La responsabilità verso se stessi è differente da quella verso la famiglia, verso l’azienda in cui si lavora, verso la collettività? Oppure c’è un denominatore comune?

Un’unica responsabilità

            La responsabilità verso se stessi è differente da quella verso la famiglia, verso l’azienda in cui si lavora, verso la collettività? Oppure c’è un denominatore comune?

Il denominatore comune sono le vere esigenze dell’essere umano, che in quanto evoluzione necessita di evolvere con la massima qualità possibile. La qualità dell’evoluzione è determinata dalla misura in cui adempie se stessa, cioè la propria funzione: evolvere. La responsabilità del singolo è determinata primariamente dalla qualità dei responsi evolutivi che offre a se stesso e al prossimo, qualità che dipende primariamente dalla qualità con cui il singolo conosce se stesso e Se Stesso, cioè dal grado di consapevolezza, maturità spirituale.

Non ci si riferisce all’evoluzione biologica. Biologicamente l’uomo ha tutto il necessario per evolvere spiritualmente. In primo luogo lo strumento base per superare il proprio regno umano: l’autocoscienza, che gli permette di incidere su se stesso e sull’ambiente. Incidendo positivamente trascende se stesso e migliora il mondo. Incidendo negativamente, invece, rende se stesso un ambiente sempre più inquinato, infettando la società, che a sua volta lo infetta: il simile attira il simile, il simile si nutre di simile. La maturazione spirituale è comunque anche evoluzione biologica, perché la trasformazione spirituale si esprime automaticamente anche come trasmutazione del corpo fisico.

L’autocoscienza cerebrale permette all’uomo di elevarsi in regni superiori di se stesso, maturare cioè la continuità di coscienza sul piano del regno superumano (Io Superiore) e regno sovrumano (Monade), per realizzarsi poi anche nell’ambito dell’Origine, informatizzandola grazie alla qualitativa evoluzione nell’ambito della Manifestazione.

            Le organizzazioni sono corpi composti inevitabilmente da cellule individuali. La base ultima della società non può essere la famiglia, perché la famiglia è composta da individui, che sono l’elemento indivisibile della società. Individui sani producono rapporti sani, famiglie sane, società sane. Individui malati: rapporti malati, famiglie malate, società malate. La qualità del rapporto, della famiglia, della società, non possono prescindere dalla qualità di chi le compone.

A loro volta, il rapporto di coppia, la famiglia, l’azienda, la società dovrebbero essere ambiti di sviluppo individuale, inteso come Umanizzazione. Diversamente, le organizzazioni sono formazioni insane, che favoriscono la tumoralizzazione delle loro cellule individuali. Il fatto è che soltanto individui sani possono comporre organizzazione sani.

            Assumere la (non) qualità un gruppo (famiglia, collettività, ambito professionale) insano, come standard porta inevitabilmente ad allontanarsi dalla salute esistenziale. La soluzione al disordine è maggior ordine. Gli esempi di maggior ordine esistenziale sono oggi una minoranza, e rarissimi esseri umani  possono essere definiti come Ordinatori Cosmici, perché Centri di Coscienza Integrale.

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