Amore e paura – lo scopo è Vivere: Essere Vita Vera, non sopravvivere.

Il concetto di Autenticità dovrebbe avere valenze positive e le emozioni negative non dovrebbero essere viste come positive, anche se in alcuni casi possono aiutare. Le emozioni positive sono, chiaramente, meglio di quelle negative, ma sono anch’essa distanza dalla Salute Amore-Beatitudine.

Certo, la paura può essere vista come risposta adeguata, perché in certi casi necessaria per sopravvivere. La paura come reazione istintiva può salvare la vita, ma può anche peggiorare la situazione. Gli istinti fanno parte della natura animale dell’uomo, che è ciò che lo stesso deve trascendere. Lo scopo è Vivere: Essere Vita Vera, non sopravvivere.

La paura come strumento di sopravvivenza è funzionalità di livello inferiore, necessaria perché subiamo l’inferiore, causa mancanza del grado necessario di maturità spirituale.

La paura è la soluzione del peggio, non del meglio. Ciò che veramente aiuta, ciò che è veramente positivo, è un alto grado di consapevolezza. Essere consapevoli del pericolo è sicuramente meglio che subire la paura; la Soluzione vera è però la piena consapevolezza di essere sempre al di là di ogni pericolo, perché Origine esistente a prescindere dalla Manifestazione intera.

La paura è ottenebramento, la soluzione è maggior luce. La risposta giusta è il Superiore, non l’inferiore. La Coscienza Integrale è il Responso esistenziale fondamentale, semplicemente perché è Consapevolezza di Sé come Origine, Manifestazione, Totalità. La soluzione vera è l’Azione Illuminata, non la reattività animale.

La paura può essere considerata come lo stato più lontano dall’Amore, cioè di maggior lontananza da Se Stessi Amore. La paura blocca la vita, che è un fiume da dinamizzare, per giungere a Essere Pace – Amore.

Riguardo la paura, è bene liberarsi dall’idea fuorviante: ho paura. Non si ha paura, ma è la paura ad avere noi. Avere paura significa subire la paura e non possiamo disporre di ciò che subiamo. Non possiamo veramente avere ciò che dobbiamo. Altrimenti avere debiti significherebbe essere in utile. Nel debito siamo un soggetto passivo, cioè l’oggetto del creditore. Nell’azione, reazione, dettata dalla paura, si può immaginare di essere il soggetto agente. Invece, si è l’oggetto subente. L’uomo o la donna oggetto sono un fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi generalmente. Siamo effettivi soggetti o oggetti, dipendentemente dal grado di consapevolezza, inconsapevolezza.

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