L’IO E DIO – (2004)

DIALOGHI CONSAPEVOLIZZANTI  (2004)

L’IO E DIO – (Dialogo primo)

-Dio esiste?

-Cosa intendi come Dio?

-Cosa intendo come Dio?! Intendo Dio. Chiaro che intendo Dio!

-Chiaro che intendi Dio, solo che non ti è chiaro cosa intendi come Dio!

– ???

La parola Dio è soltanto un termine. A che cosa ti riferisci con il concetto Dio? Dio non è certamente la parola Dio.

-A cosa mi riferisco con la parola Dio?!

Già, a cosa ti riferisci con la parola Dio?

-Uh! Quante volte ho utilizzato la parola Dio, senza nemmeno sapere a cosa mi riferivo con essa. A dire il vero, non lo so nemmeno ora, in questo preciso istante.

Ma come?! Con la parola Dio non ti riferivi a Dio?!

-Sì, sì! Certo che mi riferivo a Dio, ma senza sapere cos’è Dio e scambiando Dio con la parola Dio. Dio non può essere una parola!

Saremmo messi veramente male, se Dio fosse soltanto una parola.  

-A dire il vero, so a che cosa mi riferivo con la parola Dio…

???

– Mi riferivo, al creatore del mondo e dell’uomo, ma ora mi rendo conto che si trattava soltanto di idee e di immagini che mi ero fatto riguardo a Dio.

Proprio così: concetti, concetti e ancora concetti su Dio con i quali ti sei occultato la Conoscenza di Dio.

-Ma allora Dio si può conoscere?!

!!!

Allora aiutami a conoscerlo!

Il cammino è iniziato.

-Grazie di avermi aperto gli occhi. Il mio cuore batte pieno di gratitudine per te e le tue parole. Infine, conscio di comprendere di non comprendere che cosa sia Dio, ti chiedo di Illuminarmi. Illuminami ti prego!

Chi vuole essere illuminato?

-Io! Chiaro che io!

Tu chi? Chiaro che non ti è chiaro chi sei!

-Non mi è chiaro chi sono?

Sapendo chi sei, molto probabilmente non ti saresti chiesto, come invece hai appena fatto: Non mi è chiaro chi sono? La parola io, è soltanto una parola e non è certo ciò che tu sei.

-Eh già, la parola io è soltanto una parola, come soltanto una parola è la parola Dio. Io non sono certo una parola e la parola Dio non è sicuramente Dio di per sé.

E chi è, secondo te, Dio di per sé?

– ???

!!!

-La parola io è comunque molto simile alla parola Dio.

Sì, è la parola io è molto simile alla parola Dio, ma l’io è infinitamente dissimile da Dio. 

-Fortuna che non sono soltanto la parola io. Sfortuna che non sono Dio.

Chi ti garantisce che non sei Dio?

– ???

!!!

-Vuoi forse portarmi a credere che… (non oso nemmeno dirlo)?

E pensarlo, invece?

– ?!?

!!!

-Sarei messo veramente male, se fossi soltanto una parola, solamente la parola io.

Ora sei messo proprio male, più precisamente la tua mente è messa molto, ma molto male, ebbra di idee fuorvianti su te stesso.

-Sono messo proprio tanto male?

-La tua mente allucinata è messa proprio male. Come Dio invece, sei messo infinitamente bene.

-Come Dio sono messo molto bene?

!!!

-Non vorrai mica dirmi che sono Dio?!

-Hai sentito che lo hai detto?! E pensare che poco fa hai affermato che non osavi nemmeno dirlo.

– ?!?

Chiarisciti chi sei e ti sarà chiaro chi è Dio! Dissolvi la miriade di idee fuorvianti che hai su di te, più precisamente su ciò che immagini di essere. Con esse celi Te stesso a te stesso.

-Me stesso a me stesso?!

– !!!

-Ma allora, chi sono io?

– Ottima domanda! Chi sono in Realtà io?: questo è il quesito fondamentale da porsi; che la ricerca della risposta sostanziale diventi la tua occupazione principale.

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Discernere la Realtà dall’illusione

Discernere la Realtà dall’illusione

Andrea Pangos (2004)

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Vera eguaglianza – Amare

La vera uguaglianza si può realizzare solamente attraverso i cuori dei nostri simili, tramite l’uguaglianza interiore che è l’Amore: l’eguaglianza si matura soltanto scoprendo il proprio Cuore. Le iniquità esteriori sono proiezioni delle diseguaglianze interiori, perché le esperienze sono dissimili dall’Amore. Una società sana si basa sulla gioia, sull’entusiasmo, e soprattutto sulla Felicità, base necessaria per la Compassione. L’esortazione Ama il prossimo come te stesso non può essere realizzata forzandosi, perché non si Ama: l’Amore è senza sforzo. Iniziamo a chiarirci i concetti sull’Amore e a chiederci cosa bisogna fare per maturare la Capacità chiamata Amare. Più saremo vicini all’Amore, meno ci chiederemo dell’eguaglianza, perché sempre più prossimi a EsserLa, e i conflitti e la separazione cederanno il posto alla Pace e alla Solidarietà, spontaneamente, come spontaneo è l’Amore. Questo è il Segreto, questa è la Soluzione: Amare tanto e pensare il giusto, consapevolmente. Finché rimaniamo al pensiero non consapevole, per quanto propositivo possa essere, siamo destinati alla sofferenza. http://www.andreapangos.it

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Realizzazione, Umiltà e Potenziale Dio

