Il Segreto Primordiale

1.
Il Segreto Primordiale

Tratto dal romanzo spirituale di Andrea Pangos (2003):

Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri, il Principio di tutte le Soluzioni

 

E Dio creò il Cielo e la Terra. Una volta.

Contemporaneamente. Ora. Mai.

Dal seme del nascituro mondo sbocciarono le vibrazioni della Creazione. La danza delle particelle disseminate nell’Infinito plasmò l’Universo, un palcoscenico senza frontiere dove trovò posto pure la Terra.

Nell’ultimare la Creazione, i Tre Princìpi Divini nella forma di Tre Saggi, comparvero sulle più alte vette terrestri per meravigliarsi con occhio umano del creato.

Le acque cristalline che sgorgavano da candida neve vergine, scorrevano verso le verdi valli per poi fondersi con l’ondeggiare marino. Il sole irradiava gli immensi spazi verdi donando vitalità alla vegetazione. Il pianeta intero vibrava di pura Energia Divina. Enormi foglie verdi di alti alberi facevano apparire il bosco lussureggiante e vigoroso. Aurei raggi solari si rispecchiavano nel sottobosco, impreziosendolo di affascinanti gradazioni verde-oro.

La materializzazione dell’Armonia.

Il mondo brillava dell’Amore espresso nel dargli origine. Il melodico incrociarsi, intrecciarsi, abbracciarsi degli elementi, dava luogo a sinfonie che avrebbero deliziato il più esigente tra i maestri e offriva vedute indescrivibili perfino al migliore degli scrittori.

“Magnifico! Sono molto soddisfatto. Ma prima che torniate nei vostri stati primari, dobbiamo ultimare la missione. Dobbiamo trovare il nascondiglio ideale per il Segreto Primordiale. Il futuro abitante della Terra, l’uomo, la corona della Creazione, non dovrà assolutamente giungere al Segreto prima di essere pronto. Soltanto quando sarà cresciuto abbastanza per la Verità, potrà scoprirlo.” intervenne Dio.

Pressoché istantaneamente nello spazio echeggiarono le parole del primo Saggio: “So cosa dobbiamo fare! Scaviamo una fossa quassù, sulle più alte vette della Terra e seppelliamolo. Il ghiaccio eterno lo proteggerà da chi non avrà il coraggio di competere con il gelo di queste montagne.”

Dio ascoltò pazientemente la proposta e poi disse:

“L’uomo scoprirà facilmente come scavare le buche più profonde, imparerà a proteggersi dal più rigido degli inverni, s’inerpicherà sulle cime più elevate. E se scoprisse il Segreto prima di essere maturo?!”

Ora, la mutezza di Dio riempì il luogo con silenzio assoluto. I Tre Esseri vennero per un attimo presi dallo sconforto.

“Nascondiamo il Segreto negli abissi del più profondo dei mari.” le parole del secondo Saggio interruppero l’esitare facendo tornare la speranza a tutti e Tre.

Ma Dio disse nuovamente: “Non abbiamo forse già fatto così su un altro pianeta quando la specie scelta, nello scoprire il Segreto con occhi non ancora maturi, rovinò il tutto? Ricordate come gli abitanti di quel bellissimo pianeta iniziarono ad usare la parte del Segreto saputa per scopi egoistici?!”

I Saggi pensarono che la soluzione del quesito fosse al di fuori della loro portata. La loro speranza svanì all’orizzonte.

Dopo un po’ il terzo Saggio disse:

“C’è un luogo dove l’uomo difficilmente arriverà al Segreto. Perché non lo nascondiamo sulla Luna?” La nuova proposta illuminò tutti e Tre i volti Sacri.

Ma, solamente per un attimo.

“Non passerà molto prima che la superficie lunare conosca la cadenza del passo umano. La chiave della scoperta non deve essere un punto cronologico fissato nel tempo. Ci saranno Anime pronte per la Verità, anche prima dell’inizio della storia scritta. Molti, invece, non saranno pronti nemmeno molto dopo che il genere umano avrà iniziato ad esplorare lo spazio. Dobbiamo celare il Segreto in modo che ognuno, pezzo per pezzo, possa conoscerlo nel momento decisivo per lui. Serriamolo con la chiave della maturazione dell’essere. Il Segreto sarà il premio per aver avuto il coraggio di conoscere la Verità che l’essere umano, imprigionato dal profondo sognare, celerà a se stesso.”

La paura, questa sensazione così propria alla specie umana, la paura dinanzi all’incognito, dinanzi al solenne, pervase i Tre Saggi. Pensarono di non poter portare degnamente a termine la missione loro affidata.

*

La luce solare risvegliò Andrea, il ragazzo al quale la ricerca di risposte lontane dai pensieri quotidiani aveva donato la visione dei Tre Saggi. Era come se non volesse tornare nel mondo che lo circondava. Si strofinava gli occhi, abituandosi all’intensa luce nella quale stava faticosamente scorgendo il paesaggio circostante. Gli pareva di trovarsi in un luogo familiare, ma nello stesso tempo del tutto sconosciuto. Aveva dormito forse un’ora, forse più, ma era come se il sogno fosse durato un attimo, atemporale, come estratto dall’’Eternità. Il mondo che lo circondava assunse una nuova qualità. Andrea cercava di vedere ciò che prima non vedeva perché non sapeva del Segreto. Era come se cercasse il Segreto nei possenti tronchi degli alberi del parco e nelle limpide gocce d’acqua, rimaste sulle foglie dopo la pioggia. Guardava in modo diverso per intravedere il celato.

Nello stesso mondo sorridevano i lineamenti di uno nuovo. »Ehm…« rifletteva Andrea, girovagando nelle deserte vie della sua città. »Dove avranno nascosto il Segreto i Saggi?«

“Giovincello, tu stai sognando! Non l’hanno nascosto da nessuna parte!”

Il ragazzo si guardò attorno e scorse un vecchio dalla lunga chioma grigia, svanire molto vitalmente dietro l’angolo.

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Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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