TV Soloverità e info-dipendenza

Un paio di metri più in là c’è la tivù in agguato. Accesa e sintonizzata su TV Soloverità. Amelia finge di non ascoltare il suono fatto vibrare nell’ambiente dagli altoparlanti della TV, si sforza di non guardare in modo troppo esplicito verso lo schermo. Ma la tivù aspira fortemente al ruolo di protagonista. Lo sguardo della vedova sfugge spesso al suo stesso controllo, per percepire fugacemente le ammalianti immagini. Non c’è niente da fare. Amelia non si è per nulla liberata dall’info-dipendenza. Una malattia vera e propria, una patologia non notata dai conoscenti. Inconsapevoli drogati componenti un mondo di ignari drogati. Oh, quanto drogarsi! Legale, lecito e pressoché invisibilmente dannoso. L’orologio nell’angolo sinistro dello schermo indica che tra meno di un minuto inizierà il TG di TV Soloverità. In città la tensione sale di colpo. Amelia sta per diventare il centro di un nuovo ciclone mediatico. Il TG inizia. La vedova non riesce più ad interpretare il ruolo di disinteressata agli stimoli che le stanno pervenendo dalla magica scatola. Tanto più che al centro del ciclone mediatico appena iniziato si trova proprio la famiglia Parenti. In special modo lei, Amelia. Le notizie che TV Soloverità sta divulgando stimolano nelle menti dei telespettatori la costituzione di miriadi di emozioni e conseguenti pensieri inerenti alla faccenda Annibale Parenti. Informazioni molto contagiose. Una vera e propria pandemia
postepidemica. Un ottimo ed elaborato virus mentale ha contagiato centinaia di migliaia di simili immaginari individuali destinati a divenire unica vita quotidiana collettiva. Centinaia di migliaia di menti, epicentri interdipendenti, emettenti frequenze di miliardi di emozioni e pensieri che andranno a creare il futuro cittadino e non solo. Il virus si diffonde ancor più nel già saldamente edificato lebbrosario collettivo. Le caratteristiche della diffusione di questa malattia, scorta solo da pochi, sono il riflesso dei flussi mentali che ospitandola, la diffondono. Intensamente, acutamente e molto velocemente. Tanto che non si riesce più nemmeno lontanamente a scorgere chi è l’ospite e chi l’ospitato. Presto saranno milioni ad essere contagiati dal nuovo agente infettivo mutato e ad avere l’opportunità di attivare ancor di più nelle proprie menti i contenuti costituitisi con il pensare agli affari di casa Parenti, a poter sognare nella similitudine collettiva ciascuno un sogno diverso.
Sta succedendo qualcosa di veramente insolito. A quanto pare, dalla universalmente riconosciuta fucina di menzogne denominata TV Soloverità, stanno finalmente venendo a galla notizie più che mediamente supportate dalla veridicità. Il processo di emersione di concreti dati di fatto riguardanti la morte di Annibale ha subito un’inaspettata accelerazione. Silvio Michelini, direttore di TV Soloverità, sembra essersi convertito in sommo chiacchierone. Dal vivo, dallo studio del TG, sta affermando che Annibale Parenti è morto durante le riprese di una candid camera realizzata proprio da TV Soloverità. Ha anche reso noto che è cambiata la politica redazionale di TV Soloverità e che da oggi in avanti i giornalisti di quest’emittente tramanderanno la verità in modo più obbiettivo. Per dare più enfasi a questo processo, da domani TV Soloverità si chiamerà Tele Tutto Vero. – Tratto da Eternamente Qua, il mio secondo libro, pubblicato nel 2003, dopo Il Cavaliere delle Energie

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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