Bastone o carota? Voler imparare dalle esperienze negative è alquanto assurdo, significa voler migliorare puntando sul peggio.

Nello spazio evolutivo vige la legge del bastone e della carota.  Meglio sappiamo imparare attraverso il Superiore: Luce, Volontà, Amore, Sapere, Bontà, Discernimento, cioè con il metodo della carota, meno siamo obbligati a subire la legge del bastone: imparare attraverso ignoranza, sofferenza degenerativa, tenebre. Il male può essere il bastone che si manifesta quando non sappiamo imparare dalla carota, oppure non abbiamo imparato dal bastone stesso, che si ripresenta, spesso in modo ancora più accentuato, per obbligarci a trasformarci spiritualmente.

         Come già accennato, polarizzare positivamente le esperienze è una capacità spirituale fondamentale, anche esperienze molto negative possono essere utilizzate in modo positivo, per evolvere. Consideriamo però quanto di più potremmo imparare dalle esperienze positive, se già siamo capaci di apprendere da esperienze molto negative. Inoltre, non tutti hanno la capacità di imparare da situazioni difficili. Molti, troppi, soccombono.

         Imparare con il sistema della carota è più redditizio e meno doloroso rispetto all’imparare dal bastone. Imparare attraverso errori è il percorso obbligato dell’ignoranza. Disponendo delle capacità necessarie, quindi di conoscenza, non ci sarebbe bisogno di generare errori, necessità dell’ignoranza.

         Imparare dal bastone è disimparare forzatamente il negativo, imparare dalla carota è imparare da maggior grado di positività-conoscenza, senza bisogno di commettere errori necessari all’ignoranza.

         Dall’errore dovremmo apprendere che non dovremmo più ripeterlo. Dovremmo cioè imparare bene a non dover più imparare attraverso gli errori. Considerando che comunque è impossibile non sbagliare più. L’infallibilità è propria solo del Bene Assoluto. Tutto ciò che concerne il campo evolutivo è perciò soggetto a errore: anche Essendo Bene Assoluto possiamo sbagliare nell’esprimerci attraverso i piani esistenziale del campo evolutivo.

         Il bastone esiste anche perché la carota non c’è oppure non è abbastanza appetibile, in quanto non abbastanza efficace o non se ne comprendono i benefici. Per esempio, generalizzando, le pene pesanti e le carceri sono il bastone necessario causa mancanza, o non applicazione, di un metodo qualitativo che permetta la trasformazione dell’individuo da pericolo a risorsa per la collettività, perché divenuto risorsa per se stesso.

         In alcuni casi, le pene pesanti previste sono essere un deterrente necessario per l’uomo meccanico, non sufficientemente consapevole. La vera soluzione è però la liberazione dalla meccanicità, l’Umanizzazione, che è anche far fiorire in noi le risorse necessarie per trovare il nostro giusto posto nel mondo, realizzando il mondo giusto in noi stessi.

         Imparando dal bene, non abbiamo necessità di rimetterci in sesto, di trascinarci alla partenza partendo dall’infermeria, perché infortunati fisicamente, emotivamente, mentalmente. Con il sistema della carota siamo avvantaggiati, partiamo con una spinta positiva e da un punto di partenza migliore. Oltre a saper sanare le situazioni difficili, è bene sviluppare la capacità di prevenirle. Riempendo con contenuti illuminati lo spazio interiore, ma anche organizzando in modo illuminante l’ambiente esteriore.

         Voler imparare dalle esperienze negative è alquanto assurdo, significa voler migliorare puntando sul peggio. Eppure la via dell’apprendimento di molti si basa proprio sulle botte e sulle cadute. In ogni caso, non si tratta di voler veramente imparare dalle esperienze negative, ma dell’impossibilità di fare diversamente in un dato momento, perché essendo succubi di influssi negativi interiori ed esteriori, si è incapaci di produrre esperienze positive. Tra l’altro, il voler veramente imparare da esperienze negative potrebbe implicare una dose di masochismo, come voler insegnare attraverso la negatività una certa misura di sadismo.

Dovremmo imparare a imparare sempre meglio dal Superiore, elevandoci, per essere allievi – collaboratori sempre più diretti del Bene Assoluto, fino a Essere il Bene Assoluto stesso.

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