Desideri e Illuminazione spirituale

La capacità di desiderare è una risorsa fondamentale, da nobilitare migliorando la qualità dei desideri, desiderando bene sempre maggiore per se stessi e altri.

Il bene che desideriamo ad altri è un antidoto per il male volutoci dagli stessi. D’altro canto: desiderando il male a qualcuno, attiriamo il male in generale. Desiderare il bene altrui è anche questione di igiene esistenziale personale.

La maturazione spirituale non è questione di negazione di desideri a prescindere, anzi. Lo stesso desiderio di non desiderare è, chiaramente, un desiderio. Maturazione spirituale significa anche sostituzione di desideri non evolutivi con desideri evolutivi, per liberarsi dall’attaccamento al desiderare, che non significa non desiderare a prescindere.

Il desiderio di non desiderare può facilmente produrre forti conflitti non evolutivi. È assurdo non voler desiderare ciò che è positivo, evolutivo. Ci incarniamo per evolverci, pertanto è sano desiderare amorevolmente l’Illuminazione.

I conflitti non evolutivi vanno evitati, ma il percorso spirituale può essere caratterizzato da forti conflitti evolutivi. È lo scontro derivante dall’opposizione del male al bene sopravanzante. Voler evitare ogni forma di conflitto, significa anche voler evitare aspetti fisiologici della maturazione spirituale.

Considerando, giustamente, lo stato Illuminato come Salute Esistenziale, voler Illuminarsi significa semplicemente voler guarire. Liberarsi dal culto della sofferenza in favore della Felicità Integrale, affrancarsi dal generare ignoranza di sé per ConoscerSi, trascendere la schiavitù del limitato scoprendoSi Libertà, liberarsi dalle menzogne per ConoscerSi Verità. La sofferenza degenerativa è anche conseguenza dell’incapacità di desiderare bene, cioè in ottica Illuminazione.

Il desiderare è basato sul principio del sentire, che Basilarmente è Amore. Tutti i desideri sono quindi, essenzialmente, espressioni, più o meno qualitative, del Principio Amore[1]. Dovrebbero essere valorizzati come strumenti in funzione dell’esprimersi dell’Amore.  È perciò naturalmente importante desiderare fortemente di maturare la capacità di Amare.

Viviamo, soprattutto, quanto Amiamo. Senza Amare la vita non possiamo essere Amati dalla vita, siamo anche la vita stessa. Amare la vita è autoAmore: vita che si Ama, generando Amare.

[1] Il concetto di Principio Amore è spiegato nel capitolo dedicato alla ricerca dell’Identità.

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Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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