Relativismo estremo

Ritenere che ogni comportamento è lecito, che l’uomo può fare tutto ciò che sente perché si tratta dell’espressione del libero arbitrio, significa non aver compreso cos’è veramente il libero arbitrio, la cui funzione primaria è Discernere il bene dal male.

Dire che tutto è lecito, vuole dire proporre relativismo estremo: significa esprimere che la stessa affermazione. Il nocciolo del relativismo estremo ha insita la propria negazione, affermare che tutto è ok, implica anche che sono ok anche le idee che confutano il relativismo estremo; il relativismo estremo è anche una specie di assolutismo con insita la negazione di se stesso, quindi assolutismo relativista.

Affermare che tutto va bene, che tutto è lecito, significa dimostrare di non discernere, che non è certamente segno di intelligenza, ma che non dovrebbe comunque essere un problema per il relativismo estremo, per il quale anche comportarsi in modo scellerato dovrebbe essere una modalità positiva, anzi neutrale, più precisamente indifferente, considerando che per il relativismo estremo è tutto ok. La verifica pratica della teoria che tutto va bene darebbe risultati che la Ragione definirebbe sicuramente come negativi, ma comunque ok per il relativismo estremo. Siccome per il relativismo estremo, cioè senza discernimento dal bene dal male, la risposta è in ogni caso: sì, si può fare. Dire sempre sì, anche per alcuni giorni soltanto, provocherebbe sicuramente problemi, ma anche questo dovrebbe essere ok per l’ideologia secondo la quale tutto è ok.

L’esistenza del sì implica necessariamente quella del no. Affermare che tutto è sì-ok significa in un certo senso negare l’esistenza del no, nel senso che se tutto è ok non esiste nulla di non ok; ma essendo il no necessario per l’esistenza del sì, senza il no-non ok, non ci può essere nemmeno il sì-ok: non esiste medaglia con una faccia soltanto.

Il Principio che il bene è ciò che favorisce l’Umanizzazione, mentre il male è ciò che la ostacola, è una definizione nettamente in bianco e nero, ma permette di definire la qualità delle innumerevoli gradazioni qualitative dello spettro dell’azione umana, in base alla misura in cui favoriscono l’Umanizzazione. Non distinguere il bene dal male rende la vita grigia e, spesso, proprio nera. Il contrasto basilare netto di bene-male, permette di meglio contrastare il male, soprattutto focalizzandosi sul Bene. Adoperarsi per il Bene significa contrastare direttamente il male, anche perché ciò che cerchiamo è il Bene, non il male. Combattere il male focalizzandosi sullo stesso è, invece, un approccio indiretto, anche perché focalizzarsi sul male lo nutre, togliendo risorse benefiche.

 

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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