La mente mente? Veramente?

Secondo alcuni la mente è un elemento negativo a priori, perché sempre fonte di falsità. Per alcuni questo è un vero e proprio dogma, uno degli elementi fondamentali del loro intendere la spiritualità, di cui farebbero però bene a liberarsi, semplicemente perché ritenere che la mente mente a prescindere, significa mentire e mentire è, ovviamente, un ostacolo per la maturazione spirituale. L’idea che la mente mente, senza specificare quando, ed eventualmente in quale misura e perché, contiene la propria negazione. È la stessa mente che esprime il concetto che la mente mente: ogni concetto è della mente.

Affermando il concetto che la mente mente, la mente afferma: sto mentendo. In questo caso, però si tratta di una verità, perché l’espressione che la mente mente, senza specificare quando, è una falsità. Come se la stessa mente avesse un meccanismo di protezione, che la salvaguarda dalla menzogna più assurda, che è proprio quella di definirsi produttrice unicamente di falsità, che è chiaramente un falso.

Affermando: la mente mente, la stessa mente nega la veridicità della sua credenza che la mente mente. Il significato dell’espressione: la mente mente, è anche: io mente sto mentendo, sono una mentitrice perenne. Non sa però di mentire, perché il concetto di la mente mente, indirettamente esprime anche l’idea: io mente sto manifestando il concetto, che ritengo verità, che la mente mente. Chi mente sempre non può mai dire la verità, non può nemmeno sapere di mentire, per lui il concetto di verità è soltanto una parola di cui non può conoscere l’effettivo significato. Mentire sempre significa anche generare soltanto concetti non veritieri, non solo comunicare ad altri concetti non veritieri: si tratta di un costante mentire a se stessi, che non è nemmeno coerenza, perché la coerenza esige la possibilità di scelta.

L’idea che la mente soltanto mente, che è ciò che si deduce dall’espressione: la mente mente, è simile all’idea che il fuoco produce solo negatività per l’uomo, perché può, per esempio, bruciare un bene molto prezioso. L’affermazione: la mente mente, rappresenta la dinamica estrema del soggetto che afferma che ogni oggetto da lui stesso prodotto è menzognero.

Se fosse vero che la mente mente sempre, il lettore starebbe inevitabilmente leggendo delle menzogne. Le lettura esige la mente, come anche la scrittura. Se la mente mentisse sempre, ogni testo sarebbe menzognero. Se fosse così e sapendolo: leggere sarebbe un esercizio obbligato per potenziare le menzogne in circolazione, integrandole in se stessi; oppure sarebbe un comportamento idiota, ma forse non si saprebbe nemmeno che è così, perché nel caso ogni concetto rappresentasse falsità, non ci sarebbe nemmeno la definizione odierna di idiota, che essenzialmente significa incapacità di elaborare anche le verità basilari. In un mondo dove ogni concetto equivarrebbe a menzogna, non ci sarebbe il concetto odierno di idiota, ma non ci sarebbe nemmeno vera intelligenza, se non intelligenza potentemente (auto)manipolante, che è comunque una specie di idiozia, perlomeno dalla prospettiva dell’Umanizzazione. Un mondo di menzogne sarebbe diverso dal mondo odierno in cui le menzogne sono molto presenti, senza però avere il dominio totale; anche se osservando dalla prospettiva dell’Umanizzazione, la lontananza di molti dalle verità spirituali, può essere interpretata come dominio quasi totale delle menzogne esistenziali, riconducibili al concetto di ignoranza esistenziale.

I concetti sono tutti della mente, senza mente non ci possono essere concetti. La stessa parola mentire è, chiaramente, un concetto: senza mente non ci sarebbe pertanto nemmeno il concetto di mentire, quindi nemmeno la credenza che la mente mente.

È la stessa mente a rende possibili i concetti sulla mente, ma questo non significa che la mente è solo un concetto, quindi da non prendere in considerazione, come affermano alcuni. Tra l’altro, lo stesso non prendere in considerazione esige la mente, perché implica un elemento riconosciuto, quindi un concetto che rende possibile ciò, come anche il concetto di non prendere in considerazione, derivante dal concetto di considerare.

Risulta chiaro che nel caso dell’espressione: la mente mente, la mente non conosce se stessa, perché ignora di essere lei stessa ad affermare che la mente mente. In pratica si tratta di una specie di immaginare della mente di star parlando di un altro soggetto, non di se stessa, attribuendo a tale soggetto fantasioso ciò che sta, peraltro erroneamente, attribuendo a se stessa. Il fatto che la mente che ritiene che la mente sia unicamente produttrice di falsità indica, chiaramente, che la stessa mente non ha compreso bene che ogni definizione è sua; l’avverbio chiaramente riguarda soltanto chi ha chiaro nella misura necessaria quali sono le funzioni della mente e cos’è la mente.