La pratica spirituale dovrebbe essere intesa anche come maturazione della capacità di fruire del Potenziale Dio, soprattutto attraverso i suoi piani d’espressione Superiori alla mente inferiore.
Attualizzato qualitativamente, il desiderio di servire Dio è certamente positivo, ma è bene prendere consapevolmente in considerazione il passaggio dall’idea di uomo al servizio di Dio al concetto di Dio al servizio dell’uomo. Il concetto di servire Dio può far immaginare che Dio abbia bisogno dell’aiuto dell’uomo, mentre è l’uomo che ha bisogno di aiuto e dovrebbe maturare la capacità di essere aiutato dal Potere Dio.
L’idea che l’uomo serva Dio è simile all’idea che il figlio serva i genitori. Cresciuti sufficientemente, i figli possono aiutare i genitori, ma inizialmente sono i genitori a dover aiutare i figli; perlomeno tendere a farlo, perché se i genitori aiutassero veramente i figli, dando la giusta importanza ai loro bisogni evolutivi, il mondo sarebbe pieno di individui molto consapevoli e sarebbe certamente un luogo migliore. Essendo l’uomo ordinario un essere sostanzialmente immaturo, anche se l’immaturità collettiva può farlo sembrare generalmente maturo, immaginare che l’uomo possa veramente servire Dio è come pensare che un bimbo si possa occupare delle questioni familiari con successo. A un certo punto di maturità, l’uomo può servire veramente Dio, esprimendo qualitativamente il potenziale dei Tre Principi Divini: Potere, Amore, Intelligenza, ma in questo caso si tratta di un figlio adulto, perché resosi simile al Genitore inteso soprattutto come Trinità: Padre-Figlio-Spirito Santo (Potere, Amore, Intelligenza; Shiva, Vishnu, Brahma). Possiamo avere l’idea di servire Dio, ma se vogliamo veramente servirLo, Qualitativamente, dobbiamo maturare profondamente.
L’umiltà andrebbe intesa proprio come abilità a riconoscere Qualcosa di Superiore e fruirne per migliorarci. Inteso ordinariamente, il concetto di umiltà può favorire atteggiamenti autodenigratori, che non sono certamente spirituali, evolutivi. La pseudo umiltà, con caratteristiche non evolutive, è un vizio, non una virtù. L’umiltà andrebbe essere intesa come fenomeno positivo, come atteggiamento che favorisce il miglioramento, e l’influsso migliorativo possiamo ottenerlo da qualcosa di Superiore al nostro stato, non di inferiore. Certo, possiamo trarre insegnamento dalla sofferenza, ma il miglioramento in questo caso è comunque dovuto a una comprensione che è superiore alla sofferenza di cui eravamo succubi. L’insegnamento fondamentale che possiamo trarre dalla sofferenza è che dovremmo liberarcene il prima possibile, maturando la consapevolezza.
Dobbiamo nobilitarci, non negarci, rinnegarci. Se vogliamo realizzare il percorso indicato dal concetto di abnegazione, nella parte intesa come mettersi al servizio di Dio e degli altri, dobbiamo renderci Sacri, sacrificandoci in modo illuminante, divenendo migliori per noi stessi e altri, anche invocando il manifestarsi del Potenziale Dio.
Più siamo Capaci meno abbiamo in un certo senso bisogno di fruire del Potenziale Dio, nel senso che in parte lo abbiamo realizzato in noi e lo rappresentiamo consapevolmente, ma d’altro canto possiamo fruirne maggiormente perché abbiamo più capacità di esprimerne il manifestarsi: maturando consapevolezza e capacità positive siamo sempre più Dio manifesto come Uomo che trae spunto sempre meglio da Sé Dio Origine.

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Riparare la macchina

Condivido (perché penso che sarà utile anche altri) questa risposta che ho appena dato a una persona che dice di essere stanca a causa di una situazione esteriore complicata; – – Grazie a Dio che sei stanca. Ritorno a proporti ciò che ti avevo scritto tempo fa, concentrati sul lavoro su te stessa, altrimenti dipenderai sempre da fattori esterni e questo impedisce Felicità. Aumenta consapevolezza e vedi cosa accade. Persone giuste per te ora potrebbero non esserlo più quando avrai altre esigenze. Bisogna riparare la macchina, non cercare di arrivare a destinazione con macchina rotta💓💓💓

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Divenire migliori, per se stessi ed altri

Cosa accade passando: dal desiderio di avere un lavoro migliore, un rapporto di coppia migliore e una situazione economica migliore, A : esprimere la profonda intenzione di diventare una persona migliore? Certamente è un buon inizio per migliorare la vita, perché noi siamo anche la vita che vorremmo migliorare. 💓💓💓 Può essere molto, molto, utile riflettere consapevolmente, profondamente. sull’importanza di divenire migliori per se stessi ed altri 💓💓💓

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Circolare o Trovare?

Non è solo questione di risolvere questioni in orizzontale, relative primariamente a sensi, emozioni e pensieri ordinari. È questione soprattutto di occuparsi del verticale, elevandosi. Altrimenti la vita rischia di diventare una rotatoria con vie d’uscita solo apparenti, perché impossibilitati a svoltare veramente, obbligati a circolare da meccanismi circolari, interiori specchio di esteriori, e viceversa. Soltanto guardando verso l’Altissimo, volgendo l’attenzione potentemente verso l’interno, oltre idee, emozioni, percezioni, possiamo veramente risolverci: vedendoci Veramente!

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