Desideri e spiritualità

I desideri sono una risorsa fondamentale, da nobilitare migliorando la qualità dei desideri, aumentando il desiderare il bene per se stessi ed altri. Il bene che facciamo è un antidoto anche per il male volutoci da altri. Il male si nutre di male, desiderando il male di qualcuno, attiriamo il male. Desiderare il bene altrui è anche questione di igiene esistenziale personale.

La maturazione spirituale non è questione di negazione di desideri a prescindere, anzi. Maturare spiritualmente significa anche sostituzione di desideri non evolutivi con desideri evolutivi, per liberarsi dall’attaccamento al desiderare, che non significa non desiderare a prescindere.

Il desiderio di non desiderare può produrre forti conflitti non evolutivi. È assurdo non voler desiderare ciò che è positivo, evolutivo. Ci incarniamo per evolverci, è sano desiderare potentemente l’Illuminazione. Considerando, giustamente, lo stato Illuminato come Salute Esistenziale, voler Illuminarsi significa semplicemente voler guarire: liberarsi dal culto della sofferenza in favore della Felicità Integrale, affrancarsi dall’ignoranza per ConoscerSi, trascendere la schiavitù del limitato per Essere Infinita Libertà, liberarsi dalle menzogne per Essere Verità.

Il desiderare si basa sul principio del sentire, che basilarmente è Amore. In questo senso, i desideri sono espressioni del Potenziale del Principio Amore. Dovrebbero perciò essere intesi come strumenti in funzione dell’Amore. È importante desiderare di Amare e agire concretamente per realizzare questa capacità. La sofferenza degenerativa è anche una conseguenza dell’incapacità di desiderare bene, cioè della capacità di desiderare male, cioè non in funzione dell’Amare. Viviamo, soprattutto, quanto Amiamo. Senza Amare la vita non possiamo essere Amati dalla vita, siamo anche la vita stessa. Amare la vita è autoAmore: vita che si Ama, generando Amare. – Brano tratto dal mio libro: Bene Assoluto e Illuminazione Spirituale – scaricabile gratis versione parziale (PDF) su questa pagina https://andreapangos.wordpress.com/libri/

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Mente qualitativa

Qualità della mente

La questione relativa a verità e menzogna non riguarda la mente di per sé, come Principio. Concerne la qualità della mente, cioè dalla sua capacità di esprimere verità. La mente può essere più o meno veritiera, menzognera. Come già espresso precedentemente, affermando che la mente soltanto mente, la mente nega la propria capacità di esprimere concetti veritieri, pur immaginando di esporre la verità esponendo che la mente mente.

Senza mente non ci sarebbe nemmeno spiritualità, che implica concetti illuminanti, tra cui ci sono concetti sulla spiritualizzazione della stessa mente. Se la mente soltanto mentisse, come espresso dal concetto di la mente mente, la parte teorica degli insegnamenti spirituali sarebbe soltanto un insieme particolare di menzogne, e ogni maestro spirituale sarebbe un mentitore senza possibilità di non esserlo. Le indicazioni su come illuminarsi, le spiegazioni di tecniche meditative, le domanda Chi sono?, l’affermazione Io Sono, sono tutti concetti, pertanto manifestazioni della mente.

Considerando che la mente partecipa alla coordinazione dell’attività dei cinque organi di senso, pertanto organizza il modo in cui si crea la percezione chiamata cosmo, affermare che la mente mente, non specificando quando e quanto, significa affermare che il cosmo percepito, più precisamente: la percezione chiamata cosmo, è falsa. Questo è particolarmente assurdo, perché verità e falsità esigono i concetti, mentre la percezione esiste a prescindere dall’attività concettuale. Certo, la percezione può essere più o meno qualitativa, ma la verità è questione di concetti, senza i quali non è possibile alcuna definizione, verità o menzogna: i concetti sono definizioni più o meno veritiere.- Brano tratto dal mio libro: La mente mente? – scaricabile gratis versione parziale (PDF) su questa pagina https://andreapangos.wordpress.com/libri/

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Agire consapevolmente, non reagire meccanicamente

Impariamo a non reagire reattivamente, negativamente, a chi si comporta malamente. È un suo problema di inconsapevolezza, ignoranza. Non facciamolo diventare una nostra problematica, reagendo con offesa a offesa, negativamente a negatività. Conoscersi meglio permette di meglio comprendere l’ignoranza altrui, che significa anche rispettare i suoi limiti. La qualità con cui reagiamo agli eventi esteriori è uno dei modi per testare il proprio grado di Umanità.

Dobbiamo maturare la capacità di reagire qualitativamente, Umanizzandoci. Amando non generiamo rancore. Amare è Agire, non Amare reagire. Passare dal reagire inconsapevolmente all’agire consapevolmente, è un passaggio evolutivo fondamentale, che distingue nettamente il DivinUmano dall’animalumano. – – Tratto dal mio libro sul PERDONO, scaricabile gratis versione parziale (PDF) su questa pagina https://andreapangos.wordpress.com/libri/

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Conflitti ed errori-possiamo proprio non sbagliare?

