Pieno Integrale: Vuoto mentale

Il Pieno integrale è lo stato in l’unica esperienza che generiamo è Amore-Beatitudine. Il Pieno integrale è lo stato in cui è presente soltanto l’Io Spirituale, oltre a, chiaramente, i Livelli Esistenziali Superiori, esistenti a prescindere dallo stesso Io Spirituale, inteso come Volontà – Amore – Intelligenza (Atma – Buddhi – Manas superiore).

Dato che l’Io Spirituale è senza: concetti, emozioni e percezioni, affinché l’Io Spirituale possa essere riconosciuto come unica presenza, devono cessare tutte le esperienze inferiori all’Io Spirituale. Il Pieno integrale è anche l’Io Spirituale che si autoconstata.

In quanto aspetto Superiore del Corpo Sistema Solare, l’Io Spirituale è costantemente Consapevole di Sé. Il presentarsi del Pieno integrale permette di riconoscere ciò partendo dal basso, dalla prospettiva del singolo essere umano.

Si tratta di un processo simile alla comparsa del sonno profondo, con la differenza fondamentale che il Pieno Integrale significa anche riconoscimento dell’Io Spirituale, riconoscimento che non c’è durante il sonno profondo. Soprattutto perché il sonno profondo si manifesta attraverso un processo non nobilitato dalla continuità di consapevolezza. Semplicemente ci si addormenta e durante il sonno, a un certo punto, si manifesta anche lo stato chiamato sonno profondo.

Il Pieno integrale è, invece, frutto di un immergersi consapevole, cioè con continuità di consapevolezza di sé fino al “punto di contatto” con l’Io Spirituale, ovvero il riconoscimento dell’Io Spirituale grazie all’accompagnamento della consapevolezza di sé, fino al momento, appunto, del contatto con l’Io Spirituale, con il quale scompare anche la consapevolezza di sé, relativa cioè a elementi inferiori (percezioni, emozioni, concetti) all’Io Spirituale.

La maturazione del collegamento della nostra parte animalumana (corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, corpo mentale) con l’Io Spirituale, matura la capacità di generare Pieno Integrale con sempre maggior facilità e frequenza, il che favorisce anche il Pieno parziale durante le attività quotidiane, cioè la quotidianità Beata. Maturare il collegamento con l’Io Spirituale significa anche che l’Io Spirituale amministra sempre più le dinamiche concettuali, emozionali, percettive e fisiche, che così riflettono sempre meglio le Tre Qualità dell’Io Spirituale: Volontà, Amore, Intelligenza.

Solitamente, il Pieno Integrale deriva da un processo meditativo di qualità, più precisamente è un risultato fondamentale dell’esercizio meditativo svolto con qualità, nel senso che, in quanto Pace-Amore (Beatitudine), l’Io Spirituale può essere definito anche Meditazione di per sé. Il Pieno integrale può presentarsi anche senza meditare appositamente. Per esempio, può manifestarsi dopo una profonda riflessione metafisica o scientifica, oppure con il lasciarsi andare al flusso creativo, che sono comunque procedimenti meditativi, passaggi attraverso i vari piani esistenziali, sino all’Io Spirituale.

Pieno integrale e Vuoto mentale

Il Pieno Integrale è spesso definito come Vuoto mentale o mente Vuota, definizione che però non rende giustizia al fenomeno in questione. I concetti di Vuoto mentale e di mente Vuota possono anche essere molto fuorvianti, semplicemente perché il vuoto non esiste su nessun piano. Ogni livello è Pieno (di) Spazio, soltanto vibrante e organizzato in modo diverso. Inoltre, l’Origine Primaria, cioè l’Esistenza Originale, è Spazio Assoluto, Pieno Assoluto, anche perché senza alcuna differenziazione da Sé, perché senza movimento: precedente anche il Movimento Primo. Non avere la capacità di sperimentare un piano esistenziale non significa che non esiste: esiste soltanto esistenza, non c’è non esistenza. Il Nulla non esiste: nulla è solo un concetto.

Maturando la consapevolezza si scopre che i piani che prima si pensavano essere puramente astratti, sono potentemente concreti. Così i piani prima considerati concreti vengono colti per quello che sono, molto astratti, anche nel senso di più impermanenti rispetto ai piani che prima ci sembravano astratti, oppure definivamo come inesistenti. L’Assoluto, soprattutto inteso come Origine Primaria, è l’Esistenza più concreta, per quanto a molti possa sembrare pura astrazione, per non dire inesistenza; chiaramente non è l’Origine Primaria a sembrare un’astrazione, ma c’è l’idea che l’Origine Primaria (Assoluto vero e proprio) è un’astrazione, oppure che non esiste.

