La storia del pastore e delle pecore, è una metafora del rapporto tra il criceto e chi lo ha messo in gabbia.

Per chi vuole essere una persona migliore, la società irresponsabile rappresenta però anche un aiuto, nel senso che è un messaggio molto importante su come non si vuole essere. I conflitti dovrebbero indicarci il bisogno di pace, l’odio dovrebbe stimolarvi a maturare la capacità di amare, l’egoismo dovrebbe aiutarci a volgere sempre più verso l’altruismo, le azioni reattive dovrebbero indicarci il bisogno di azioni consapevoli, il buonismo andrebbe visto come segno che c’è bisogno di Bontà, ben altra cosa dal buonismo.Attenzione, certe modalità della società possono sembrare molto umanizzanti, ma va considerato che se non si supera il mero pensiero riflesso, la vita ombra, se cioè non ci si adopera potentemente per l’umanizzazione, anche le iniziative umanitarie sono essenzialmente modalità circolatorie da criceto, passibili di forte manipolazione e soggette all’inquinamento dell’interesse personale: la storia del pastore e delle pecore, è una metafora del rapporta tra il criceto e chi lo ha messo in gabbia. Non tutti sono bravi a parole, ma a quanto fatti soltanto alcuni sanno il fatto loro. Chi subisce confonde facilmente il subire con fare: l’ombra della caverna sembra la massima luce possibile a chi non è mai uscito dalla prigione dell’irrazionalità scambiata per razionalità Va sempre considerato che: iniziativa umanitaria non è sinonimo di iniziativa umanizzante. Tra l’altro, la prima è in genere collettiva, mentre la seconda è sempre iniziativa individuale, il che non significa che per risonanza non favorisca un’azione collettiva. Anzi, tutto ciò che di bene facciamo è automaticamente dono per l’umanità. Il fatto che l’umanità non sappia cosa farsene oggi, non significa che le nostre buone azioni (azioni umanizzanti) odierne non siano il seme di un fruttare collettivo nell’avvenire, come anche uno stimolo importante per i singoli che voglio essere esseri umani migliori.

Informazioni su Andrea Pangos

andreapangos@gmail.com
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