Conoscenza spirituale e ignoranza esistenziale

L’ignoranza esistenziale è l’incapacità di gestire Divinamente la struttura animalumana, psicofisica. L’ignoranza esistenziale è causata essenzialmente da insufficiente collaborazione dell’io animalumano con l’Io Spirituale, causata a sua volta principalmente dalla stessa ignoranza esistenziale. Il grado di ignoranza esistenziale dipende, cioè, fondamentalmente dall’incapacità della struttura psicofisica (animalumana) di esprimere Qualitativamente le Potenzialità dell’Io Spirituale, intese primariamente come: Volontà – Amore – Intelligenza.

L’ignoranza esistenziale ha fondamentalmente ha tre aspetti: l’ignoranza esperienziale, concettuale e spirituale.

Ignoranza esistenziale esperienziale

L’ignoranza esperienziale è la sofferenza degenerativa, che essenzialmente significa lontananza dalla Qualità Amore (Felicità-Beatitudine). La sofferenza Umanizzante fa anch’essa parte dell’ignoranza esperienziale, perché la Vera Identità è senza afflizione, ma l’afflizione Umanizzante può essere considerata conoscenza esistenziale, perché rappresenta anche la consapevolizzazione dell’esistenza e la liberazione dalla mera sofferenza degenerativa. Tra l’altro, ogni minor ignoranza può essere considerata maggior conoscenza.

Ignoranza esistenziale concettuale

L’ignoranza esistenziale concettuale è rappresentata dal prevalere di concetti non Umanizzanti su idee Umanizzanti. L’ignoranza esistenziale concettuale si basa essenzialmente sulla mancanza del concetto basilare che Umanizzarsi è lo Scopo Primario della vita, oppure sul disporre di questo concetto, senza però dargli la necessaria, enorme, importanza. È indubbio che basandosi sull’idea che l’Umanizzazione è lo Scopo della vita, gran parte delle credenze fuorvianti non verrebbero prese nemmeno in considerazione, se non per essere scartate dopo essere state vagliate. Discernere le idee Umanizzanti dalle idee non Umanizzanti è fondamentale. Aumentando le capacità di Discernimento la classificazione diventa sempre più qualitativa e spontanea, perché maturiamo il gusto per il Bene.

Inizialmente, si può però fare una lista di proprie credenze su se stessi e sulla vita in generale, e classificarle in base alla risposta alla domanda: Dove mi sta portando questa credenza? Per rispondersi è molto indicativo considerare bene dove la stessa credenza ci ha portato.

Inizialmente, alcune idee fuorvianti potrebbero sembrare molto evolutive, ma maturando la consapevolezza le si potrà vedere per ciò che sono, abbagli percepiti, magari, come luce illuminante. Appurare la propria ignoranza esistenziale dovrebbe essere visto come bisogno di consapevolizzarsi, non come ragione per colpevolizzarsi. In quanto individui non possiamo certo essere colpevoli della degenerazione dell’ambiente formativo e dell’umanità in generale. Sentirsi colpevoli della degenerazione collettiva indicherebbe una particolare forma di delirio di onnipotenza. Possiamo però decidere fermamente di divenire cellula sempre più sana di un corpo malato, luce sempre più illuminante in un mondo di abbagli.

Un aspetto più sottile dell’ignoranza esistenziale concettuale, è rappresentato dal disporre di concetti Umanizzanti, ma non nobilitati sufficientemente dalla Qualità Io Spirituale: Volontà-Amore-Intelligenza. All’inizio del percorso spirituale, la collaborazione tra struttura psicofisica (animalumana) e Io Spirituale è debole. Pertanto è naturale che i concetti Umanizzanti vengano utilizzati senza essere veramente vivi per il ricercatore, anche perché sono in gran parte acquisiti da altri, ma sono comunque molto utili per sostituire i concetti non Umanizzanti. Con il tempo però, il ricercatore deve rendere vivi i concetti, unendo il concettualizzare con il Pensare. Concettualizzare è una funzione mentale, Pensare è una funzione dell’Io Spirituale, più precisamente dell’Intelligenza, Pensatore.

Vivificare i concetti significa Illuminarli con la Vita Io Spirituale, grazie alla vivificazione del rapporto della struttura psicofisica con l’Io Spirituale. Più precisamente, non si tratta di vivificare i concetti, ma di generare vivi concetti vivificanti. I concetti veramente vivi non sono, infatti, quelli che abbiamo acquisito da altri e che poi abbiamo illuminato grazie alla collaborazione della mente con l’Io Spirituale. I concetti veramente vivi, sono per noi quelli che abbiamo prodotto noi stessi, grazie all’aver decodificato, in forma di concetti illuminanti, i Pensieri del Pensatore, cioè di noi stessi in quanto individualizzazzione del Pensatore, Intelligenza, nell’ambito dell’Io Spirituale. Questo è possibile soprattutto grazie al Pieno Integrale (Vuoto mentale) e al Pieno parziale (Vuoto mentale parziale). Durante il Pieno Integrale possiamo essere consapevoli del nostro Pensare come Io Spirituale in individualizzazione. Pensare, che è chiaramente senza concetti, perché durante il Pieno Integrale la mente è spenta, nel senso che non produce alcun concetto. Grazie al Pieno parziale, possiamo, invece, generare concetti illuminanti, basati sull’Intuizione, cioè su ciò che abbiamo Pensato durante il Pieno Integrale. Scoprire direttamente la differenza tra Pensiero e concetto, tra Pensare e concettualizzare, chiarisce profondamente ciò che è stato appena espresso.