È vero che durante il Pieno Integrale, la mente è vuota, nel senso che non si producono concetti e non ci sono emozioni e percezioni, le quali non riguardano direttamente la mente, ma rispettivamente l’attività emozionale e l’attività percettiva. In questo senso, per indicare il Pieno Integrale usando il concetto di vuoto, si dovrebbe usare il termine: mente vuota, centro senziente vuoto e percezione vuota, non soltanto il concetto di Vuoto mentale o di mente vuota.

I concetti di Vuoto mentale e mente Vuota riguardano ciò che non c’è, orientando così sull’assenza e non sulla presenza, inducendo quasi a pensare che la mente vuota sia lo scopo primario della pratica spirituale. Certo, il Silenziamento dell’attività concettuale è di fondamentale importanza, ma è uno degli strumenti, non lo scopo, che è la realizzazione della Vera Identità (Nirvana), che a sua volta è comunque soltanto la base per un’ulteriore evoluzione. In questo senso l’Illuminazione è soltanto l’inizio.

Inoltre, durante il Vuoto Mentale (Pieno Integrale), è presente la Mente Superiore, il Terzo Elemento dell’Io Superiore: Intelligenza-Manas. La Mente Superiore contiene innumerevoli processi: la Mente Superiore è un laboratorio di continua Creazione-Ideazione Cosmica nell’ambito del nostro sistema solare. Tra l’altro, la Mente Superiore contiene anche Noi Stessi in veste di elemento della Mente Superiore.

Oltre a essere più veritiero, il concetto di Pieno integrale è preferibile a Vuoto mentale, anche perché quest’ultimo può favorite timori, perché si potrebbe immaginare che con il Vuoto mentale perdiamo qualcosa, perché si potrebbe immaginare rimanga “soltanto” il Vuoto. In verità, si “guadagna” la Pura Consapevolezza. Generando Pieno Integrale possiamo guadagnarci la certezza che in Verità esistiamo a prescindere da concetti, emozioni, percezioni, pensieri, corpo fisico.

Siccome orienta verso l’assenza e non verso la Presenza, il concetto di Vuoto mentale può dare adito a deduzioni fuorvianti. Per esempio, la constatazione: ero in uno stato in cui non c’ero più io, espressa da alcuni che hanno generato il Pieno Integrale, senza però riconoscerne la verità strutturale. Tale constatazione è di per sé è una contradizione, perché essere in qualsiasi stato implica la propria presenza. L’idea di non esserci stati durante il pieno integrale è specificatamente assurda, perché nega di essere proprio ciò che si è in Verità: l’Io Spirituale. Scoprire il Pieno Integrale significa trovare l’Io, TrovarSi in quanto Volontà-Amore-Intelligenza.

Pieno parziale: Vuoto mentale parziale

Basilarmente, il Pieno parziale è lo stato in cui l’Io Spirituale testimonia con enorme chiarezza le esperienze dell’apparato animalumano: concetti, emozioni, percezioni.

Il Pieno parziale può essere definito anche come espressione qualitativa dei Potenziali dell’Io Spirituale attraverso l’attività concettuale, emozionale e percettiva.

Il Pieno parziale è di quattro tipi:

–     con sola attività concettuale,

–     con attività concettuale e senziente (emozioni);

–     con attività concettuale, senziente e percettiva;

–     con attività concettuale e percettiva, ma non emozionale, perché le percezioni accadono sullo sfondo di un sentimento di “quasi Amore-Beatitudine”. Chiaramente, l’Amore è unicamente dell’Io Spirituale, ma durante il quarto stato di Pieno parziale, l’attività senziente produce uno stato vicinissimo alla qualità Amore, per il quale, maturando il Discernimento necessario, si sa che non è l’Amore di per Sé (cioè lo stato esperienziale dell’Io Spirituale), anche perché c’è concettualità e pertanto non si può trattare di pura Presenza dell’Io Spirituale, cioè del Pieno Integrale (Vuoto mentale). Per ciò che riguarda il sentire, il Pieno parziale con unicamente attività concettuale, è praticamente lo stesso del Pieno parziale con attività concettuale e percettiva: “quasi Amore-Beatitudine”.

Il pieno parziale è uno stato di profonda quiete. Il Pieno integrale è, invece, caratterizzato dalla Pace. Durante il Pieno parziale, l’Io Spirituale è profondamente consapevole dei concetti, di come si creano, durano e terminano e può osservarli e prolungare a piacere l’intervallo tra loro. Lo stesso vale, se sono presenti, anche per le emozioni. L’Io Spirituale particolarmente capace può, inoltre, decidere di far cessare il flusso concettuale ed emozionale, per far emergere il Pieno integrale, direttamente, senza necessità di eseguire mantra o altri esercizi meditativi.

 

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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