Domande illuminanti

Le domande illuminanti sono funzioni concettuali che favoriscono la realizzazione di verità concettuali e la scoperta della Verità, intesa come aspetto della Reale Identità (Esistenza – Verità – Beatitudine).

La funzione primaria delle domande illuminanti è quindi favorire l’Illuminazione. Interpellarsi in modo illuminane è Naturale: siamo luce che cerca Luce.

Nel senso ampio del concetto, ogni domanda che favorisce l’Illuminazione è, chiaro, illuminante, anche l’interrogazione consapevolizzante sull’ameba.

Dove avviene l’ameba?

Esiste solo nella mente?

A chi l’ameba appare come tale?

La forma effettiva dell’ameba è quella

che percepiamo come ciò che definiamo ameba?

Esiste forma effettiva dell’ameba e forma effettiva in generale?

Nel senso stretto del termine, invece, le domande illuminanti riguardano direttamente il percorso verso l’Illuminazione, per esempio:

Cos’è la mente?

Chi se lo sta chiedendo?

Io?

Io, chi?

Chi sono?

Chi sta facendo queste domande?

Io mente oppure Io attraverso la mente?

Cos’è l’Io?

Esiste qualcosa che non sia Io?

Cos’è la spiritualità?

Cosa significa maturare spiritualmente?

Qual è lo scopo della vita?

Cosa è la vita?

Cos’è Dio, esiste, perché?

Chi sono in Realtà?

Qual è la Reale Identità?

Le domande illuminanti sono concetti che favoriscono il superamento dei limiti rappresentati, anche, dai concetti esistenti.

Le domande illuminanti sono modalità di utilizzare il principio sapere, per sviluppare gli altri due principi fondamentali dell’uomo: il sentire e il volere. Porsi bene domande illuminanti favorisce il sentire meglio, anche su piani esistenziali sempre più elevati, che corrisponde anche al maturare la continuità di coscienza su tali piani, pertanto anche maturare i corpi superiori, riguardanti l’Io e l’Io Monadico.

Le domande illuminanti sono uno strumento per liberarsi dal sapere superfluo. In genere, l’individuo mediamente (in)consapevole si pone domande superflue, che aumentano la quantità del sapere, in genere sotto forma di concetti meccanici, non di sapere veramente utile. L’utilizzo non sufficientemente consapevole della mente, la porta a essere sempre più soggiogata dal proprio concettualizzare. Per offrirci risposte qualitative dobbiamo porci domande illuminanti. La quantità del sapere è benvenuta, a patto che si tratti di sapere qualitativo. La qualità esistenziale andrebbe definita soprattutto basandosi sullo standard Illuminazione, ovvero Umanizzazione. La vera evoluzione è anche Elevazione, che esige la maturazione del volere e del sentire, oltre che del sapere. La mente non sufficientemente consapevole, pertanto insensibile dal punto di vista dell’Illuminazione, può essere molto abile a diversificare la propria ignoranza esistenziale, facendole assumere vesti sempre più ammalianti. Essere colti può essere sia un vantaggio evolutivo sia uno svantaggio esistenziale.

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Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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