Colpa e responsabilità

La parola colpa favorisce la colpevolizzazione.
Per ovviare a ciò può essere utile ragionare in termini di responsabilità, anche sostituendo il concetto di senso di colpa con il termine senso di responsabilità, interpretato giustamente. Mancante della necessaria qualità interpretativa, anche la parola responsabilità può rimandare all’idea di colpa. Dobbiamo perciò chiarirci bene, in senso Umanizzante, il concetto di responsabilità. L’Umanizzazione toglie i veli, è anche il modo dell’uomo di chiarirsi, comprendere.
La vita è autoelaborazione che risponde a se stessa e all’ambiente. Lo scopo fondamentale della vita umana è imparare a rispondere sempre più qualitativamente, in modo da corrispondere sempre più alle esigenze di Umanizzazione. Umanizzarsi significa divenire risposta sempre migliore per se stessi ed altri, maturare cioè la capacità di trasformare sempre meglio se stessi e l’ambiente, adattando la materia alle esigenze dello Spirito.
La responsabilità andrebbe intesa come capacità di offrire risposte qualitative. Essere responsabile significa rispondere giustamente alle situazioni, interiori ed esteriori. Tutte le idee, emozioni ed azioni fisiche sono certamente risposte, ma va considerato che noi non esistiamo unicamente come struttura psicofisica, anzi. Umanizzarsi significa anche divenire consapevoli del nostro interagire, rispondere, su piani esistenziali superiori.
La possibilità di risposta intenzionale si basa sulle tre facoltà fondamentali dell’Io: Volontà-Amore-Intelligenza. Per veramente aumentare la responsabilità è pertanto necessario migliorare il volere, il sentire e il discernere, maturando la collaborazione della struttura psicofisica con l’Io.
Tutto ciò che sperimentiamo fa parte di noi stessi, è una nostra elaborazione. In definitiva, reagiamo sempre a noi stessi, anche quando si tratta dell’elaborazione di influssi esteriori. Considerare ciò può aiutare a meglio comprendere la fondamentale importanza della maturazione interiore, che è il processo primario dell’Umanizzazione.
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Rancore e tragedie collettive

Il rancore che si è creato come conseguenza delle tragedie collettive è comprensibile, ma ciò non lo rende innocuo per la salute pubblica: salute del pubblico che in questo caso è cattivo pubblico di uno spettacolo degradante prodotto dal pubblico-spettacolo stesso. Così come non dobbiamo giustificare il male fattoci, non dobbiamo giustificare il male che ci facciamo. Constatare che il male è un aspetto inevitabile dell’inconsapevolezza, non significa giustificarlo, nel senso di dire che va bene.  Le giustificazioni non tangono l’inevitabilità, la quale è giusta soltanto nel senso che è inevitabile, che non significa propriamente giusta. Anzi, tutt’altro, se come giusto intendiamo ciò che favorisce il bene.  Brano tratto dal libro Perdonare per Vivere: Liberarsi dalla prigione del rancore 

 

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Aiutare il Superiore

Sacrificio è anche sostenere la crescita del Superiore. I regni inferiori donano se stessi ai regni superiori. Più precisamente: sono anche un’offerta ai regni superiori, non essendo dotati di arbitrio e, in tal senso, di intenzionalità. Così come il regno vegetale si basa su quello minerale, il regno animale su quello minerale e vegetale, il regno animalumano[1] sui regni minerale, vegetale, animale, così l’evoluzione dei Regni Superiori si basa anche sul regno umano. I Regni Superiori non sono però elementi estranei all’uomo, sono anche suoi Elementi Superiori. Sacrificandosi, fruendo dell’inferiore in funzione del Superiore, l’uomo costruisce se stesso nell’ambito dei Regni Superiori[2]. La possibilità dell’uomo di offrirsi a Se Stesso è l’aspetto superiore dell’arbitrio.

Brano tratto dal libro Perdonare per Vivere: Liberarsi dalla prigione del rancore 

 

[1] L’uomo non deriva direttamente dai mondi minerale, vegetale e animale, così come sono conosciuti attualmente. I passaggi verso l’uomo sono avvenuti attraverso i regni minerale, vegetale e animale,  ma in forme diverse, attraverso modalità evolutive diverse, da quelle di cui fanno parte gli attuali regni minerale, vegetale, animale.

[2] Come Regni Superiori si intende l’Io e l’Io Monadico. Va considerato che l’Io è un elemento dell’essere umano, mentre la Monade non è umana, ma si individualizza anche attraverso l’essere umano.

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Liberarsi dall’inferiore

In quanto impedimento per l’Umanizzazione, il rancore ci rende inferiori a ciò che potremmo, dovremmo, Essere. Liberarsi dall’inferiore è un elemento fondamentale del sacrificarsi: sacrificarsi è Elevarsi. Liberarsi dall’inferiore significa anche fruirne qualitativamente, come base evolutiva, anche perché per renderci Superiori dobbiamo per forza iniziare da ciò che siamo, che è sempre inferiore a ciò che saremo Umanizzandoci. Concetti, emozioni e desideri, sono potenziali evolutivi, sacrificarsi significa anche illuminarli, renderli illuminanti.      Brano tratto dal libro Perdonare per Vivere: Liberarsi dalla prigione del rancore 

 

 

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Punizioni esemplari?

Non è saggio aspettarsi, augurarsi, magari chiedendo a Dio, “punizioni esemplari” per chi ci ha fatto del male. Tra l’altro, potremmo essere proprio noi a doverle subire. Potrebbe darsi che siamo proprio noi a essere dalla parte del torto, e sicuramente non siamo esenti dal aver creato negatività in passato. Raccogliamo[1] ciò che seminiamo, l’invio al destinatario implica il ricevimento da parte del mittente. – Brano tratto dal libro Perdonare per Vivere: Liberarsi dalla prigione del rancore 

[1] Ciò che raccogliamo dipende anche dalla nostra capacità di raccogliere, più o meno qualitativamente, la quale è comunque anche un risultato di ciò che abbiamo seminato.

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Vivificare i concetti significa Illuminarli con la Luce del Superiore

Vivificare i concetti significa Illuminarli con la Luce del Superiore, vivificando il rapporto  della struttura psicofisica con il Superiore. Più precisamente, non si tratta di vivificare i concetti, ma di generare vivi concetti vivificanti. I concetti veramente vivi non sono, infatti, quelli che abbiamo acquisito da altri e che poi abbiamo illuminato grazie alla maggior collaborazione della mente con il Superiore. I concetti veramente vivi, sono per noi quelli che abbiamo prodotto grazie all’aver decodificato, in forma di concetti illuminanti, i Pensieri del Pensatore (Intelligenza), che Siamo nell’ambito dell’Io. La massima Penso dunque Sono, dovrebbe riferirsi al Pensatore, non alla mente.  – Brano tratto dal libro Perdonare per Vivere: Liberarsi dalla prigione del rancore 

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Divenire cellula sempre più sana di un corpo malato

L’aver appurato la propria ignoranza esistenziale dovrebbe essere visto come necessità di consapevolizzarsi, non come ragione per colpevolizzarsi. In quanto individui non possiamo certo essere colpevoli della degenerazione dell’ambiente formativo e dell’umanità in generale. Sentirsi colpevoli della degenerazione collettiva indicherebbe, anche in questo caso, una forma di delirio di onnipotenza. Possiamo però decidere fermamente di divenire cellula sempre più sana di un corpo malato, luce sempre più illuminante in un mondo di abbagli. – Brano tratto dal libro Perdonare per Vivere: Liberarsi dalla prigione del rancore 

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