Sensi di colpa: cosa significa comportarsi bene, perché?

Comportarsi bene

         Nel riflettere sul proprio comportamento, se ci siamo comportati in modo congruo, come dovuto, è utile porsi le seguenti domande.

         Dovuto a chi?

         Dovuto per chi, chi è che agisce, perché agisce così?

         Dovuto perché?

         Che esempi di vita sono coloro che determinano, tramandano, le regole comportamentali?

         Quanto sono consapevoli?

         Sono ingranaggi schiavi dell’inconsapevolezza familiare e collettiva, oppure esempi di Consapevolezza, Libertà, Autenticità?

         Sono vite in funzione della realizzazione DivinUmana, oppure in funzione della meccanicità animalumana?

         Sono esempi di Vera Realizzazione oppure di realizzazione falsata, qualitativi o scadenti realizzatori di falsità?

         Ogni vita è automaticamente esempio e l’imitazione regna sovrana nel decadimento dettato dall’inconsapevolezza. La vita è comportamento di per sé, ma comportamento non significa Qualità, soprattutto quando è condizionato da quantità mancante di sintetizzazione.

         E noi, che esempio siamo? Cosa riflettiamo, come riflettiamo, cosa stimoliamo a riflettere, aiutiamo altri a riflettere giustamente? Quanto favoriamo il loro esprimere la Luce che essi stessi Superiormente sono?

       Come comportarsi?

         Bisogna comportarsi bene, intendendo il bene qualitativamente. Disponendo di idee non qualitative sul bene, comportarsi bene (in base a queste idee) significa produrre male.

         Le regole comportamentali giuste devono essere necessariamente migliorative, favorire anche il miglioramento delle stesse regole comportamentali.

         Le regole comportamentali sono giuste nella misura in cui favoriscono l’Umanizzazione

         Sentirsi in colpa perché si sono trasgredite regole che ostacolano l’Umanizzazione significa stare male perché si è fatto del bene. Non bisognerebbe mai perdere di vista l’Umanizzazione come meta e orientamento fondamentale, individuale e collettivo, per il vero bene di ognuno, che è l’Umanizzazione, appunto. Essendo l’Umanizzazione il percorso verso il DivinUmano e Oltre, pensare che le regole comportamentali non debbano basarsi sull’Umanizzazione, significa pensare che l’uomo debba rimanere nell’ambito animalumano, oppure, addirittura, che lo scopo della vita umana è la demonizzazione.

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Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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