Rinunciare a se stessi (testo del 2005)

La neutralizzazione dell’identità immaginata è un processo ben diverso dalla rinuncia non consapevolizzante a se stessi, che in sostanza significa l’ampliamento delle idee inerenti “se stessi” con il concetto sono anche colui che sta rinunciando (alle idee riguardo) a se stesso. Solamente la maturazione della consapevolezza libera dal giogo dell’identità immaginata.

Non nobilitato dalla consapevolizzazione, il cosiddetto processo di abbandono dell’io (inteso come identità immaginata) o di rinuncia all’io, è uno dei tanti modi di rendere più copioso l’immaginare “se stessi”. Tra l’altro, potenzia l’identità immaginata di tipo spirituale con processi relativi all’idea io sono spirituale perché sto rinunciando all’io, e può portare a una specie di “negazionismo spirituale” condito da concetti non chiariti da consapevolezza effettivamente maturata, per esempio Sussisto Assoluto, l’io è un niente irreale e va annichilito. La cosiddetta eliminazione dell’io diventa cioè una fantasia da “turista spirituale”, quando l’ io immagina che si sta eliminando e invece si sta potenziando:

– con la fuorviante convinzione che sta annichilendo l’io, quindi se stesso,

– con il potenziamento del rapporto tra l’io da annichilire e la parte di io che si vanta di volerlo annichilire. Questo può facilmente scaturire in conflitti tra questi due segmenti dell’io, che lo accresco- no ulteriormente. L’Amore non distrugge, l’Amore trasforma.

 

Riguardo al concetto di eliminazione dell’io, esiste l’idea errata che per la Realizzazione (Divenire del tutto) sia necessaria l’eliminazione della mente, in questo caso equiparata all’io. La mente ha continuità dal concepimento sino alla morte. Il concetto di eliminazione della mente va inteso come consapevolizzazione della mente. Se la Realizzazione significasse veramente l’eliminazione della mente, allora il Realizzato (Divenuto del tutto) non avrebbe nessuna possibilità di trasmettere alcun insegnamento, perché non ci sarebbe mente (in sostanza non ci sarebbe nemmeno il Realizzato). Inoltre, con il concetto mente alcune fonti si riferiscono soltanto all’intelletto e non alla mente nel suo insieme, intesa come strumento che rende possibile la percezione di esserci e quindi anche l’attività sensoriale, emotiva e intellettiva.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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