Le verità del Cuore: Ragione e Sentimento

La maturazione della capacità di Sentire, che è il percorso verso l’Essere Amore, può procedere molto meglio se nobilitata dalla maturazione della logica spirituale.

La capacità di Amare può svilupparsi anche tramite un percorso di “sola” devozione, quasi senza comprensione, ma anche in questo tipo di percorso c’è bisogno dei concetti: io, Dio a cui mi abbandono, il che implica anche il concetto di abbandonarsi, senza il quale non ci può essere nemmeno il percorso devozionale.

Perché però privarsi di se stessi, negandosi la maturazione della capacità ragionamento spirituale? La spiritualità è nobilitazione dei potenziali spirituali. Ragionare meglio spiritualmente, significa anche realizzare maggiormente il potenziale dell’Intelligenza, Elemento dell’Io Spirituale. La comprensione Umanizzante migliora la qualità di se stessi percorso devozionale, creando idee ottimali per la devozione stessa. Sviluppare capacità di ragionamento spirituale non rende la devozione impura, ma può facilitare molto purificazione e consapevolizzazione.

Il Dio venerato dal devoto rappresenta anche una Verità superiore, non intesa soltanto come verità che si tratta di una Verità superiore. La devozione spirituale è quindi inevitabilmente, anche, devozione alla Verità; questa è un’altra ragione per spiritualizzarsi anche maturando capacità concettuali, nobilitate e da un sentire di sempre maggior qualità. L’Amore stesso può essere lecitamente considerato come Verità esperienziale, anche perché in quanto Sentire puro dell’Io Spirituale, l’Amore è lo standard qualitativo, il punto di riferimento, per ogni altra esperienza umana.

Le stesse verità del Cuore sono necessariamente dei concetti. Identificare, riconoscere, qualcosa, significa inevitabilmente aver generato, almeno, un concetto. La giusta concettualizzazione crea chiarezza: riconoscere meglio è spiegare meglio, altrimenti la gran confusione mentale sarebbe chiara chiarezza.

La concettualizzazione qualitativa fa parte della consapevolizzazione. Riconoscere un sentimento significa definirlo, quindi esprimere un concetto sul sentimento, influendo sullo sviluppo del sentimento stesso. Come espresso in precedenza, la concettualizzazione è basilarmente un attività spirituale, perché resa possibile dall’Io Spirituale, più precisamente dal suo aspetto Pensatore (Intelligenza), che permette la correlazione dei vari significati che emergono sulla relazione tra oggetti interiori (percezioni, emozioni e concetti) e Io Spirituale individuale, inteso come singola individualizzazione dell’Io Spirituale. L’Umanizzazione è anche maturazione della capacità di illuminare la mente con la Volontà, la Luce-Amore e il Sapere (Intelligenza) dell’Io Spirituale.

Riguardo alle verità del Cuore è fondamentale sapere cosa intendiamo con il concetto di Cuore. Le verità del Cuore sono intese come concetti chiarificanti, anche per questo il Cuore dovrebbe essere associato all’Amore, che è l’esperienza più chiara, perché caratterizzata dalla Luce Spirituale, cioè dell’Io Spirituale, di cui la luce sperimentata attraverso la vista è, non soltanto, un riflesso.

Lasciarsi portare dove porta il Cuore è una capacità spirituale fondamentale, a patto di intendere il Cuore come Amore, oppure come Centro dell’Amore nell’umano, punto di incontro tra l’Io Spirituale e la natura animalumana. Se come cuore si intendono, invece, desideri deleteri ed emozioni altalenanti e di bassa qualità, seguire il cuore significa divenire preda di emozioni e desideri, potenziali vittime di infarti esistenziali. L’Amore non è un’emozione, l’Amore è un aspetto della Pura Consapevolezza Io Spirituale. Lasciarsi portare dove porta il Cuore andrebbe inteso come seguire il percorso Umanizzante.

Interpretare il concetto di seguire il cuore come: fare ciò che piace, può significare generare dispiaceri enormi, a se stessi e ad altri. Fare ciò che piace, oppure ciò che si vuole, non significa necessariamente realizzare il giusto, il meglio per noi stessi. Le cattive abitudini non sono un lusso per quasi nessuno: quanti stanno dedicando profondamente se stessi all’Umanizzazione?

