Come trasformare gli ostacoli in opportunità evolutive?

Sole, montagna e scalatore

         Per comprendere meglio i concetti sul bene e sul male, potrà risultare utile l’esempio del Sole, della montagna e dello scalatore.

         Lo scalatore rappresenta il ricercatore spirituale.

         La montagna il percorso spirituale, lo spazio evolutivo.

         La spazio tra la vetta e il Sole, rappresenta, semplificando lo spazio della Trinità Manifesta: Volontà-Amore-Sapere.

         Il Sole rappresenta l’Origine.

         Lo stare in piedi dello scalatore sulla vetta rappresenta il suo Essere Volontà – Amore – Sapere, sempre esente da nuvole.

         In quanto spazio evolutivo, percorso di realizzazione del bene, la montagna rappresenta i potenziali sia del bene sia del male.

         Gli aspetti del male sono essenzialmente tre: gli influssi non evolutivi esteriori, il male interiore dello scalatore e il suo approccio non illuminante a esteriorità e interiorità; quest’ultimo è comunque parte del suo male interiore.

         I tre aspetti essenziali del bene sono: l’influsso positivo esteriore, il bene già maturato dallo scalatore, l’approccio illuminante dello scalatore all’esteriorità e alla propria interiorità; quest’ultimo è comunque un aspetto del bene interiore.

         Gli stessi eventi che per alcuni sono causa di abbattimento, per altri possono essere ragione di profonda Umanizzazione. Così pure, alcuni fruiscono in modo veramente minimo di influssi altamente positivi, mentre altri ne traggono enorme vantaggio. Se non siamo capaci di fruirne, anche l’influsso massimamente positivo non può esserci di aiuto. È un po’ come cercare di riempire una bottiglia immergendola in un fiume, ma con il tappo ben avvitato. Considerando ciò, possiamo meglio comprendere l’enorme importanza dell’aumentare la qualità dell’arbitrio, anche per attirare influssi migliori e meglio fruirne.

         Non affrontando giustamente gli ostacoli, siamo noi stessi ostacolo per noi stessi, quindi parte del male stesso.  Così pure, non fruire giustamente di eventi favorevoli significa farsi male, negandosi il bene.  Senza il giusto approccio interiore non possiamo, in genere, superare, giustamente, nemmeno gli ostacoli minori. Approcciandosi giustamente, in modo Umanizzante, a noi stessi, facciamo, invece, valere la massima: aiutati che Dio di Aiuta, favorendo soluzioni generalmente inconcepibili.

         Espressa giustamente, cioè consapevolmente, l’espressione: Sia fatta la Sua Volontà, non è per nulla fatalistica, anzi. La Volontà è l’aspetto più elevato, perché Primario, del manifestarsi di Dio Immanifesto, inteso come Origine. Essere Volontà è l’aspetto manifesto fondamentale del Bene Assoluto. La Volontà è l’aspetto primario del Nirvana. Volere la Volontà Divina equivale a volere il Nirvana. Volere la Volontà del Signore, significa voler liberarsi dal fato, inteso come destino meccanico, orizzontale. Aprirsi alla Volontà Divina significa aprirsi all’Elevazione. Volontà Divina è che l’essere umano usi, se stesso e gli strumenti evolutivi, per divenire Essere Divino a tutti gli effetti, Illuminandosi.

         Certo, alcuni ostacoli possono essere superati facendo il gioco del male: corruzione, violenza, intimidazione, manipolazione…, ma questo non significa superarli giustamente, spiritualmente. Significa percorrere il male orizzontalmente oppure verso il basso, senza trascendere (divenendo maggior bene) un determinato livello di male.  Significa percorrere senza però progredire veramente, Elevarsi. Significa “progredire” calpestando il proprio e altrui diritto all’evoluzione. Violazione che dovrà essere sanata il prima possibile interiormente, liberandosi dall’inconsapevolezza causante tali violazioni, oppure si dovrà pagare dazio,  in forma di malattia o problemi esteriori.

         I fattori esteriori influenzano lo scalatore, che dovrebbe maturare l’abilità di fruirne sempre meglio, che si tratti di influssi benefici oppure malefici. Affrontando giustamente il male, questi potrebbe rivelarsi molto positivo per noi, anche perché ci ha obbligati a sviluppare nuove capacità: divenire migliori generatori di soluzioni Umanizzanti.

         Constatando un ostacolo, ricordiamoci che il bene può essere dato anche dal male, nel senso che il male ci offre la possibilità di imparare a divenire migliori. Chiaramente, ciò non significa che evolversi significa imparare a generare meglio il male. Tendere a generare meglio il peggio è un aspetto allucinante dell’idiozia esistenziale. Il male fa parte del prodotto evolutivo lordo, mentre il bene è il prodotto evolutivo netto. Il male può essere fruito in modo potentemente Umanizzante, ma l’Umanizzazione è realizzazione di bene sempre maggiore.

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