costruire prima un “sé solido” e poi liberarsene, può essere un’esigenza per insegnamenti basati sulla concettualizzazione dell’“io” e del suo rapportarsi ideale con altri “io”. L’esperienza conseguente a un lavoro terapeutico basato sull’Amore, dimostra che in molti casi chi ha un “sé non molto formato” integra l’esserci più velocemente di chi ha un “sé formato”, soprattutto se questi è intossicato da una grande nozionistica spirituale e psicologica acquisita senza la necessaria consapevolizzazione.

La spiritualità non è idealizzazione, ma ottimizzazione della vita, integrazione della capacità di Amare in ogni ambito. L’identità immaginata (“sé”) è una patologia. Che senso ha potenziarla, diversificarla, abbellirla, per poi eventualmente curarla?! Prima e meglio si cura la malattia, maggiori sono le possibilità di guarire. L’Amore è la Salute, la miglior Medicina e il miglior Terapeuta, è sempre benefico e non sbaglia mai. La ricerca diretta della Reale Identità fa emergere l’Amore e la Salute e non può certamente nuocere.

Il percorso spirituale qualitativo esige la focalizzazione sull’Essenziale.  Sedotti dai propri e altrui limiti e in fuga dalle paure, invece di imboccare la strada diretta, molti girano incessantemente attorno a una rotatoria circondata da panelli pubblicitari che cambiano costantemente sfondo. Scorgendo panorami sempre diversi fantasticano di star progredendo sul percorso spirituale. Invece, ruotano costantemente attorno all’immaginario se stessi, frullati dai propri e altrui meccanismi limitanti. Vanno compresi, non giudicati. Sono vittime di deleteria ciclicità inconscia. Condizionati da innumerevoli influssi devianti non possono fare diversamente, anche se molti immaginano di stare operando delle scelte. Libero arbitrio? Di chi? Libero da cosa?

La Ricerca della Reale Identità esige la fede, non intesa come cieca credenza (che fa rimanere creduloni, anche se ci si ritiene o si è ritenuti dei veri fedeli), ma come apertura all’Ignoto per conoscerLo. La fede è una fase della maturazione della conoscenza, il cieco credere fa parte della fossilizzazione dell’ignoranza. Avere veramente fede in Dio, non significa nemmeno essere fedeli a dei concetti su Dio acquisiti passivamente, senza riflessione illuminante. La piena “fede” in Dio equivale alla piena consapevolezza che Dio Sussiste Unica Realtà, Reale Identità, Ciò che si “è” in Realtà.

Meditazione sulla Reale Identità

  1. Mi apro alla meditazione massima.

Visualizzare la testa. Tempo: 2’-3’

  1. Chiedo l’eliminazione delle cause dell’ignoranza. 

Concentrarsi sul centro del petto. Tempo: minimo 3’

  1. Mi apro a consapevolizzare Me Reale Identità.

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’

  1. Qual è la Reale Identità?

Porsi una volta soltanto la domanda, poi osservare le emozioni e i pensieri, per far emergere il Vuoto mentale. Tempo: minimo 5’.

  1. Sussisto Assoluto.

Affermare una volta soltanto Sussisto Assoluto, oppure semplicemente Assoluto, poi osservare i processi senza identificazione. N.b. L’affermazione Sussisto Assoluto è espressa dall’individuo, ma indica la Reale Identità. Tempo: minimo 5’, ma anche mezz’ora o più.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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