Il concetto di: la mente mente è un caso estremo di uso errato della concettualizzazione, che è una delle funzioni chiave della mente. Se la mente in questione sapesse di essere lei l’autrice di ogni concetto, non affermerebbe mai: la mente mente, senza specificare quando; perché ci sono casi in cui la mente mente veramente. In verità, la mente può essere più o meno veritiera; in menzogna, invece, si può “lecitamente” affermare che la mente mente sempre. Consapevolizzandosi, perché sempre più Illuminata dall’Intelligenza e dalla Luce dell’Io Spirituale (Volontà-Amore-Intelligenza), la mente scopre se stessa come strumento sia di Felicità sia di sofferenza, sia di verità che di menzogna.

Menzogna e verità riguardano unicamente la mente. I concetti sono un metro di misura, quando la misurazione è sbagliata si tratta di menzogna, quando è corretta si tratta di verità. Ci sono comunque vari gradi di veridicità, perché una verità è che la verità non è in bianco e nero, se non per campi di osservazione molto ristretti. La verità in bianco e nero, è valida soltanto quando le alternative sono strettamente due: si – no, attivo – passivo. Ampliando la complessità del fenomeno che vogliamo descrivere, aumenta necessariamente la complessità della verità che dobbiamo esprimere, per definirlo precisamente, o perlomeno qualitativamente, cioè in funzione delle nostre necessità esplicative qualitative del momento.

Il concetto che la mente mente è una credenza, perché ignorare la verità significa non conoscere l’effettivo stato dei processi, perlomeno nella loro basilarità. Non conoscendo siamo destinati a credere, concettualizzando senza conoscere l’effettivo stato dei processi. La conoscenza è l’elemento più incredibile: non possiamo credere a ciò che conosciamo. La conoscenza esclude la credenza, che è comunque una forma di conoscenza, ma basata sull’ignoranza, perché si crede in qualcosa che non si conosce, ma la credenza esige comunque una certa conoscenza, altrimenti non vi sarebbe nemmeno la possibilità di credere.

La questione relativa a verità e menzogna non riguarda la mente di per sé, ma la qualità della mente, cioè dalla sua capacità di esprimere verità. La mente può essere più o meno veritiera, menzognera. Come già espresso precedentemente, affermando che la mente soltanto mente, la mente nega la propria capacità di esprimere concetti veritieri, pur immaginando di esporre la verità esponendo che la mente mente.

Senza mente non ci sarebbe nemmeno spiritualità, che implica concetti illuminanti, tra cui ci sono concetti che la spiritualizzazione della stessa mente. Se la mente soltanto mentisse, come espresso dal concetto di la mente mente, la parte teorica degli insegnamenti spirituali sarebbe soltanto un insieme particolare di menzogne, e ogni maestro spirituale sarebbe un mentitore spirituale, senza l’alternativa di non essere un mentitore. Le indicazioni su come illuminarsi, le spiegazioni di tecniche meditative, le domanda Chi sono?, l’affermazione Io Sono, sono tutti concetti, pertanto manifestazioni della mente.

Considerando che la mente è anche parte fondamentale dell’elaborazione che coordina l’attività dei cinque organi di senso, pertanto organizza il modo in cui si crea la percezione chiamata cosmo, affermare che la mente mente, non specificando quando e quanto, significa affermare che il cosmo percepito, più precisamente: la percezione chiamata cosmo, è falsa. Questo è particolarmente assurdo, perché verità e falsità esigono i concetti, mentre la percezione esiste a prescindere dall’attività concettuale. Certo, la percezione può essere più o meno qualitativa, ma la verità è questione di concetti, senza i quali non è possibile alcuna definizione, verità o menzogna: i concetti sono definizioni più o meno veritiere.

Concettualizzare consapevolmente significa ragionare, non soltanto produrre concetti. Ragionare spiritualmente significa, invece, anche vedere i propri concetti, sentirne il gusto, percepirne il grado di veridicità spirituale, non soltanto sapere il livello di logicità. La logica di una determinata ampiezza è ristretta rispetto a una logica maggiormente olistica, abbracciante verità più ampie, di maggior respiro cosmico. Ci possono essere ragionamenti potentemente logici, ma limitati, per esempio dall’idea che la Coscienza è un epifenomeno cerebrale, cioè che esige l’attività cerebrale. Certo, percezioni, emozioni e concetti esigono il cervello, ma la Pura Consapevolezza esiste a prescindere dall’attività cerebrale, che però raggiunto il necessario grado di complessità e capacità, come nel caso dell’essere umano, rende possibile le singole individualizzazioni della Pura Consapevolezza, ovvero dell’Io Spirituale. Per comprendere ampiamente, è necessario comprendere le dinamiche globali, per esempio non soltanto quelle relative al piano materiale fisico. Tutte le verità sono, chiaramente, verità, ma verità di maggior qualità fanno scorgere le verità inferiori come ignoranza, anche perché prive della conoscenza caratteristica per le verità migliori, di maggior qualità.