Essendo inevitabile un certo grado di erroneità, essere in conflitto a causa di errori, propri o altrui, significa essere in conflitto con l’ineluttabilità. Si tratterebbe di un atteggiamento assurdo, se non si fosse succubi di meccanismi conflittuali, ma non lo è, assurdo, proprio perché i meccanismi si subiscono, meccanicamente, causa mancanza della necessaria consapevolezza. L’inevitabilità è, chiaramente, inevitabile, più precisamente è: inevitabilità, appunto. Gli errori sono inevitabili. I conflitti con i propri errori sono, invece, errori evitabili. Così come è un errore mortificarsi per l’inevitabile, è un errore anche non agire per liberarsi dall’evitabile deleterio, maturando la consapevolezza. – Tratto dal mio libro Trasformare i sensi di colpa, scaricabile gratis (PDF) su questa pagina https://andreapangos.wordpress.com/libri/

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Proiettare ignoranza Esistenziale

Ciò che riteniamo essere un prestare aiuto, può essere vissuto dall’altra persona come disturbo, intromissione nella sua vita privata, oppure come vero e proprio ostacolo. Siamo proprio sicuri che ciò che reputiamo essere aiuto lo sia veramente? Sappiamo veramente cosa significa aiutare? – Ignorare le proprie vere esigenze implica il proiettare quelle altrui, proiettiamo ciò che siamo: ignorando noi stessi e, soprattutto, Noi Stessi, siamo destinati a proiettare ignoranza esistenziale, anche se possiamo interpretarla come profonda conoscenza. – – Tratto dal mio libro Trasformare i sensi di colpa, scaricabile gratis (PDF) su questa pagina https://andreapangos.wordpress.com/libri/

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Cosa significa comportarsi bene?

Comportarsi bene

Nel riflettere sul proprio comportamento, se ci siamo comportati in modo congruo, come dovuto, è utile porsi le seguenti domande.

Dovuto a chi?

Dovuto per chi, chi è che agisce, perché agisce così?

Dovuto perché?

Che esempi di vita sono coloro che determinano,

tramandano, le regole comportamentali?

Quanto sono consapevoli?

Sono ingranaggi schiavi dell’inconsapevolezza familiare e

collettiva, oppure esempi di Consapevolezza, Libertà, Autenticità? Sono vite in funzione della realizzazione DivinUmana,

oppure in funzione della meccanicità animalumana?

Sono esempi di Vera Realizzazione oppure di realizzazione

falsata, qualitativi o scadenti realizzatori di falsità?

Ogni vita è automaticamente esempio e l’imitazione regna

sovrana nel decadimento dettato dall’inconsapevolezza. La vita è comportamento di per sé, ma comportamento non significa Qualità, soprattutto quando è condizionato da quantità mancante di sintetizzazione.

E noi, che esempio siamo? Cosa riflettiamo, come riflettiamo, cosa stimoliamo a riflettere, aiutiamo altri a riflettere giustamente? Quanto favoriamo il loro esprimere la Luce che essi stessi Superiormente sono? – Tratto dal mio libro Trasformare i sensi di colpa, scaricabile gratis (PDF) su questa pagina https://andreapangos.wordpress.com/libri/

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Sensi di colpa familiari

Appartenenza familiare?

Provando senso di colpa per non aver rispettato la cosiddetta appartenenza alla famiglia, perché violato il codice comportamentale familiare, è bene riflettere sulla giustezza dei modelli comportamentali familiari.

La mia famiglia è un esempio di Umanizzazione, oppure funge anche da stampo per la perpetrazione del culto dell’inconsapevolezza?

Le regole comportamentali familiari si basano sulla ricerca del Superiore, oppure favoriscono la mera realizzazione animalumana?

La mia famiglia è un ambito di sincronizzazione Cosmica, oppure subisce un meccanico fossilizzarsi con concetti limitanti sulla vita?

È caratterizzata dalla pratica della Felicità Integrale o è ingabbiata dal culto della sofferenza degenerativa? Ricordiamoci che le gabbie hanno bisogno di ingabbiati per poter adempiere alla loro funzione.

Violare leggi ingiuste significa essere dalla parte del giusto. Obbedire a un regime dittatoriale può essere necessario per sopravvivere, ma per vivere veramente bisogna liberarsi dalla dittatura, interiore ed esteriore.

La famiglia può non essere considerata una dittatura, ma sicuramente è una dettatura di regole comportamentali. In verità, rispetto a ciò che sono le vere esigenze quasi ogni famiglia è una dittatura imponente regole comportamentali limitanti. Quante famiglie orientano a realizzare l’Infinitudine? Quante famiglie argomentano consapevolmente sulla Vita Eterna, quante invece sono succubi del culto della mortalità?

La dittatura è anche restrizione delle libertà. Quanto favoriscono la Libertà, quindi l’Umanizzazione, i codici comportamentali familiari? L’Infinito è Ciò che cerchiamo veramente, la famiglia dovrebbe favorire la consapevolizzazione dell’Infinito, non ripararsi nella caverne delle proprie convinzioni limitanti. – Tratto dal mio libro Trasformare i sensi di colpa, scaricabile gratis (PDF) su questa pagina https://andreapangos.wordpress.com/libri/

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