Fare ciò che si desidera non significa necessariamente, anzi, farsi bene e fare del bene. Eseguire ciò che si desidera significa seguire i desideri. I desideri negativi, ostacolanti l’Umanizzazione, non fanno certo parte del meglio, ma, eventualmente, indicano verso ciò che solo immaginiamo essere il meglio.

Se fare ciò che si desidera significasse sempre anche fare e farsi del bene, la qualità della vita di molti sarebbe molto migliore, soprattutto perché DivinUmana. Il concetto di seguire il cuore dovrebbe essere utilizzato come guida per realizzare Altamente la nostra parte animalumana, non come giustificazione per realizzarla bassamente. Giusto per citare un caso: la gelosia indica assenza di Amore, non è una dimostrazione di amore, come intendono alcuni. La gelosia sarebbe altrimenti indicatrice di gran consapevolezza, mentre è segno di potente inconsapevolezza, superficialmente profonda meccanicità.

Per migliorare la vita è necessario migliorarsi, siamo anche la vita stessa. Se vogliamo divenire veramente migliori, basandoci su parametri Umanizzanti, dobbiamo desiderare potentemente il Bene.

La capacità di realizzare desideri deleteri potrebbe anche sembrare positiva, perché permette di ottenere il voluto, ma in verità fa maturare anche la capacità di degradarsi e degradare, che è la vera denigrazione di se stessi e altri. Riferito alla vita umana, il concetto di alta biodegradibilità non ha un valore positivo, anzi, perché l’agente degradante è il male ignoranza esistenziale. Ben diversa è la biodisintegrazione di forme non corrispondenti più alle necessità Maturative.

Desiderare bene significa anche desiderare il Bene per tutti, consapevoli del fatto che il Bene fa male al male: il Bene redime anche attraverso la disintegrazione di forme malefiche. Desiderare il Discernimento e l’Amore significa anche voler maturare la capacità di verbalizzare verità spirituali, aumentare cioè il potere di ragionare spiritualmente.

Tendere a realizzare Ideali intuiti nell’ambito dell’Io Superiore, è ben diverso dall’idealizzare, cioè rendersi partecipi, in gran parte inconsapevolmente, al riempimento della mente con concetti che permettono di immaginare la vita, senza ben sentirla, perché incapaci di sentirsi qualitativamente. Gli Ideali riguardano il Pensare del Pensatore (Intelligenza) agente nell’ambito dell’Io Spirituale, che traslato dalla mente spiritualizzata si esprime come verità spirituale. L’idealizzazione riguarda invece l’attività concettuale sognante ciò che ritiene ideale. Il malessere psichico, ma spesso anche psicofisico, è indigestione esistenziale derivante dall’ingestione di propri e altrui concetti sognanti.

In quanto Aspetto della Pura Consapevolezza, l’Amore esiste a prescindere dalla mente, pertanto da tutti i possibili concetti sull’Amore. I concetti giusti sull’Amore possono però essere di grande aiuto per maturare la capacità di Amare, anche come antidoti per le idee sbagliate sull’Amore, che possono renderci idioti emozionali.

Aumentando la qualità del Sentire, fino a scoprire l’Amore, grazie al Pieno Integrale, possiamo riconoscere che ciò che prima ritenevamo essere amore, non è l’Amore vero e proprio, inteso come Pura Consapevolezza, ma sono emozioni benefiche, oppure emozioni legate a semplice attrazione o dipendenza: fisica, emozionale o concettuale.

Le più profonde verità del Cuore esigono l’alternanza tra il Pieno Integrale (Vuoto mentale) e il Pieno parziale, che è anche Vuoto mentale con sottile concettualizzazione. Liberi da percezioni, emozioni e concetti, durante il Pieno Integrale Intuiamo Verità Cosmiche, perché Pensiamo come Pensatore Cosmico individualizzato. Durante il Pieno parziale, invece, grazie alla sottilissima attività concettuale consapevole, possiamo traslare questi semi intuitivi in concetti, verbalizzando verità del Cuore.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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