La capacità di generare concetti è una caratteristica spirituale, semplicemente anche perché rappresenta un aspetto dell’individualizzarsi dell’Io Spirituale. Per assolvere alla propria funzione essenziale, la capacità concettualizzante deve essere quindi utilizzata in funzione della maturazione spirituale, cioè dell’Umanizzazione.

L’individualizzazione è il fattore principale che distingue l’essere umano dall’animale, rappresenta anche il passaggio essenziale dal regno animale al regno umano. Tranne alcuni casi rari di animali che manifestano un certo minimo grado di logica, attualmente gli animali sono sprovvisti di logica, anche perché, a differenza dell’essere umano non dispongono dell’Io Spirituale individuale, anche nel senso che il regno animale non produce individualizzazione nell’ambito dell’Io Spirituale, anche perché il loro sviluppo cerebrale non ha raggiunto il livello necessario per iniziare l’individualizzazione dell’Io Spirituale. L’uomo è dotato della capacità di individualizzarsi anche nell’ambito dell’Io Spirituale, che tra l’altro significa maturazione della capacità di mantenere la continuità della Consapevolezza nell’ambito dell’Io Spirituale, cioè sui piani, usando dei termini induisti: Manas – Buddhi – Atma, che in genere definisco Intelligenza – Amore – Volontà.

La capacità individualizzante non è soltanto una meta raggiunta, è soprattutto uno strumento da sviluppare il più ampiamente possibile, anche per realizzare nell’ambito animalumano i Potenziali delle Qualità dell’Io Spirituale: Volontà-Amore-Intelligenza, anche per, come descritto espresso precedentemente, maturare l’Io Superiore e favorire anche la Realizzazione Monadica, in modo da realizzarsi come Divinità Cosmica, grazie al aver tratto educazione molto proficua dall’ incarnazione terrestre.

In quanto strumento indispensabile per l’individualizzazione, l’importanza della mente è di portata Cosmica. Andrebbe pertanto valorizzata, non certamente denigrata. Negare l’importanza della mente come strumento Umanizzante è una specie di autosterilizzazione

La spiritualità è anche questione di concettualità fruita spiritualmente. Maturare spiritualmente significa anche fruire della mente in funzione dell’Umanizzazione, maturando la capacità di ragionare spiritualmente, per dar vita a Vera Logicità, cioè Umanizzante, non soltanto veritiera.

È proprio l’Io Spirituale individuale (nel senso di singola individualizzazione dell’Io Spirituale), nella sua funzione di Pensatore individualizzato (Intelligenza individualizzata), a rendere possibile la concettualizzazione, la quale è anche il collegamento tra l’Io Superiore e gli oggetti interiori: forme percezione, emozioni e concetti. È perciò profondamente logico che la direzione fondamentale verso cui dovrebbe dirigersi la logica è la maturazione di se stessa come capacità di ragionare spiritualmente, cioè in funzione dell’Umanizzazione.

Per comprendere l’importanza della mente, può essere molto utile considerare che senza mente non ci sarebbe questo testo e non ci sarebbe nemmeno la possibilità di leggerlo. Senza mente, non potrebbe esserci nemmeno il lettore, non solo perché non esisterebbe nessun testo. L’elemento che rende la possibilità di essere dei lettori è proprio la mente, chiaramente grazie alla collaborazione con l’Io Spirituale, che esiste a prescindere dalla mente, ma senza la quale non ci potrebbe essere linguaggio concettuale.

La mente va valorizzata, negarne l’importanza è un ottimo modo per generare ostacoli evolutivi, anche sotto forma di conflitti della mente con se stessa. L’idea che la mente soltanto mente, rende avversario ciò che dovrebbe essere un preziosissimo alleato. Nello specifico, è comunque la mente che diventa nemica di sé, è sempre la mente che se la racconta, influendo comunque negativamente sull’evoluzione di altri elementi del singolo e della collettività in generale.

Per liberarsi da idee limitanti su se stessa e altro, la mente farebbe bene a mettere un punto interrogativo alla fine dell’espressione: la mente mente, ma anche di altre affermazioni, per trasformarle in domande potenzialmente illuminanti.

La mente mente?

Chi lo sta chiedendo?

Io!

Io?

Io chi?

Io mente o Io attraverso la mente?

Cos’è la mente?

Cos’è l’Io?

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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Una risposta a La mente mente? Veramente?

  1. Marinella ha detto:

    Chiarissimo! Grazie. 💞🙌

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