Il risveglio spirituale è ben altra cosa da quello solo concettuale. Destarsi spiritualmente implica il miglioramento di sé, l’Umanizzazione. Il risveglio concettuale può, invece, riguardare soltanto il cambiamento di concetti, tra l’altro il modo in cui ci si definisce, magari con idee di stampo spirituale.

Maturando spiritualmente, non diventiamo uno con l’esistenza. Semplicemente perché siamo già uno con l’esistenza totale. Uno, nel senso che non siamo e non possiamo essere separati dal resto. Noi siamo esistenza e l’esistenza è una, come potremmo essere divisi dal resto? Così come le onde non sono separate dall’acqua, così noi non siamo separati dal resto. Essere altro da altri non significa essere separati da altri.

Essere esistenza specifica nell’ambiente unica esistenza, questo significa essere altro da altri. Non esiste alterità per l’unica esistenza. La differenziazione è l’unica attività possibile dell’unica esistenza. La stessa maturazione della Consapevolezza Integrale, che porta a scoprire l’unità, è differenziazione. Siamo altro da altri, ma non siamo veramente divisi da nessuno. La vera eterogeneità implica la consapevolezza riguardo l’omogeneità, che implica la consapevolezza dell’omogeneità. Espresso diversamente, per vedere giustamente è necessaria la Consapevolezza Integrale.   

L’esistenza è sempre senza separazione, ma in quale misura siamo consapevoli di questa unità? Soltanto sappiamo, nozionisticamente, dell’unità, oppure ne siamo consapevoli esperienzialmente? Il risveglio spirituale è ben altra cosa da quello solo concettuale. Destarsi spiritualmente implica il miglioramento di sé, l’Umanizzazione. Il risveglio concettuale può, invece, riguardare soltanto il cambiamento di concetti, tra l’altro il modo in cui ci si definisce, magari con idee di stampo spirituale. Chi matura spiritualmente sa benissimo l’enorme differenza che intercorre tra l’occuparsi di temi spirituali e maturare spiritualmente.

Il cosiddetto superamento dei confini della separazione, non è un vero e proprio trascendimento della separazione. Gli stessi confini fanno parte della totalità, sono anche simboli di unità tra ciò che si pensa essere separato. Lo spazio è infinito, più precisamente l’infinito, pertanto non ci può essere divisione; l’infinito è senza fine perché senza inizio. Rispetto ai propri contenuti, lo spazio può essere considerato come loro contenitore, ma non è un contenitore, altrimenti sarebbe automaticamente contenuto in qualcos’altro; ogni contenitore è finito.  

Nulla è veramente separato dal resto della totalità: la totalità è indivisibile, altrimenti non sarebbe la totalità. La totalità non è l’insieme di più parti, le parti sono aspetti della Totalità. Basilarmente, la totalità è senza parti, che sono isole che compaiono in lei. Rispetto al concetto di indivisibile, essendo il significato della parola individuo: indivisibile, possiamo intendere la Totalità come individuo basilare. Da ciò possiamo anche intendere Dio come Individuo primario.

  

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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