Scopo dell’uomo è realizzare la Saggezza individualizzata, nobilitata dall’Amore

La mente umana rende sì possibile la falsificazione, ma anche grazie la stessa possibilità di falsificarsi, l’uomo può anche Autenticarsi, individualizzandosi, imparando anche da errori, falsità, aumentando la qualità dell’arbitrio. Scopo dell’uomo è realizzare la Saggezza individualizzata, nobilitata dall’Amore. Non perseguendo questo scopo, l’uomo si snatura destinandosi a una vita più animale che umana.

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Lo stato di cattività, schiavitù, indigenza, patimento, a cui sono costretti molti esseri umani, è primariamente conseguenza dell’uso improprio della mente, da parte del singolo e di chi influisce negativamente su di lui. Mal utilizzata, la mente è uno strumento di schiavitù, sofferenza. Ben usata è, invece, uno strumento di Elevazione Cosmica, che permette all’uomo di trascendersi per realizzare la Divinità, fruente Beatamente di Se Stessa come Eterna Infinitudine individualizzata Consapevole di Sé. Per assolvere alla propria funzione essenziale, la capacità concettualizzante deve essere utilizzata in funzione della maturazione spirituale, che è individualizzazione intesa nel senso più profondo del termine, cioè di portata Eterna-Infinita.

Brani tratti dai libri di Andrea Pangos

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Libertà di espressione si acquisisce Elevandosi

L’orientamento a non esprimere impulsi di bassa tonalità, non andrebbe inteso come coercizione, ma come indicazione Etica derivante dal Superiore, interiormente: si tratta della forma essenziale di Educazione.

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La libertà di espressione si acquisisce elevandosi. Sentirsi liberi di esprimere ciò che si sente, può essere anche una giustificazione per esprimere il peggio di se stessi. Il peggio andrebbe, invece, affrontato interiormente, con un profondo lavoro spirituale, per far posto al meglio. Tra l’altro, esprimendo il peggio di noi stessi, possiamo facilmente diventare esempio negativo per chi è schiavo di contenuti negativi, e trova in noi la giustificazione per poterli esprimere. Trasgredire regole giuste significa essere diversamente schiavi, non più liberi. Quali e quanti demoni interiori, ed esteriori, ci suggeriscono la liberazione dei demoni, perché possano acquisire maggior libertà, a prezzo della nostra maggior schiavitù? La soluzione è la liberazione dai demoni, non dei demoni.

Brani tratti dai libri di Andrea Pangos

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Emozioni e Illuminazione spirituale

Le emozioni sono limiti esperienziali da utilizzare come trampolino di lancio per superare i limiti stessi. Lo scopo finale dell’apparato emotivo non è produrre, sperimentare, emozioni, ma è essere strumento per il superamento di se stesso. Lo scopo dell’apparato emotivo è rendere possibile l’aspetto emozionale della consapevolezza di sé, per rendere possibile il nostro tragitto da animalumano a DivinUmano. La funzione emotiva è un’indicazione sul percorso spirituale, la cui freccia dovrebbe essere orientata in modo da indicare la continuazione del cammino verso il Superiore. È perciò saggio mettere la freccia per sorpassare l’attività emozionale, cioè per maturare la capacità di generare autoconsapevolezza a prescindere dalle emozioni, come da tutti gli aspetti diversi dall’Identità Reale: Verità – Pura Coscienza – Beatitudine.

Brani tratti dai libri di Andrea Pangos

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È giusto fare ciò che si sente, a patto di Sentire Qualitativamente.

Interpretare il concetto di seguire il cuore come: fare ciò che piace, può significare generare dispiaceri enormi, a se stessi e ad altri. Fare ciò che piace, oppure ciò che si vuole, non significa necessariamente realizzare il giusto, il meglio per noi stessi. Esempio, alquanto, estremo: il violentatore è tale proprio perché ha fatto ciò che sentiva di fare. Non si tratta certamente di un atto positivo, altrimenti la violenza carnale sarebbe da annoverare tra le attività spirituali, spiritualizzanti, ma non è certamente così.

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È giusto fare ciò che si sente, a patto di sentire qualitativamente. Il primo passo che si dovrebbe fare seguendo il concetto di fai ciò che senti, dovrebbe essere sentire di dover migliorare il proprio sentire, spiritualizzandolo.

Brani tratti dai libri di Andrea Pangos

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Mente la mente?

La mente è secondo alcuni un elemento negativo a priori, perché, secondo gli stessi, è fonte di falsità, comunque. Per alcuni questo è un vero e proprio dogma, uno degli elementi fondamentali del loro intendere la spiritualità, di cui farebbero però bene a liberarsi. Semplicemente perché ritenere che la mente mente a prescindere, significa mentire, pertanto ostacolare la maturazione spirituale.

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Argomentare la negatività della mente esige l’uso della mente stessa. Perché, allora, utilizzare uno strumento che si ritiene deleterio per esprimere ciò che si ritiene positivo? Anche perché senza mente non ci possono essere spiegazioni.

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La mente è potenzialmente uno strumento di verità, ma contaminata dall’inconsapevolezza, è molto abile a suggerire falsità: l’acqua potabile concorre e a rendere possibile la vita, l’acqua infettata nuoce.

Brani tratti dai libri di Andrea Pangos

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Coloro che ci consigliano di seguire il cuore, oppure la testa, sanno bene cosa intendono?

Coloro che ci consigliano di seguire il cuore, oppure la testa, sanno bene cosa intendono? Sono consapevoli delle conseguenze negative che rischiamo di favorire seguendo le loro, eventualmente, errate indicazioni? Sono consapevoli del fatto che se interpreteremo male le loro pur giuste indicazioni, saranno per noi una specie di maledizione?

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Fare del bene è un processo che implica molti elementi, pertanto variabili. Se veramente si vuole aiutare non basta benedire, bisogna anche favorire la realizzazione della benedizione. La bontà è sicuramente positiva, ma non è garante di sviluppo positivo della catena di causa effetti stimolata da un atto di bontà.

Brani tratti dai libri di Andrea Pangos

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Porre in discussione le proprie idee è anche un buon modo per evitare discussioni con altri

Sostituire con il punto di domanda, il punto posto dietro le nostre convinzioni, è un buon modo per ampliare gli orizzonti conoscitivi, magari scoprendo che le presunte verità erano soltanto aspetti della nostra ottusità.

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Porre in discussione le proprie idee è anche un buon modo per evitare discussioni con altri: chi ben conosce non discute, eventualmente spiega. Nel senso più profondo dell’espressione, il ben conoscere implica il conoscere bene se stessi e Se Stessi. Possiamo, infatti, anche ben sapere, ma spiegare male, anche perché causa inconsapevolezza, reagiamo alle provocazioni altrui, perché incapaci di agire consapevolmente, reagiamo malamente.

Brani tratti dai libri di Andrea Pangos

 

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