Uno senza secondo – gli altri sono veramente nostre proiezioni? Riflessioni sulla non dualità

Affermare che ciò che sperimentiamo come altri e loro emozioni e concetti, non sono gli altri di per sé, perché si tratta di concetti, emozioni e forme, prodotte da noi stessi in noi stessi, è ben diverso dall’asserire che tutti sono nostre proiezioni, che esistono soltanto nella nostra mente, come viene talvolta affermato, sottintendendo la percezione come aspetto della mente.

La prima affermazione corrisponde a verità, la seconda no: la percezione non andrebbe confusa con l’oggetto su cui si basa. Dire che tutto ciò che sperimentiamo avviene in noi, perché la nostra sperimentazione non può essere esteriore a noi, non significa affermare che non esiste un mondo esteriore, cioè altro da noi stessi.

Gli altri esistono, chiaramente, a prescindere dal nostro sperimentarli, nel senso di creare in noi stessi l’esperienza definita altri. Tra l’altro, ogni l’altro rappresenta un aspetto del mondo esteriore a noi stessi: soltanto Colui che è senza l’Altro è senza esteriorità – l’Uno è senza secondo.

Uno senza secondo, atto primo. L’Origine senza Manifestazione è la Totalità Indifferenziata: Unicamente Esistenza Originale – Luce Originale – Verità – Coscienza Originale – Beatitudine.

Uno senza secondo, atto secondo: la differenziazione della Totalità. L’Origine fa spazio in “parte” di Sé per la Manifestazione. Rende “parte” di Sé Manifestazione: Esistenza privazione di Luce Originale – Verità – Coscienza Originale – Beatitudine. Essendo l’Origine inizialmente Tutto, la Manifestazione non può essere fuori dall’Origine. La Manifestazione è la “parte” dell’Origine, che ha occultato Luce Originale – Verità – Coscienza Originale – Beatitudine.

Uno senza secondo, atto terzo. Esprimendo l’Intenzione Creativa, attraverso la Propria Volontà, l’Origine (Verità – Coscienza Originale – Beatitudine) rende possibile la Creazione nell’ambito della Manifestazione: incessante creazione di singoli Sistemi Solari, Universi componenti il Cosmo.

L’idea che gli altri sono tutti nostre proiezioni denota un certo grado di delirio di onnipotenza, oltre che di incomprensione. Se gli altri fossero veramente soltanto nostre proiezioni, con la morte del nostro corpo fisico, quindi delle capacità di generare concetti ed esperienze percettive ed emozionali,  tutta l’umanità cesserebbe di esistere, in quanto nostra proiezione, percezione. Certo, non siamo soltanto corpo fisico, ma lo stesso discorso vale anche se consideriamo i nostri aspetti: superumano (Io Superiore) e sovrumano (Monade). Essi fanno parte della Manifestazione, cioè della differenziazione. La Manifestazione è il Proiettato per negazione, mentre il Proiettore è l’Origine (Verità – Coscienza Originale – Beatitudine).

La cosa interessante, riguardo all’idea che gli altri sono tutti nostre proiezioni, è che sono in molti a pensare che gli altri sono soltanto proprie loro proiezioni. Se fosse vero che l’altro è soltanto una proiezione di qualcuno, ci potrebbe essere soltanto un unico proiettore, mentre tutti gli altri sarebbero proiettati. Pertanto, nessun’altro, tranne uno, potrebbe proiettare.

In verità, esiste un unico proiettore, che però non è un essere umano, ma è l’Origine. Tutti gli esseri umani, inclusi noi stessi, sono una Nostra Proiezione unicamente se Identifichiamo Noi Stessi come Origine, Identità Reale: Verità – Coscienza Originale – Beatitudine. Nozionisticamente si può anche afferrare l’idea: l’umanità è una proiezione di Me Origine, ma Essere questa prospettiva è ben diverso. Esige la Coscienza Integrale.

Quando diciamo di noi stessi, utilizzando il concetto di io, è importante sapere giustamente a chi ci riferiamo. Chi Sono?, Chi Sono in Verità? Chi Sono in Realtà?, sono domande essenziali, a cui dobbiamo risponderci, se vogliamo liberarci dall’immaginarci, cioè dall’identità immaginata, che non è null’altro che assenza di Coscienza Integrale.

 

 

 

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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Una risposta a Uno senza secondo – gli altri sono veramente nostre proiezioni? Riflessioni sulla non dualità

  1. “La cosa interessante, riguardo all’idea che gli altri sono tutti nostre proiezioni, è che sono in molti a pensare che gli altri sono soltanto proprie loro proiezioni.”

    Noi proiettiamo un’interpretazione di come siano gli altri,cosa provano o che paure o aspirazioni abbiano facendo riferimento a noi stessi,al nostro ego. Chiaramente gli altri non sono nostre appendici ed hanno sensibilità ed esperienze diverse ed è un nostro limite in poterli realmente comprendere.Malgrado questo è importante includere altre persone nelle proprie esperienze e vivere empaticamente il loro percorso.

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