La fondamentale importanza spirituale del corpo fisico e come superare le paure esistenziali

La fondamentale importanza spirituale del corpo fisico e come superare le paure esistenziali

Tutto è esistenza, non esiste non esistenza. Tutte le paure sono perciò necessariamente esistenziali. In genere però, con il concetto di paure esistenziali si intendono quelle riguardanti l’esistenza fisica, che indica anche l’identificazione del sé con il corpo fisico: io sono il corpo fisico.

Chiaramente, il corpo fisico ha una funzione evolutiva fondamentale, pertanto va valorizzato come strumento individualizzante. Maturando spiritualmente diminuisce l’identificazione con il corpo fisico, perché si è consapevoli che si esiste a prescindere dal corpo fisico. Maturando spiritualmente aumenta però anche la consapevolezza dell’importanza del corpo fisico, tranne quando siamo fuorviati da idee del tipo: il corpo è un’illusione, oppure addirittura: il corpo fisico è un limite per lo spirito.

La nostra vita fisica, cioè il nostro esprimerci attraverso un corpo fisico, è potenzialmente un’opportunità immensa, di cui possiamo fruire in minor o maggior misura. In verità, dobbiamo fruire nella massima misura possibile del nostro manifestarci attraverso il corpo fisico. Dobbiamo quando possiamo, perché i meccanismi comportamentali, il grado di “inconsapevolezza” propria e della collettività, impedisce il poter della consapevolezza e obbliga al dovere dell’“inconsapevolezza”. La parola inconsapevolezza è virgolettata perché non esiste inconsapevolezza totale; “inconsapevolezza” può essere inteso come insufficiente grado di consapevolezza.

Avere il volante in mano, è ben diverso dal dover sedere al posto di guida con le mani legate dietro la schiena. Senza il grado necessario di consapevolezza, le predisposizioni sono destinate a essere ineluttabilità. Le predisposizioni sono le lettere, il destino è ciò che viene scritto nel libro vita. Le pagine del libro vita non possono rimanere vuote, perché la vita è anche continuità di impressioni. La questione è: da chi è scritto il libro? L’autore esprime, chi non esprime subisce. Disponendo del necessario grado di consapevolezza (ovvero: essendo il necessario grado di consapevolezza), siamo a noi a scrivere. In caso “contrario”, è l’ “inconsapevolezza” a scriverlo. Essere sufficientemente consapevoli significa proporre, mentre non essere sufficientemente consapevoli significa subire.  

Il corpo fisico è sì irReale rispetto ai piani esistenziali superiori, che esistono a prescindere dal corpo fisico. Ciò non significa che non è importante: tutt’altro!  Il corpo fisico è un veicolo espressivo dei piani superiori. È stato realizzato proprio per agire su questo piano di densità materiale, per imparare a gestirlo. Il corpo fisico va pertanto nobilitato. La salute fisica non è importante solo per la durata e la qualità (intesa in senso ordinario) della vita fisica, è importante soprattutto per la qualità della vita intesa come strumento consapevolizzante. Essendo la vita fisica un veicolo dello Spirito, la qualità della vita fisica va determinata proprio in quanto è in funzione della maturazione spirituale, più precisamente: integrale (sostituire il concetto di Illuminazione con il concetto di: integralità può essere molto produttivo, evolutivamente intendendo). Lo Spirito imprime lo scopo, il corpo fisico è indispensabile per eseguirlo.

Va inoltre considerato che il corpo fisico è il riflesso di Atma (Pensatore, Principio Io Sono, Ahamkara), che è lo stato esistenziale più elevato della struttura settenaria umana, che è espressione dell’Identità Reale. Si tratta anche del piano esistenziale basilare del sistema solare, cioè della struttura che nella letteratura esoterica è chiamata Antico Saturno. Sulla formazione di questo campo esistenziale, pertanto anche della base del corpo fisico, hanno influito le entità spirituali più elevate. Prendersi cura consapevolmente del corpo fisico è anche segno di gratitudine a esse. Consapevolizzare il corpo fisico significa anche favorire il riconoscimento di queste entità e della loro azione, il che è un processo fondamentale del conoscere se stessi e Se Stessi.     

