Più il nostro perno identitario dipende dall’esterno, più la struttura psicofisica è manipolabile. Ignoranza di sé e Sé significa anche manipolabilità. Noi non possiamo mai perdere l’identità, ma ignorandoCi siamo obbligati a immaginarci,

L’identità è questione di continuità. L’uscire dalla zona di confort può essere difficile, anche perché può succedere che la scomparsa della continuità ambientale, favorisca la cessazione della continuità identitaria, con cui si identificava se stessi. Semplificando, non ci si ritrova più come prima, perché non ci sono gli appoggi esteriori conosciuti prima. Si pensi al trasferimento in una città in cui c’è difficoltà a integrarsi, cioè anche ritrovarsi. Ancora più drastici possono essere i mutamenti dovuti al percorso spirituale, quando non si cambia dimensione esistenziale, che può essere vissuto come cambiamento ben più profondo, come anche traumatico, del cambiare città. Il fenomeno della notte buia dell’anima, è un esempio molto concreto di ciò che può significare lo stress da Umanizzazione.  

La soluzione primaria a queste situazioni è maturarsi come appoggio a se stessi, che significa essere sempre più consapevoli di sé e Sé. Più il nostro perno identitario dipende dall’esterno, più la struttura psicofisica è manipolabile. Ignoranza di sé e Sé significa anche manipolabilità. Noi non possiamo mai perdere l’Identità, ma ignorandoCi siamo obbligati a immaginarci, rischiando così anche l’immaginare di aver perso l’identità: immaginare di aver perso l’identità, anche non constatando di averla persa, ma semplicemente sentendosi smarriti,  fa anch’esso parte dell’Identità Reale.     

 Umanizzandoci non perdiamo l’identità, ma la ridefiniamo in meglio, anche perché ci conosciamo meglio. Non si tratta chiaro di una ridefinizione solo concettuale, anzi. Elevazione spirituale è anche ridefinizione dell’identità. Si tratta della continuità identitaria in verticale, cioè del risalire il percorso espressivo dell’Identità Reale, anche per donare all’Identità Reale maggior complessità esistenziale, soprattutto grazie alla sintesi delle esperienze prodotte e comprese sui piani espressivi dell’Identità Reale. L’Identità Reale esiste però a prescindere dal proprio esprimersi.  L’Identità Reale è la reale continuità esistenziale.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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