La soluzione è la liberazione dai demoni, non dei demoni.

L’orientamento a non esprimere impulsi di bassa tonalità, non andrebbe inteso come coercizione, ma come indicazione Etica derivante dal Superiore, interiormente: si tratta della forma essenziale di Educazione.

In quanto condizionata anche delle abitudini della collettività, la moralità contiene i germi dei flussi collettivi non orientati alla maturazione della consapevolezza. Moralmente possono apparire accettabili comportamenti che, invece, sono altamente ostacolanti per l’Umanizzazione. D’altro canto, la moralità può condannare come trasgressivi comportamenti altamente evolutivi, anche perché così può meglio difendere le proprie norme basate sul delirio collettivo.

La libertà di espressione si acquisisce elevandosi. Sentirsi liberi di esprimere ciò che si sente, può essere anche una giustificazione per esprimere il peggio di se stessi. Il peggio andrebbe, invece, affrontato consapevolmente, con un profondo lavoro spirituale, per far posto al meglio. Tra l’altro, esprimendo il peggio di noi stessi, possiamo facilmente diventare esempio negativo per chi è schiavo di contenuti negativi, e trova in noi la giustificazione per poterli esprimere. Trasgredire regole giuste significa essere diversamente schiavi, non più liberi. Quali e quanti demoni interiori, ed esteriori, ci suggeriscono la liberazione dei demoni, perché possano acquisire maggior libertà, a prezzo della nostra maggior schiavitù? La soluzione è la liberazione dai demoni, non dei demoni.

La moralità può essere seguita ciecamente. Non è certamente difficile, almeno per molti, essere ingranaggi, in gran parte inconsapevoli, della catena di montaggio programmata dalla moralità. Alcuni, invece intendono impossibile intendere se stessi come ingranaggi della rotatoria collettiva, che è un modo di definire diversamente un vicolo a fondo, essenzialmente, cieco.

Seguire la moralità può in buona parte essere definito come un reagire a azioni, emozioni, concetti. Reagire significa essere obbligati a seguire un tracciato definito. Agire consapevolmente significa, invece, poter tracciare la propria esistenza per lasciare sempre meno traccia di “sé”. Agire consapevolmente, è percorrersi come percorso verso l’Eticità: esprimere con sempre maggior qualità il Potenziale Bene Assoluto, per divenire, Illuminandoci: Bene Assoluto stesso.

La maturazione spirituale può essere intesa come passaggio dal diritto potenziale alla Libertà, al sentire molto concretamente il dovere di liberarsi, per il bene proprio e altrui, per Essere Libertà. L’arbitrio non è un optional per nessuno, ma le scelte veramente qualitative sono un’opportunità che per troppi è soltanto un miraggio. Esigono la decisione base di volgersi verso il Superiore, che significa, tra l’altro, passare dal seguire la moralità al realizzarsi come Etica Stessa.

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