Cosa significa migliorarsi?

 

Nel chiederci: migliorerò la mia situazione, è bene considerare che noi stessi siamo la situazione primaria di noi stessi: senza noi non ci sarebbe nessuna nostra situazione, né interiore né esteriore. Questa considerazione può sembrare banale, ma non lo è. Troppe volte ci si dimentica che la questione primaria siamo noi stessi, non la situazione esteriore.

Per cambiare il film proiettato sullo schermo, bisogna cambiare la pellicola. È assurdo cercare di cambiare il film intervenendo sulla tela su cui vengono proiettate, si manifestano, le immagini. Non possiamo certamente cambiare il pezzo che stiamo ascoltando alla radio, aprendo le finestre per ventilare l’ambiente.

Pertanto, riguardo il rapporto tra miglioramento interiore e miglioramento esteriore, consideriamo che, tranne casi estremi1, il vero miglioramento, quello più importante, è sempre interiore.

Tutto ciò che sperimentiamo è interiore, non possiamo avere esperienze esteriori, altrimenti non sarebbero nostre esperienze. Ciò che si desidera è stare bene e possiamo stare bene solo interiormente. Certo, le situazioni esteriori influiscono sullo stato interiore, perciò è bene agire per crearsi condizioni esteriori migliori per l’evoluzione. Dobbiamo però anche, soprattutto, maturare la capacità di generare BenEssere, cioè Amore- Beatitudine, a prescindere da ciò che accade esteriormente.

L’esteriore è in gran parte uno specchio dell’interiore. Chiaramente, il nostro esteriore dipende anche dallo stato interiore dei singoli che compongono il gruppo, che determina la proiezione collettiva. Non si è certamente immuni dalle tenebre altrui, mentre possiamo essere altamente immuni, in senso negativo, dalla Luce altrui, perché incapaci di beneficiarne, perché l’inconsapevolezza ci obbliga a essere spiritualmente infecondi. Dobbiamo perciò divenire sempre più spiritualmente fertili, per beneficiare nella massima misura possibile di influssi evolutivi sempre più qualitativi, che compaiono sul nostro radar esistenziale, soprattutto grazie al miglioramento interiore.

Maturare spiritualmente significa anche liberarsi dalle proiezioni limitanti altrui, anche affrancandosi dall’io familiare e collettivo, perché si ha sempre meno bisogno di determinarsi esteriormente, riconoscendosi cioè in buona parte attraverso le proiezioni famiglia e collettività. andreapangos.it

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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