“Essere vicini a Dio” ed ego spirituale (testo del 2005)

L’individuo che ignora la Reale Identità ed è caratterizzato dai concetti: essere vicini a Dio, essere lontani da Dio, aver perso Dio, avvicinarsi a Dio, aver ritrovato Dio… tende a “proiettarli” sul “prossimo”, che tra l’altro appare in lui e da questa prospettiva è un suo segmento. Da ciò possono facilmente scaturire espressioni potenzialmente molto fuorvianti e nocive come: lei è vicina a Dio, lui si sta allontanato da Dio, l’umanità è ben lontana da Dio, loro hanno perso Dio, lui si sta avvicinando a Dio, dovete ricongiungervi a Dio, voi siete miscredenti, loro sono infedeli…

Queste idee possono diventare facilmente prelibati alimenti per l’identità immaginata di tipo spirituale (“ego” spirituale), a causa della quale l’individuo può vaneggiare di essere chiamato a compiere un qualcosa di “più spirituale” di altri e a classificare in modo poco consapevole gli individui in:

– spirituali e non spirituali,

– più o meno meritevoli spiritualmente,
– più vicini a Dio e più lontani da Dio,
– chi esegue la cosiddetta e presunta volontà di Dio e chi la intralcia,
– fedeli e infedeli,
– credenti e miscredenti…

Questo può sfociare in elitarismo spirituale che è un enorme ostacolo per il divenire veritiero. Per evitare di cadere in questi tipi di tranelli, caratteristici di chi si occupa di spiritualità senza ma- turare la consapevolezza, è importante che l’individuo comprenda quanto è indispensabile consapevolizzarsi ed è fondamentale che lo faccia. Inoltre, è importante che consapevolizzi profondamente che:

– l’Identità Reale non muta in nessun caso, né se quella individuale compie ciò che è definito come bene maggiore, né quando fa ciò che è definito come male efferato;

– tutto ciò che avviene sono aspetti diversi dell’unico esprimersi di Dio;

– Dio non ha volontà, che è primariamente relativa al desiderio ed è sempre un processo mentale. Dio non vuole niente da nessuno, nemmeno da Se Stesso;

– non ci sono uomini senza Dio. Se non si riconosce Dio “in” altri è perché non lo si riconosce “in” sé,

– chi non Ama il prossimo non può Amare Dio: chi Ama, Ama tutto con tutto se stesso;

– nulla può avvenire senza il “tacito assenso di Dio”;

– Dio non vuole più bene a qualcuno piuttosto che a qualcun altro. Non Ama più uno e meno un altro. Lui Precede l’Amore, è la Sua Origine;

– non ci sono figli prediletti di Dio. Come Dio, ognuno è Padre di se stesso (individuo). Come individuo, ognuno è figlio di Sé Dio. Per di più, Dio né predilige né detesta (sono fenomeni esclusivi alla mente);

– per Dio è “più che eguale” se l’individuo Lo cerca o no, Lo prega o no, crede in Lui o no, Lo Conosce o no, se Diviene del tutto o se diviene in modo ingannevole.

 

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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