La vita ordinaria è fatta di equivoci, che inseriti in un contesto più ampio, danno vita a un equivoco ben organizzato, che sembra essere la verità

Responsabilità e identità

La responsabilità è la capacità di offrire risposte qualitative. Essere responsabili significa quindi rispondere giustamente alle situazioni, interiori ed esteriori. Assumersi la responsabilità significa, invece, iniziare a responsabilizzarsi.

Per comprendere qualitativamente il significato delle suddette affermazioni, è fondamentale comprendere chi è il soggetto. Senza chiarirci chi offre risposte qualitative non possiamo sapere chi è il responsabile. Inoltre, soltanto rispondendoci profondamente riguardo il soggetto, possiamo veramente comprendere quali sono le risposte qualitative e perché.

Espresso diversamente, soltanto sapendo meglio chi siamo possiamo meglio sapere quali sono le nostre vere esigenze. Immaginandoci, non possiamo che immaginare quali sono le nostre vere esigenze. Certo, potremmo anche passare accanto a informazioni molto accurate sulle nostre vere esigenze, ma non potremo riconoscerne l’importanza, semplicemente perché immagineremo che non ci riguardano, perché ignorandoci, saremmo destinati a immaginarci. La vita ordinaria è così fatta di equivoci, che inseriti in un contesto più ampio, danno vita a un equivoco ben organizzato, che sembra essere la verità, perlomeno fino al momento in cui l’equivoco, individuale inquadrato nell’equivoco generale, non inizia a dare segni di cedimento visibili.

Cedimento che potrebbe essere interpretato come negativo, perché si associa lo spiacevole con il negativo. Invece, il cedimento di equivoci è sicuramente un fatto positivo, la falla che offre l’opportunità di scorgere la verità. Il criceto potrebbe ritenere negativa la rottura del meccanismo ruotante su cui si muove. In verità, la rottura del meccanismo può rendere possibile la liberazione dal girare in circolo, immaginando di poter arrivare veramente in qualche luogo nuovo.

L’equivoco si costruisce soprattutto perché non intendendo il significato delle parole, perché apprese meccanicamente, siamo incapaci di intendere giustamente se stessi, perché veniamo programmati dall’ignoranza, che percepiamo ed esprimiamo. Il testo che segue è un modo di approfondire il significato della parola responsabilità, ragionando in modo più ampio di quello dettato dall’ordinario modo di intendere.

Per poter intendere le azioni, gli eventi, dobbiamo intendere soprattutto colui a cui accadono. Senza sapere a chi accadono, non possiamo comprendere l’effettivo significato degli eventi, inquadrandoli in una logica esistenziale integrale, trascendente la logica esistenziale parziale, che rende possibile il sopravvivere, ma impedisce il Vivere.

Rispondersi giustamente alla domanda: Chi sono?, è di fondamentale importanza. Non sapendoci non possiamo sapere a chi veramente accadono gli eventi, siamo obbligati a ignorare chi agisce. Certo possiamo dire io sono colui che parla, ma sappiamo veramente chi è colui che sta parlando? Inoltre, siamo veramente colui che sta parlando, oppure egli è soltanto parte di noi, ovvero una nostra espressione?

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