Cos’è lo Spirito? Utilizzare parole, senza però ben sapere cosa esse significano, vuole dire esprimere ignoranza. In pratica significa essere usati dalle parole, immaginando di star usandole.

Utilizzare parole, senza però ben sapere cosa esse significano, vuole dire esprimere ignoranza. In pratica significa essere usati dalle parole, immaginando di star usandole. Non siamo noi a fruire dell’ignoranza, è l’ignoranza a fruire di noi. Ignorare significa anche subire.

Uno dei termini più usati nella terminologia di alcuni, non certamente tutti, gli insegnamenti spirituali, è la parola Spirito. In quanto ricercatori spirituali dovremmo avere le idee chiare riguardo a ciò che intendiamo con i concetti: spiritualità, pratica spirituale, ricercatore spirituale, percorso spirituale. Per avere idee chiare su queste espressioni, è necessario sapere chiaramente cosa si intende con la parola: Spirito.  

Sulla strada della chiarezza concettuale, è molto utile chiedersi: Cosa intendo con la parola Spirito?, A cosa mi riferisco la parola Spirito?, So esattamente a cosa penso dicendo Spirito, oppure utilizzo questa parola senza essermi spiegato-spiegata bene, cosa intendo con essa?  Dove si trova e che funzione ha ciò che intendo quando dico, scrivo: Spirito? So spiegarmi a fondo qual è la posizione dello Spirito (più precisamente: di ciò che intendo come Spirito) nell’ambito della Totalità? So come si è formato lo Spirito, oppure esiste da sempre? So associare giustamente la parola Spirito, ai concetti usati da insegnamenti spirituali, che non utilizzano la parola Spirito?

L’espressione: Spirito, è usata dai diversi insegnamenti spirituali, per indicare diversi aspetti della Totalità, ovvero della struttura identitaria umana. La parola: spirito, viene da taluni insegnamenti usata per ciò che altri definiscono con le parole: anima, mente, purusha, coscienza, organo interiore ed altri. Si tratta di parole che possono essere usate come si vuole, per indicare qualsiasi cosa si vuole, anche ciò che altrimenti è definito: frigorifero. Non c’è nulla che lo vieti. L’importante è sapere esattamente cosa si intende con una determinata parola. Ciò vale non soltanto per l’ambito direttamente spirituale, ma anche per il linguaggio quotidiano.

È possibile pensare di aver capito a fondo una questione, semplicemente perché non si comprende la propria incomprensione. Si ignora cioè di ignorare, perché si sa senza però aver compreso, cioè integrato in sé, aumentando il grado di consapevolezza. Soltanto comprendendo meglio di prima, possiamo veramente comprendere di aver, prima, compreso peggio, meno, che dopo averlo meglio compreso. 

Abbiamo così due tipi di conoscenza. La prima nozionistica, che esige semplicemente le necessarie capacità nozionistiche. La seconda, oltre alla prima, esige anche il necessario grado di consapevolezza, maturità spirituale. Quest’ultimo tipo di conoscenza è più importante della prima: possiamo disporre solo di lievi capacità nozionistiche, ma essere molto maturi spiritualmente.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...