Il Cosmo si fonda sull’Amore, che è il Signore Cosmico. Negare la Creazione significa rendere più difficile la realizzazione dell’Essere Amore.

Negare la Creazione, oppure la Manifestazione, come indicato da alcuni insegnamenti spirituali, può esprimere nichilismo sia sintropico (illuminante) che entropico. Illuminante, nella misura in cui aiuta a scoprire l’Origine Sussistente, a prescindere dalla Manifestazione. L’approccio più appropriato alla Creazione è, comunque, la sua valorizzazione in modo che possa fungere da strumento per il trascendimento. La soluzione è trascendere, non negare. Trascendere significa anche risolversi come inferiore, per scoprirsi come superiore. Trascendere è crearsi superiormente, in modo da poter generare continuità di coscienza su piani esistenziali superiori. Considerando l’Origine (Esistenza Originale – Coscienza Originale) come Unica Realtà, è del tutto lecito definire irReale, la Creazione, ma anche la Manifestazione in generale. Chiaramente, per avere le idee chiare, è necessario definire nitidamente cosa si intende come Manifestazione e come Creazione. La definizione di Manifestazione può basarsi sulla definizione dell’Origine. Secondo il modo di intendere di questo testo, l’Origine è Ciò che esiste a prescindere da tutto il resto, cioè da tutto ciò che è espressione della stessa Origine, intesa come: Esistenza Originale – Coscienza Originale. La Manifestazione è cioè Tutto tranne l’Origine. In sintesi, la Manifestazione è l’insieme di Spirito e Natura, che si creano dal potenziale dato dall’Origine, quando essa polarizza parte del potenziale infinito che l’Origine stessa rappresenta. La Creazione è, invece, un aspetto della Manifestazione, più precisamente della Natura. La Creazione inizia con la fecondazione della Natura da parte dello Spirito. Tale fecondazione dona nascita al Cosmo che è il Figlio. In questo modo lo Spirito diventa, anche, Padre, mentre la Natura diventa, anche, Madre. Lo Spirito e la Natura sono immanifesti rispetto alla Creazione, ma sono manifesti rispetto all’Origine. La Creazione avviene nell’ambito del Figlio, che come Amore è il Fondamento della Creazione che avviene in Lui: Noi Stessi in quanto Amore. La Creazione è spesso definita irReale, oppure illusione, anche perché il termine sanscrito Maya, che originariamente significa Creazione, viene interpretato anche come: illusione. La Creazione esige diversi strati di densità materiale, cioè di rallentamento delle vibrazioni, per questo di diminuzione della luce. Così si creano i cosiddetti veli di Maya, che vengono spesso denigrati, perché visti come ostacoli per il Divino, senza nemmeno considerare che tutto è Divino, tranne Dio: Dio è l’Origine, tutto il resto non può derivare che da Dio, perciò è Divino. I cosiddetti veli di Maya andrebbero interpretati come scalini ascensionali, grazie ai quali può avvenire l’elevazione della coscienza. Immaginiamo una scala con cento gradini, che permettono di raggiungere una vedetta dal quale si può gustare una vista meravigliosa. Immaginiamo ora, invece, che al posto dei cento gradini ci sia uno scalino soltanto. Potremmo lo stesso raggiungere la vedetta? Non è un paragone proprio esatto, perché gli scalini inferiori della Creazione sono la conseguenza del processo di involuzione, cioè della “discesa della coscienza”. Gli scalini esistenziali sono cioè creati dall’alto in basso, non potrebbero esserci quelli inferiori senza quelli superiori: i gradini inferiori sono frutto di Coscienze Superiori. Nostro scopo è fruire di questi gradini esistenziali come scalini evolutivi. Tra l’altro, senza i veli, scalini, di Maya, non ci potrebbe essere la differenziazione necessaria per l’individualizzazione della coscienza. Intendere come problema un’opportunità evolutiva è certamente un ostacolo. I veli di Maya vanno intesi giustamente, per essere trascesi. La maturazione spirituale è integrazione che porta anche a scoprirsi come Tutto. Porta cioè anche a riconoscersi come Manifestazione intera, oltre che come Origine. Negare la Manifestazione è perciò un modo di negare un aspetto fondamentale di Se Stessi, la Manifestazione, appunto. La Creazione non è certamente un orpello esistenziale. La Creazione è lo Spazio Evolutivo, l’ambito dei cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. La Creazione ha uno profondo scopo, che riguarda direttamente noi stessi in quanto evoluzione cosciente di sé. L’Identità Reale, cioè che siamo in Realtà è: Coscienza Originale – Beatitudine, Esistenza a prescindere dalla Manifestazione e ivi contenuta Creazione. Chiaramente, in quanto Origine (Identità Reale) esistiamo a prescindere da ogni maturazione spirituale, che però serve a realizzarci come specifica individualizzazione di Ciò che in Realtà Siamo. La Creazione è anche passaggio da apparente disordine a realizzazione di sempre maggior ordine. Apparente disordine, perché il disordine è una fase di un piano ben strutturato verso sempre maggior ordine, di un segmento cosmico nell’ambito del Progetto Cosmo. Non collaborare all’ordinamento della Creazione è piuttosto semplice, basta non rispettare le proprie, pertanto anche altrui, esigenze evolutive: ricordiamo che il Cosmo si fonda sull’Amore, che è il Signore Cosmico. Negare la Creazione significa rendere più difficile la realizzazione dell’Essere Amore. Negare la Creazione, o peggio ancora, la manifestazione, può essere un terreno molto fertile sul quale produrre accidia, coltivare sofferenza, materializzare disfattismo, giustificare frustrazioni, negare l’importanza di realizzarsi per far apparire positivamente la propria non realizzazione, sostituire i fatti con le parole per darsi ragione. Ricordiamoci che possiamo confutare l’importanza dell’esistenza, ma non negare fondatamente l’esistenza, ogni nostra negazione è possibile proprio grazie al nostro esistere. L’irRealtà della Creazione non la rende senza valore o negativa . La Creazione è Natura informatizzata dallo Spirito, perciò è inevitabilmente valore. L’importante è valorizzarla, che significa anche comprendere bene ciò che è ingiusto, vale a dire anche perché lo è, ingiusto. La Creazione è irReale perché non autoesistente, non perché inesistente. Affermare che la Creazione non esiste, significa automaticamente confermare la sua esistenza, visto che la struttura psicofisica che lo afferma ne fa parte. Dire che il tempo non esiste significa validarne l’esistenza, i concetti sono inscindibili dal tempo. La Creazione esiste come illusione, irRealtà: esiste effettivamente, ma non Realmente perché, appunto, non autoesistente. andreapangos.it

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