Intesa giustamente, la massima: Penso dunque sono, riguarda il Pensatore (Intelligenza), non la mente. Applicarla all’ambito mentale è fuorviante. L’Io Spirituale è anche Amore, pertanto Penso dunque sono, significa anche: Penso, dunque Sono Amore. Il Pensatore avviene nell’ambito dell’Amore, aspetto esperienziale dell’Io Spirituale: l’Amore è l’esperienzialità della Luce Spirituale. Pensare come Pensatore-Ideatore Cosmico, cioè come specifica individualizzazione del Pensatore Cosmico, significa organizzare la Luce Spirituale, maturando così anche l’Io Spirituale.

Inizialmente, durante il Pieno Integrale, può sembrare che non succeda nulla, che ci sia unicamente Immutabile Pace-Beatitudine. La sembianza di Immutabilità deriva anche dal fatto che si è abituati alla mutabilità della struttura psicofisica, pertanto la Pace del Pieno integrale può sembrare veramente immutabile. La sembianza di Immutabilità della Pace è però essenzialmente una conseguenza del fatto che non siamo sufficientemente abili a decodificare i processi dell’Io Spirituale. La Pace (Beatitudine-Amore) è l’aspetto esperienziale dell’Io Spirituale, nell’ambito del quale avvengono incessantemente innumerevoli processi, tra cui il Pensare dell’Intelligenza.

Maturando la Consapevolezza di Sé nell’ambito Io Spirituale, possiamo scoprire l’enorme attività potentemente Dinamica che avviene nella Pace (Amore-Betitudine) Io Spirituale, tra cui la propria individualizzazione nell’ambito dello stesso Io Spirituale. L’estasi spirituale è certamente positiva, indicativa, trasformativa, ma rappresenta , diciamo così, il perdersi nell’Io Spirituale e Oltre. Il percorso Umanizzante può generare anche esperienze estatiche, ma è volto soprattutto a maturare la capacità di essere consapevoli di Sé nel Sé, cioè della propria individualizzazione nell’ambito dell’Io Spirituale e Oltre, in modo da poter mantenere la continuità di Consapevolezza di Sé, ad Altezze sempre più Profonde, anche Là dove prima subentrava l’estasi, perché incapaci di essere Consapevoli di Sé a quelle Profonde Altezze.

Ignoranza spirituale

Tutta l’ignoranza esistenziale è praticamente ignoranza spirituale, nel senso che si tratta di ignorare il Superiore, più precisamente del non basare la vita sul Superiore, anche perché non si nobilita la struttura corpo fisico-emozioni-mente, ponendola in funzione dell’Io Spirituale e Oltre.

L’individualizzazione attraverso la freccia temporale, quindi attraverso corpo-emozioni-mente, è, non soltanto, un riflesso della vera e propria individualizzazione, che avviene bell’ambito del Superiore, cioè dell’Io Spirituale e Oltre. L’ignoranza esistenziale può essere definita: anche come ignorare Se Stessi in quanto indvidualizzazione Cosmica, pertanto anche le conseguenti vere esigenze, ma anche come sapere dell’individualizzazione Cosmica, senza però agire in funzione di Essa.

L’ignoranza spirituale ha vari gradi, ciò che è conoscenza spirituale per il grado inferiore, è ignoranza spirituale per il grado di conoscenza spirituale superiore. Per esempio riconoscersi come Io Spirituale, rappresenta certamente un livello di consapevolezza maggiore rispetto al conoscersi soltanto come corpo fisico, oppure come corpo fisico ed emozioni, oppure come corpo-emozioni-mente. L’Io Spirituale non è però l’Io Reale (Identità Reale), ma un aspetto dell’esprimersi dell’Io Reale, che è l’Origine Primaria. Ritenere che l’Io Spirituale sia l’Io Reale, rappresenta un aspetto dell’ignoranza spirituale. Certo, la sola nozione che in Realtà Si È l’Origine Primaria, non libera dall’ignoranza spirituale in generale, bensì solo concettualmente, ma è certamente positivo. La libertà dall’ignoranza spirituale è la Piena Consapevolezza di essere, in Realtà, l’Origine Primaria. Concettualmente ci si può costruire la prospettiva definita Origine Primaria, il che può essere molto positivo come processo per scoprirsi su piani sempre più elevati, ma divenire la Prospettiva Origine Primaria è ben altra cosa.

Considerando che l’Io Originale (Io Reale, Identità Reale) è l’Esistenza Originale, Primaria, senza nemmeno manifestazione, ogni Prospettiva inferiore all’Io Originale (Esistenza Originale, Origine Primaria) può definirsi ignoranza esistenziale. Anche perché l’Esistenza Originaria, Io Originale, è l’unica Conoscenza Reale, l’unica Conoscenza autoesistente, esistente da ogni altra forma di conoscenza.

 

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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