Samskara e qualità dei rapporti (testo del 2005)

La qualità dei samskara influisce in modo determinante su quella dei rapporti. Di solito, gli individui caratterizzati da samskara simili si attirano.
Nei casi di samskara di bassa qualità, i rapporti sono solitamente basati prevalentemente su elementi nocivi: attaccamenti simili, pregiudizi simili, sensi di colpa simili, emozioni nocive simili (gelosia, rabbia, paure…). Molti definiscono queste similitudini addirittura come affinità ed empatia positiva. “Alcuni” innamoramenti sono basati proprio su processi nocivi concausati da samskara di bassa qualità. Questo è uno dei perché molti matrimoni non funzionano e dei perché non si capisce perché si sta con qualcuno che ci fa sentire male.
Quando si tratta di samskara di alta qualità i rapporti sono solitamente basati su elementi positivi (comprensione, emozioni benefiche, apertura, rispetto, sincerità, ascolto, compassione…). Maggiore è la maturità della consapevolezza, migliore è la qualità dei suoi samskara e più è vicina a essere caratterizzata integralmente dall’Amore, il che stimola la formazione di emozioni e idee benefiche riguardo al rapporto e in generale.
Nel caso di samskara di massima qualità e dell’Alternanza, il rapporto è caratterizzato in sostanza dall’ “assenza di rapporto” e sostanzialmente “solo” dall’Amore, perché:
– durante l’Estinzione non c’è percezione e dunque non c’è rapporto;
– la Consapevolezza integrale è caratterizzata proprio dall’Amore e dalla piena consapevolezza che ogni percezione di rapporto è un interagire tra vari segmenti della stessa mente. Per capire più a fondo l’importanza della qualità dei samskara per quella dei rapporti, è utile che la mente rifletta in modo illuminante sul fatto che il rapporto e i soggetti (amici/fidanzati/parenti/colleghi…) dello stesso, appaiono in lei e sono suoi processi. Da ciò la mente può evincere che maggiore è la qualità dei samskara e con questo la sua, maggiore è la potenziale qualità del rapporto (di lei con se stessa).
Ogni mente partecipante al rapporto sperimenta e interpreta, emotivamente e intellettualmente, il rapporto in se stessa. Il rapporto tra due individui non è un unico rapporto, ma è doppio. Uno avviene in uno dei due individui partecipanti al rapporto, un altro accade nell’altro.
In ambedue le menti appare sia ciò che è definito rapporto sia ciò che è definito persone. Ogni rapporto percepito è quindi sostanzialmente una relazione tra un insieme di processi della mente (definiti come io o me) con un altro insieme di processi della stessa mente (definiti come l’altro). In questo processo, i segmenti definiti come l’altro si formano anche come conseguenza dell’elaborazione dei processi relativi all’altro individuo partecipante alla relazione.
I processi altrui influiscono sulle proprietà del rapporto, ma la qualità della mente che lo percepisce (proietta, elabora in se stessa) è fondamentale nel determinare la qualità dello stesso. Maggiore è la qualità, meglio la mente trasforma in modo benefico i processi stimolati dall’altro, influendo di riflesso beneficamente anche su lui.
La mente in Pace è in Pace con tutto, mentre quella conflittuale è fondamentalmente in conflitto con “tutto e tutti” (*), perché è in conflitto con se stessa, ignorando di norma (che ciò che lei stessa percepisce e definisce come tutto e tutti sono sue parti.
Ignorando che ciò che si percepisce come altri sono nostri processi, si può facilmente addossare ad altri la colpa per il proprio stato, per esempio: mi fai innervosire, mi metti pressione, è colpa tua se mi sono arrabbiata… Quando la mente si ritrova a esprimersi così, è utile ricordare che sia chi critica/si lamenta sia chi è criticato/si lamenta sia la critica/lamentela appaiono in lei. È la mente a criticarsi tramite se stessa, sono segmenti della mente che si lamentano con altri aspetti della stessa. Per avvicinarsi alla naturalezza dell’Amore-Pace, l’individuo deve prendere atto di essere lui il principale artefice della propria carenza di consapevolezza e iniziare a migliorare la qualità dei propri processi, volgendosi maggiormente verso l’Origine (Reale Identità), per perdersi in Dio e così ritrovarSi.

(*) Soltanto la mente in Pace è libera da ogni conflitto. Paragonato a tale assenza di conflitti, è grande conflitto anche quello che alla mente poco consapevole può sembrare minimo.

(**) Anche la mente che sa che tutto ciò che sperimenta fa parte di lei stessa può essere in conflitto. L’assenza di conflitti non è una questione di mero sapere, ma di qualità dell’esserci.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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