Quali sono le differenze tra realizzazione emozionale e realizzazione spirituale?

La Coscienza Integrale andrebbe intesa come Pieno Esistenziale. In questo senso, ogni emozione e sentimento fa parte del vuoto esistenziale. La Beatitudine è pienezza esistenziale immanifesta. L’Amore, invece, pienezza esistenziale manifesta.  Il Pensare Divino, terzo aspetto della Coscienza Integrale, è il Pieno Pensiero Illuminato direttamente dalla Pienezza Amore – Beatitudine: due sono i Sentieri che lo Illuminano.

Chi non si è riconosciuto come Beatitudine e Amore, potrebbe reputare pretestuosa l’idea che rispetto a Beatitudine e Amore, ogni altro sentire fa parte del vuoto esistenziale. Chi, invece, ha riconosciuto Se Stesso in quanto Beatitudine e Amore, sa che gli stati diversi da Beatitudine e Amore, sono veramente aspetti del vuoto esistenziale.

Da questa, giusta, prospettiva, voler riempiere la vita di emozioni e sentimenti, significa voler affamarsi nutrendo il culto del vuoto esistenziale. Bastano pochi attimi di Essere Beatitudine e di Essere Amore, per far scoprire direttamente questa verità, che non è certamente una negazione dell’importanza dell’attività emozionale, bensì un esortazione a fruirne consapevolmente, come strumento in funzione dell’Essere Beatitudine e Amore.

Voler realizzarsi emotivamente può essere un’intenzione molto positiva, ma anche potentemente negativa. Se la realizzazione emotiva è intesa come voler provare, pertanto necessariamente generare, emozioni di bassa qualità, la realizzazione emotiva è certamente un torto che si fa a se stessi e altri, che non sono certamente immuni alle patologie emozionali altrui.

Essendo le emozioni esperienze parziali, tendere soltanto alla realizzazione emotiva, senza inquadrarla in un contesto più ampio, significa volersi parzializzare, più precisamente: diversificare la propria parzializzazione. Il concetto di realizzarsi emotivamente andrebbe visto come elevare la qualità emozionale, in funzione della realizzazione del sentire, intesa come capacità continuità di Coscienza sul piano di Amore e Beatitudine.

L’arcobaleno del sentire è necessario a chi non può vedere le Luci Amore e Beatitudine. Unicamente chi Le Vede-Sente, EssendoLe, può però servirsi Divinamente dell’arcobaleno come propria espressione, generando vibrazionalità evolutive e terapeutiche espressione diretta di Beatitudine – Amore – Pensare. Seguire veramente il richiamo del Cuore significa utilizzare l’arcobaleno del sentire per riconoscerSi Amore e Beatitudine. L’espressione seguire il richiamo del Cuore Amore-Beatitudine, è più veritiera di: seguire il Cuore, perché il Cuore non si può seguire, semplicemente perché Onnipresenza Immanifesta e Manifesta.

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Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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