Culto della sofferenza non Umanizzante

Il culto della sofferenza non Umanizzante (degenerativa) è il modello socialmente stabilito primario. Ignara delle differenze di classe l’afflizione dilaga in orizzontale e in verticale. Molteplici modi di patire di un mondo quasi privo di Felicità, intesa come aspetto esperienziale della Vera Identità (Nirvana). Alcuni spacciano la società odierna come del benessere e da buoni pusher riescono anche a piazzare bene questo loro concetto allucinante, ma sapendo utilizzare standard qualitativi risulta chiaro che è un mondo di malessere.
Affermare che il modello sociale primario non è improntato sull’afflizione degenerante significa dire che l’ambiente famigliare, il sistema scolastico, l’ambito lavorativo, la religione, la società in generale favoriscono la Felicità Vera Identità. Possono favorire il piacere emozionale, concettuale e sensoriale, ma non indicano direttamente l’Umanizzazione, e ancor meno offrono strumenti concreti per questa Direzione.
Il modello sociale non improntato sull’Umanizzazione, è destinato a perpetuare sofferenza diseducante (degenerante). Il patimento da meccanicità, cioè degenerante, si replica molto facilmente, senza bisogno di “educazione” e di sistematizzazione della conoscenza sull’afflizione e dei modi di soffrire; anche se il sistema sociale diseducante è proprio una specie di sistematizzazione dell’afflizione degenerante, che favorisce lo sviluppo di automi senza vera autonomia.
L’afflizione non educante (degenerante) è automatica perché la massa abnorme di analfabetismo esistenziale, interiore ed esteriore, spinge inevitabilmente verso la sofferenza degenerante. Un giorno, quando ci sarà la consapevolezza necessaria a livello globale, la massa di Felicità prodotta dall’umanità spingerà l’individuo automaticamente verso la Felicità Vera Identità. Finché non sarà così dobbiamo arrangiarci, diventare ogni giorno più saggi, maturando le capacità illuminanti per liberarci dal delirio collettivo della sofferenza ordinaria, anche per osservare l’umanità con profonda Compassione Illuminante, senza patimento per la sofferenza altrui. Salvarsi dalla sofferenza è la salvazione spirituale primaria, Salvatore è chi favorisce potentemente l’Umanizzazione.
Considerando l’abitudine della maggioranza di produrre sofferenza non Umanizzante, possiamo affermare che la maggioranza ne è attratta, non nel senso che le piace l’afflizione e agisce in modo da realizzarla, ma perché viene fagocitata dalla produzione automatica di sofferenza degenerante, senza possibilità di non produrla. In questo senso, non è vero che l’uomo cerca di evitare le esperienze spiacevoli. Soltanto Umanizzandosi si tende veramente a evitare esperienze spiacevoli, Umanizzarsi significa anche tendere alla Felicità integrale.
La sofferenza degenerante non purifica, sporca. Considerando la quantità abnorme di afflizione degenerante in circolazione, se purificasse veramente, Umanizzarsi sarebbe un gioco da ragazzi. Basterebbe aprirsi alla sofferenza mondiale, cosa non difficile essendo l’apertura al patimento veramente notevole in quasi tutti. Se l’afflizione degenerante fosse veramente un processo purificante (che purifica [da] se stesso) non ci sarebbe sofferenza, nemmeno quella Umanizzante. Tutta la sofferenza esistente si sarebbe già eliminata da sé, oppure non si sarebbe nemmeno mai prodotta, se non come embrione dissolto nel momento del proprio concepimento.
Il sistema pone molta importanza sul guadagnarsi da vivere, ma dovremmo imparare soprattutto come guadagnare la Vita. Come guadagnare la Conoscenza, perdendo ignoranza. Come guadagnare la Felicità integrale, non spendendo più (in) sofferenza degenerante. Come guadagnare la Verità dissipando definitivamente ciò che non Siamo Veramente, liberandoci dall’identità falsata. Per fortuna cosmica, il falso è limitato, la Verità Immensa.
Per guadagnare l’Esistenza DivinUmana possiamo spendere molto e avere poco, oppure possiamo investire giustamente nel giusto ed ottenere tutto l’essenziale: Sé Stessi. La vita inconsapevole è persa, essere vincenti solo apparentemente è essere perdenti essenzialmente, ma chi è vittorioso essenzialmente, perché l’Essenza ha vinto sull’apparente, può essere vincente anche nelle apparenze e non solo apparentemente.

Dove mi sta portando la vita che porto in Me?

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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