Tutto ciò non significa attaccamento al corpo fisico, ma ottimizzazione della sua funzione come nostro veicolo espressivo.  Chiaro che per esprimerci come essere umano terrestre, ovvero attraverso noi stessi essere umano terrestre, è necessario il corpo fisico. La nostra esistenza, più precisamente: l’esistenza che siamo, non dipende dal corpo fisico. Esistiamo a prescindere del corpo fisico, ma il corpo fisico è indispensabile per esprimerci sul pianeta terra. Noi non dipendiamo dal corpo, ma il nostro esprimerci sì. In un certo senso, però dipendiamo anche dal corpo, nel senso che i piani superiori del nostro spettro identitario (dello spettro identitario che siamo) maturano anche grazie alle esperienze e comprensioni rese possibili dal veicolo corpo fisico. La dipendenza non è qualcosa di negativo a priori. Ciò che è negativo, è la dipendenza negativa, che è la dipendenza da ciò che lede l’Umanizzazione. Negativo in senso relativo, perché conoscendo lo scopo della manifestazione si sa che tutto è a fin di bene, ma c’è il bene diretto e il bene indiretto, che si presenta anche in forma di ostacoli. La stessa “inconsapevolezza” non è un male assoluto, ma è un bene, perché l’ “inconsapevolezza” è un gradino della maturazione della consapevolezza. Il ragionamento dualistico può essere molto fuorviante, anche perché la vita è un arcobaleno che, giustamente interpretato, indica la via verso la scoperta della Luce Originale.

Alcuni affermano che che una volta ottenuta l’Illuminazione il corpo fisico non serve più. In un certo senso hanno ragione, se come Illuminazione si intende il completamento dei processi necessari per non avere più la necessità di incarnarsi, più precisamente: esprimersi attraverso un corpo fisico. Quando si legge o sente dire di Illuminazione, bisogna però considerare che questo termine è utilizzato per indicare molti fenomeni. Pertanto è bene chiedersi: Cosa intendo io come illuminazione?, Ho idee chiare su cosa intendo come Illuminazione, oppure uso la parola: Illuminazione, senza veramente sapere a cosa mi riferisco?, A cosa si riferisce l’autore del libro, o il conferenziere, quando usa la parola illuminazione? Dobbiamo evitare di parlare per sentito dire, perché altrimenti non parliamo veramente, perché veniamo detti.  

Appurato che è vero che una volta ottenuta l’Illuminazione, il corpo fisico non è più una necessità fondamentale per il singolo in questione, è però bene considerare che la sua presenza sul piano fisico può risultare positivamente determinante per molti. A prescindere da ciò, possiamo considerare anche che la presenza fisica sul pianeta terra offre l’opportunità di combinazioni evolutive impossibili senza il corpo fisico., da integrare nell’ambito Illuminazione, per nobilitarla. La qualità Illuminazione è unica. Semplificando possiamo definirla come: Onnipresenza – Onniscienza – Beatitudine. Il contenuto dell’Illuminazione può però essere più o meno ampio, il che implica capacità espressive minori o maggiori; diciamo così: diverse specializzazioni nell’ambito dell’individuazione sfociata in Illuminazione. Il contenuto dell’Illuminazione può essere inteso anche come quantità di vibrazioni sovrapposte nell’ambito del nucleo Identità Reale. In quanto Identità Reale (Purusha), siamo ciò che esteriormente appare come buco nero. Lo spazio è, diciamo così, tappezzato di buchi neri. La differenza sostanziale tra il buco nero al centro della nostra galassia e noi buco nero, non è il principio buco nero, ma la capacità del buco nero al centro della galassia di gestire processi immensamente maggiori di noi buco nero, Identità Reale.

     

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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