L’eternità è senza contraddizioni, il tempo-divenire sono solo modalità di sperimentazione parziale d Ciò che è Eterno: Noi Stessi.

Non esiste contraddizione ultima, perché la Totalità non può mai essere contraddittoria. Se lo fosse sarebbe una falsa totalità. pertanto non sarebbe la totalità, ma qualcosa che soltanto si immagina essere Totalità. Più la scienza sarà vicina a conoscere la Totalità, meno saranno le sue risposte contradditorie. Le mancanze della scienza sono determinate dalle mancanze dall’uomo, mancante di Se Stesso, perché determinato dai limiti e non ispirato dall’Infinito.   L’uomo può essere visto come equazione che deve risolversi per Scoprirsi Tutto Zero, che non è, nulla: il nulla non esiste, se non come idea di nulla.

La Totalità è senza contraddizioni, mentre la parzialità autocosciente deve risolvere se stessa come apparente contraddizione. L’esperienza di separazione “contraddice” la verità che non può esserci separazione, ma serve a realizzare esperienzialità non duali specifiche, uniche.  Le contraddizioni non esistono veramente, nel senso che appaiono tali soltanto perché l’osservazione è parziale, perciò parzializzante. La Totalità è imparziale, o meglio, può essere definita: Imparzialità. Le contraddizioni sono funzioni evolutive, passaggi da maggior ignoranza a minor ignoranza, per giungere, attraverso un percorso unico chiamato individuo, alla conoscenza vera e propria, cioè alla conoscenza certa, cioè senza ignoranza, senza falsità.

La vita dell’uomo non sufficientemente consapevole è di per sé contraddizione: vuole la felicità, ma ignorando la via verso la felicità, favorisce l’attualizzazione della sofferenza degenerativa. Tale approccio viene chiamato vivere razionalmente. Non è però certamente razionalità considerando i risultati di tale vivere. Malattie, guerre, terrorismo, manipolazione interiore ed esteriore, ingiustizia sociale, sono prove molto concrete, a chi è capace di vederle, dell’irrazionalità scambiata per razionalità .

 Tutto ciò è comunque congruo a un contesto più ampio: l’evoluzione umana. L’uomo deve imparare, divenendo sempre miglior insegnamento a se stesso. Considerando che l’evoluzione umana è essenzialmente maturazione della consapevolezza, l’uomo deve nobilitare l’opportunità capacità di essere consapevole di sé soggetto, utilizzando i gradi inferiori della struttura identitaria per passare a livelli esistenziali superiori, fino a Essere Verità Esistenziale, esistente a prescindere da ogni concetto, pertanto da ogni errore concettuale.

Gli errori favoriscono esperienze spiacevoli, ma può essere enorme errore anche ciò che produce grande piacere: drogarsi non è certamente la via diretta verso maggior consapevolezza. Il parametro è il grado di maturazione della consapevolezza. Dipendere dalla droga è una dipendenza negativa, cioè attaccamento, come lo è il subire l’ignoranza: molto meglio dipendere dalla conoscenza. Tutto questo, anche per esprimere che la dipendenza non è necessariamente negativa, anzi. Dipendere da qualcosa che ci aiuta è sicuramente positivo: per leggere dipendiamo dalla capacità di leggere, che è sicuramente una soluzione migliore dell’analfabetismo. Leggere è una capacità che possiamo esprimere, utilizzare. L’analfabetismo è qualcosa che si subisce, perché incapaci di governare gli strumenti lettura e scrittura.  

Gli errori fanno parte del percorso crescita: la crescita della consapevolezza è il percorso vero e proprio, il resto è smarrimento in rotatorie pseudo esistenziali, facenti comunque inevitabilmente parte della Totalità, pertanto non errori veri e propri. L’idea che non esistono errori veri e propri, è comunque esatta soltanto nell’ambito dell’Insieme, perché sono produzioni dell’evoluzione umana. L’uomo non emerso come Se Stesso è però un essere parziale, perlomeno quelle parti di lui che vivono di parzialità; l’uomo di cui parti vivono di parzialità è comunque parzialità.  

È però un errore pensare che non ci sono errori: pensare ciò significherebbe che non essendoci attività errate, non ci possono essere nemmeno attività giuste. Liberarsi dai demoni interiori e certamente ben diverso dal liberare i demoni interiori. Liberare per così dire, perché dei demoni si è schiavi e il prigioniero non può certo liberare il carceriere, la vittima non è il carnefice, anche se il vittimismo rende carnefici.  

Non sarebbe certo saggio applicare a un malato, regole di vita valide per un uomo sano. Per l’uomo parziale, esistono gradi di erroneità: più un fattore favorisce la maturazione della consapevolezza maggiore è la sua qualità evolutiva. Il fattore fondamentale siamo comunque noi stessi: siamo noi stessi il campo più a portata di mano su cui seminare semi di consapevolezza. Dobbiamo divenire fattore sempre più integrale, in modo da essere sempre più determinanti evolutivamente.

Inteso rigidamente, il concetto di errore può essere molto fuorviante, perché (dis)orientante a pensare in bianco e nero: il trascendimento della dualità passa anche attraverso la colorazione consapevole della vita. Tra l’altro, per il ricercatore spirituale, la gioia non è affatto un optional.  

Gli errori sono esperienze, dettate dall’inesperienza (che può anche essere risultato di esperienze fatte, ma non integrate.),  in funzione della ricerca dell’esperienza Prima e Ultima: Beatitudine Immanifesta.  Alla “fine” la Qualità prevarrà sulla quantità, anche perché la quantità è un’espressione della Qualità, intenta a meglio determinarsi. Il piano realizzativo è destinato a compiersi, prima o dopo siamo destinati a Illuminarci, cioè a realizzarci come Stato Assoluto, esistente a prescindere dalla Manifestazione. Tendere ad Amare per Essere Amore e Beatitudine, è perciò di fondamentale importanza. Aumentare la qualità del sentire è un elemento fondamentale della maturazione della consapevolezza. Tra l’altro, per sentire i pensieri più sottili, con maggior potenzialità evolutive, quello più vicini alla Verità, è necessario essere sottilissimo Sentire.  

Il prima o dopo implica la quantità: la soluzione è tendere alla qualità, che non può essere che esistenziale, dato che l’Esistenza è Tutto. Siamo evoluzione, siamo qualitativi nella misura in evoluiamo, Eleviamo, anche integrando le esperienze prodotte. Il prima e dopo riguardano il divenire, modalità specifica di sperimentare i contenuti eterni in modalità sequenziale. Il divenire è quantità, la Qualità è il Puro Essere: focalizziamoci su Se Stessi Essere.  Per Essere veramente senza contraddizione dobbiamo realizzarci come Elemento per cui vale il principio di non contraddizione totale, essere cioè la Totalità, elevandoci a Stato Assoluto, cioè realizzando l’Illuminazione, la coscienza non duale.  

Anche gli errori più grandi possono essere ragione di enormi insegnamenti. Fondamentale è la qualità della polarizzazione del passato, che essenzialmente dipende dalla qualità della consapevolezza in un dato momento e in generale.  Fondamentale è cioè essere Presente della massima qualità possibile. Maggiore è il grado di consapevolezza meno subiamo il metodo del bastone e più possiamo usare lo strumento carota.

Il metodo bastone si basa sull’imparare a tentoni: dall’ignoranza, dalla sofferenza degenerativa, dall’oscurità, dalle emozioni distruttive, dai pensieri negativi. Fruire dello strumento carota significa, invece, fruire della conoscenza, divenendo conoscenza sempre maggiore; significa aprirsi alla Luce del Superiore, trascendendo sempre meglio i vari gradi di inferiorità; vuole dire aprirsi alla gioia per trascenderla ed Essere Amore e Beatitudine.

Così come è logico accendere la luce in una stanza non illuminata, durante l’entrarvi, così è logico accendere la luce nella vita, divenendo luce sempre migliore per se stessi e altri: passando dall’essere luce (auto)abbagliante all’Essere Luce Illuminante. Riflettere consapevolmente su queste parole può essere di grande aiuto a dissipare dubbi relativi alla domanda: perché dovrei Illuminarmi?  L’Illuminazione spirituale viene troppe volte visto come qualcosa di “esotico”, invece è la riposta più logica al quesito esistenza.  Chi Sono Io? Illuminarsi significa anche SaperSi, ottenendo così anche la carta d’identità cosmica e quella assoluta.   

Il passaggio fondamentale dal metodo del bastone allo strumento carota è passare dall’essere catturati dal divenire, al focalizzarci sempre meglio e più a lungo sull’Essere. Ci sperimentiamo e interpretiamo come entità divenienti “soltanto” perché inconsapevoli della Proprio Essere Eternità: l’eternità è senza contraddizioni, il tempo-divenire sono solo modalità di sperimentazione parziale d Ciò che è Eterno: Noi Stessi.   

  

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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